VIOLENZA ASSISTITA: I BAMBINI CI GUARDANO

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Archivio Pianoterra onlus

Le conseguenze della violenza di genere sono sempre gravi e profonde ed ancor più se le donne coinvolte sono madri, perché provocano, tra le altre cose, evidenti difficoltà nell’accudimento dei propri figli che diventano vittime di una violenza assistita, non solo attraverso la visione di scene di abusi, ma anche attraverso un costante vissuto di tensione, ansia, rabbia e paura.

La violenza assistita, annoverata tra le esperienze sfavorevoli infantili, è sempre anche un attacco alla relazione mamma-bambino, ne svaluta le competenze genitoriali con la possibile conseguenza di impedire lo sviluppo di un sereno rapporto madre-figli.

La riflessione che ha fatto da guida nei primi mesi del progetto INVIOLABILI è che, per poter aiutare un bambino vittima di violenza assistita, bisogna aiutare la mamma vittima di violenza diretta, creando uno spazio di ascolto e di accoglienza.

Per contrastare la violenza occorre innanzitutto percepire la violenza sulle donne non come un’emergenza, ma come fenomeno complesso multidimensionale e multifattoriale profondamente radicato nella struttura sociale, culturale, politica e relazionale di molti paesi. Per questo il progetto INVIOLABILI intende mettere in discussione modelli sociali e culturali profondamente radicati attraverso percorsi di sensibilizzazione e prevenzione per le famiglie, formazione del personale scolastico, sanitario e dei servizi educativi, promozione a livello cittadino di politiche che garantiscono pari opportunità sin dalla nascita e contrasto alla violenza di genere e alla violenza sui minori.

La multidimensionalità del fenomeno richiede inoltre la capacità di mettere in campo azioni sinergiche che sappiano rispondere in modo adeguato alle necessità delle famiglie seguite. A tale scopo, INVIOLABILI si affida ad uno staff composto da diversi professionisti – assistente sociale, educatrice e psicologa – che, ciascuno per le proprie competenze, possano realizzare il percorso di sostegno e accompagnamento più adeguato alle necessità delle famiglie e delle madri seguite.

Rispetto al tema della violenza di genere e violenza assistita, l’assistente sociale si occupa di attivare la rete contattando CAV, CSST territorialmente competenti, UOMI, Comunità di accoglienza mamma-bambino, Servizi di consulenza legale per donne vittime di violenza, Associazioni e Cooperative che si occupano di violenza in un’ottica transculturale; ogni ente e servizio si colloca in un segmento specifico del processo di aiuto, così da evitare sovrapposizioni di intervento. La psicologa e l’educatrice realizzano attività che consentono di accompagnare i genitori verso una maggiore consapevolezza sull’impatto che le loro azioni hanno sui bambini e consolidare buone pratiche genitoriali, monitorando le situazioni più vulnerabili e prendendosene carico attraverso colloqui individuali e interventi di sostegno personalizzati.

Tutte queste azioni sono messe in campo sin da subito, dai primi giorni di vita dei bambini, per garantire a ciascuno il miglior inizio possibile ed intervenire tempestivamente nelle situazioni di maggior disagio e vulnerabilità.

INVIOLABILI interviene precocemente per dare voce al grido muto dei più piccoli, troppo spesso spettatori inermi di atti di violenza perpetrati nel luogo che più di ogni altro dovrebbe rappresentare il posto sicuro ed accogliente nel quale crescere sereni e protetti.

“Se cambiamo l’inizio della storia cambiamo tutta la storia…” (Nurturing Care Framework-NCF, World Health Organization, United Nations Children’s Fund, World Bank Group – anno 2018)

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