Senza il basket, non sarei la persona che sono oggi

di

Gianmarco, 15 anni

“Non ci voleva, cosa mi sarà successo?”, pensai tra me e me.

Nonostante la mia inesperienza, avevo da poco cominciato ad allenarmi con l’under 18… be’, me la cavavo! Forse perché mi impegnavo tantissimo durante gli allenamenti e non stavo neanche un secondo fermo. Volevo migliorare. Con la differenza d’età cercavo, comunque, sempre di mettere in ogni azione o movimento il meglio di me. Ringrazio chi mi ha aiutato a tirarlo fuori.

Probabilmente per la mia troppa volontà di fare o perché sono cresciuto troppo in fretta un dolore lombare ha voluto fermarmi. Un fastidio assurdo. Non riuscivo neanche a piegarmi. Appena qualche movimento brusco e vedevo le stelle.

Dopo vari controlli, nessuno ha capito niente. Stetti lontano dal basket giocato un mese, questo è certo.

Sentivo la mancanza della palla a spicchi, soprattutto quella un po’ sgonfia che capitava sempre a me; tant’è che andavo a vedere gli allenamenti della mia squadra, nonostante gli impegni con la scuola.

Sono sincero: a fine allenamento scappava anche a me un tiro, pur non potendo correre e né saltare. La mano rimaneva sempre la stessa.

L’attesa aumenta il desiderio. Lo ammetto, il mio rientro è stato un po’ forzato: nei primi allenamenti calò il mio ritmo standard, ma questo non evitò piccoli fastidi.

Decisi di continuare ad allenarmi. Il rischio che l’infortunio si potesse aggravare c’era, ma stando alle ipotesi dei controlli la più plausibile era solo la conseguenza dell’essere cresciuto in fretta, quindi sarebbe guarito. I miei compagni e il mio coach non vedevano l’ora che io rientrassi, comunque si volevano assicurare che io non stessi gravemente forzando poiché mancava circa un mese all’inizio del campionato. Non ero in ottima forma e tantomeno in totale ritmo.

Oltre ai soliti allenamenti con il resto della squadra, anche su consiglio dei vari medici, andavo in palestra per un percorso di rinforzo della schiena e della parte addominale.

Ho capito una cosa: il basket in parte mi ha cambiato. Senza, forse, non sarei la persona che sono oggi. È proprio vero che dalle difficoltà si impara e si diventa più forti…

Regioni

Ti potrebbe interessare

Forse stiamo perdendo gli anni più belli, quelli dell’adolescenza

Si pensava a una cosa passeggera e veloce, invece a distanza di un anno ci ritroviamo ancora in dad. Secondo me, è la cosa migliore in questo periodo di emergenza.

Credo che vivere corrisponda a rischiare, esplorare, conoscere

Questo periodo l’ho passato con un sorriso finto che poi è diventato vero lasciando i pensieri alla biblioteca della mia mente, e vivendo al momento.

Se non fosse stato per la DAD avremmo perso l’anno scolastico

La cosa più grave è stata la mancanza di vita sociale, ma grazie alle nuove tecnologie innovative e applicazioni siamo riusciti a rimanere in contatto.

Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioniOK