Lo Sportello d’Ascolto: compagno di viaggio nello scorrere del tempo scolastico.

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SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO “PROGETTO T.E.R.R.A.”: compagno di viaggio nello scorrere del tempo scolastico.

In quanto psicologi, ed in particolare psicologi scolastici, abbiamo il compito di immaginare un luogo di accoglimento e relazione che permetta all’istituzione scuola di trovare un valido alleato nell’arduo compito psico educativo. Il Progetto T.E.R.R.A. ha permesso negli anni che vanno dal 2018 ad oggi, di saggiare realtà diverse in termini di spazio e di tempo. Si è fatto riferimento prima alle sei regioni su cui ci si muove e poi ai diversi gradi di scuola in cui si interviene coprendo l’intera fase di sviluppo adolescenziale.

L’esperienza fatta finora ha permesso di dare vita ad un’evoluzione naturale e creativa di quello che può essere un reale compagno di viaggio per studenti, famiglie e docenti. Nell’Istituto Comprensivo di Supino, da anni coinvolto attivamente in numerose attività del Progetto, si è potuto strutturare uno Sportello d’Ascolto in movimento. Un dinamico appoggio che tiene conto dei due piani temporali presenti all’interno della scuola: lo scorrere dei mesi come “momenti dell’anno scolastico” e lo scorrere degli anni come “classi” che si muovono progressivamente dalla prima alla terza media. Secondo questo approccio lo sportello d’ascolto vuole essere pronto a sostenere in maniera strutturata e preventiva tutti i passaggi cruciali che gli studenti si trovano ad affrontare e che molto spesso sono accompagnati da vissuti di ansia e paura. Stati d’animo che, se adeguatamente sostenuti, possono divenire motore per cambiamento e costruzione di maggiore fiducia in sé e nell’altro. In questo senso si sono volute sostenere diverse fasi, identificando per ogni classe una sua specifica peculiarità.

Se pensiamo alla classe prima, è immediata l’immagine di creazione e cambiamento, di passaggio da bambino a preadolescente, di movimento in autonomia verso una nuova realtà che per la prima volta è accompagnato da una consapevolezza di sé che inizia ad avere struttura. Il supporto che in questo caso è possibile dare è quello di fornire uno spazio strutturato di condivisione e conoscenza reciproca nelle prime fasi dell’anno, nel quale permettere agli studenti di mettere in comune all’interno del contesto classe nascente elementi di sè che possono essere esposti perché con la mediazione di un professionista e all’interno quindi di un momento “protetto”.

In un contesto come quello dell’Istituto, in questo passaggio alle scuole medie, non è inusuale trovarsi con classi prime che hanno già percorso un consistente tratto di strada assieme, provenendo dalla stessa classe delle scuole elementari. Diventa dunque importante poter integrare quello che erano con quello che sono adesso. La classe seconda è una particolare fase della scuola media, nella quale esplodono i cambiamenti psico fisici relativi alla pubertà e che si contraddistingue per il suo peculiare senso di “transitorietà”, che accomuna la fase di sviluppo dei ragazzi alla loro classe scolastica.

Partendo dall’esperienza clinica abbiamo compreso quanto per questa delicata fase fosse importante fornire uno spazio di dialogo, ponendo gli alunni al centro, aiutandoli a riconoscersi in quel ruolo attivo e pensante che in questa fase con fatica si stanno costruendo. Nella dimensione temporale quindi in una fase dell’anno intermedia si mette a disposizione delle classi seconde uno spazio di dialogo centrato su tematiche rilevanti e di interesse per gli studenti stessi, che preventivamente sono stati invitati a riflettere come gruppo nella direzione di generare proposte e richieste specifiche. Si sottolinea in questo caso la dimensione di gruppo che esiste, si conosce e nella gran parte dei casi si scontra e incontra continuamente. L’invito a muoversi come unica mente che giunge ad un’idea va nella direzione di stimolare il senso di dialogo e identificazione nell’altro, stimolando quindi l’ascolto e la capacità di sperimentare la trasversalità di interessi o problematiche vissute prima come uniche e proprie.

La classe terza è quella che si appresta ad affrontare un passaggio davvero importante alla fine di un lungo ed intenso viaggio attraverso le varie modificazioni interne ai singoli e al gruppo classe. È il momento in cui si iniziano a fare le prime importanti scelte, come quella della scuola superiore, ed iniziano a nascere i primi pensieri rivolti verso una progettualità. Si inizia ad affiorare nella mente la domanda “cosa farò da grande?”. Scelte e novità prevedono una separazione, e questo passaggio può spesso essere accompagnato da dubbi o paure, a maggior ragione dopo tanti anni passati insieme, avendo affrontato varie fasi della crescita, dalle scuole elementari sino a questo momento.

Far circolare e dar voce a questi sentimenti all’interno del gruppo classe, in un momento di condivisione sicuro e tutelato permette di sentirsi meno soli, di affacciarsi al nuovo portando nel proprio bagaglio un’esperienza arricchente da spendere nel nuovo ambiente scolastico, con nuove relazioni da intessere. Da questa breve analisi è possibile osservare il ruolo che lo spazio di ascolto può dinamicamente assumere nel tempo, sostenendo il sistema in modo sinergico e assumendo appieno il ruolo di compagno di viaggio tenendo a mente la complessità del luogo in cui il viaggio si avventura.

A cura di: Dott.ssa Jessica Di Tella e Dott.ssa Ilaria Vota
Psicologhe Referenti Regione Lazio “Sportello di Ascolto Psicologico”

Autore in copertina: Frato.

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