Più raro ascoltare la propria voce che fare un selfie. Prove di voce al Capirola-Ghedi.

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Istituto Capirola-Ghedi – Oggi si registra il testo che accompagnerà i fotogrammi del video, prologo della messa in scena, che stiamo creando. “Gli studenti al mattino hanno la stessa meta, ma ognuno ha il proprio viaggio”. Questa è una delle battute che i ragazzi ripetono più volte provando intenzioni diverse, quasi nascosti da un microfono super accessoriato.

Una battuta detta da una ragazza e che io, dovendo dare concretezza ed esito, al percorso teatrale, ho trascritto per assemblare un copione.
Mi perdo nella riflessione che questo “viaggio” cominci col buio. All’alba o prima da studente si esce di casa, in qualsiasi situazione metereologica e si sale su un autobus, su un’auto, bicicletta, skateboard o si va a piedi, per raggiungere una scuola, dove non è scontato ci sia il riscaldamento. Ho prove di quello che dico.
Non è così agevole la vita dei ragazzi esposti alla notte e alle intemperie non solo climatiche. Vivono pericoli, che vorrei cancellare. Mi ricorda quello che so della vita degli agricoltori.
E mi figuro la loro fatica di giovani coltivatori della propria anima.

Mentre fantastico li vedo ascoltare la propria voce in cuffia per la prima volta. Non è come farsi un selfie… è più raro ascoltare la propria voce, che vedere la propria immagine. E i ragazzi si fermano, ricominciano a parlare, in alcuni casi rifiutano il rimando che lo specchio acustico offre. Come se non si piacessero o non sapessero fare… mentre io immagino di cancellare le storture e le bruttezze intorno a loro e i ragazzi, invece, mi sembrano perfetti … viceversa loro vorrebbero cancellare e ridisegnare quello che sono.

 

Daniela Visani
Residenza IDRA #terracheemoziona

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