Dare di più a chi ha avuto di meno, i genitori di Camporeale e la capacità di “educare” con consapevolezza

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Per il progetto Dare di più a chi ha avuto di meno, dalla sede di Camporeale arriva il racconto di Annalisa Ragusa, che ha seguito il laboratorio genitori

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La famiglia da sempre ricopre un ruolo fondamentale ai fini dello sviluppo dell’individuo e ai fini dello sviluppo sociale.
Si impone, quindi, una maggiore attenzione all’educazione familiare e, nello specifico, al sostegno alla genitorialità in contesti “difficili” come le piccole realtà a cui questo progetto si rivolge. Sono proprio i genitori che esprimono esplicitamente il bisogno di informazione e formazione sullo sviluppo dei figli e sul ruolo educativo che sono chiamati a svolgere.

Il punto di forza del progetto è stato, dunque, quello di collocarsi in una prospettiva di formazione e di prevenzione, che mira ad una strategia orientata a sollecitare risorse, valori culturali e competenze del nucleo familiare, tramite l’acquisizione di competenze per affrontare l’impegno genitoriale con più consapevolezza e responsabilità ma anche attraverso il confronto e la possibilità di condivisione di ansie e paure propria dell’esperienza genitoriale in considerazione dei bisogni che vanno al di là della mera cura e crescita dei figli.
Il sostegno alla genitorialità si è stato sviluppato con la creazione di una serie di incontri che hanno avuto lo scopo di creare genitori più consapevoli dei continui cambiamenti individuali dei “nuovi” adolescenti e di conseguenza dei cambiamenti sociali.

Le finalità perseguite sono quelle di sviluppare e incrementare la capacità di saper “educare” (intesa come ex-ducere) il proprio figlio, con lo scopo di attivare le risorse educative dei genitori facilitando la comunicazione e la conoscenza tra le famiglie e invitando alla condivisione di esperienze, dubbi, difficoltà e soluzioni educative il tutto in un clima di contenimento. Si vuole però sottolineare la difficoltà riscontrata nel coinvolgere quelle famiglie all’interno delle quali si vivono delle situazioni di maggior disagio, proprio perché questi sistemi sono ancora più chiusi e difficili da penetrare. Si ritiene che il perseverare nella ricerca di coinvolgimento in attività di sostegno e prevenzione, possa essere una soluzione per poter generare un miglior interessamento partecipativo proprio di questi sistemi più chiusi.

Questa esperienza è stata un’occasione di crescita professionale e personale, siamo riusciti a creare un clima amicale che andasse oltre il progetto, inoltre sono emerse dinamiche interessanti che hanno generato riflessioni profonde. Principalmente oltre ai temi indicati dal progetto abbiamo dato ampio spazio all’esperienza personale volta a rendere i genitori stessi promotori del cambiamento.

 

                                                                                         

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