Il clima di classe, risorsa per l’apprendimento

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Il clima di classe, ovvero come si interagisce e si comunica in classe, è un elemento importante nella quotidianità degli studenti. Stare bene a scuola può incidere molto anche sulla motivazione allo studio, in particolare negli adolescenti.

Attraverso determinate attività di gruppo, è possibile dare spazio a idee ed emozioni dei ragazzi, facilitare le relazioni tra compagni e fare emergere, nel contesto della classe, le risorse del gruppo dei pari.

La fase del Progetto Stelle di Periferie che riguarda queste attività in classe, chiamate Dinamiche di Gruppo, sta giungendo al termine in tutte le cinque scuole del progetto. In questi mesi, ognuna delle trenta classi inserite nel progetto è stata coinvolta in 8 ore di Dinamiche di Gruppo, suddivise in quattro incontri di due ore ciascuno.

(Ri)costruire un dialogo adulto-ragazzo

Gli psicologi che hanno condotto le attività hanno riscontrato grande interesse da parte dei ragazzi. Dopo i primi incontri (uno o due), in cui hanno cercato di capire la situazione e, soprattutto, se potevano “fidarsi” degli adulti che avevano di fronte, i ragazzi si sono messi in gioco.

All’inizio alcuni studenti non credevano che qualcuno si volesse occupare di costruire insieme a loro un ambiente più sereno. Gli operatori hanno rilevato, in quella fase, l’importanza del sostegno al Progetto da parte dei docenti. Quando gli studenti hanno letto sui volti dei loro insegnanti accoglienza e interesse per queste attività un po’ nuove, l’avvio delle Dinamiche è stato più veloce e immediatamente fruttuoso.

In ogni caso, a un certo punto i ragazzi hanno compreso che si trattava di uno spazio di pensiero condiviso. E hanno compreso anche che quegli interlocutori adulti, chiamati dalla scuola, non erano interessati solo al loro status di studenti, bensì… alla loro “umanità” tutta intera. E’ stato allora che i ragazzi hanno aperto la comunicazione con gli operatori e dentro il gruppo.

Le relazioni creano il clima di classe

Gli psicologi hanno iniziato il percorso con una “restituzione” ai ragazzi di una parte dei risultati dei test svolti a inizio anno, quella relativa all’interazione nella classe. E’ capitato così, per esempio, che i ragazzi abbiano scoperto che alcuni tra loro si sentivano esclusi. Oppure che abbiano visto in se stessi qualcosa che il compagno ha manifestato apertamente. Piccole, preziose prese di coscienza.

La sfida è stata accompagnarli a capire, all’interno delle relazioni, il proprio atteggiamento e soprattutto a capire che questo si può modificare. Anche quando i ragazzi hanno iniziato a parlare dei rapporti con gli adulti. Una consapevolezza più chiara di come ognuno interagisce con l’altro consente più libertà nella costruzione del rapporto: “se cambio io, cambia anche l’altro!”.

Negli ultimi incontri si sono visti i risultati del lavoro svolto sulle relazioni. In occasione di alcune condivisoni su situazioni familiari delicate, i ragazzi hanno saputo attivare le proprie risorse: di ascolto, complicità, resilienza, auto-aiuto. Non più solo classe, ma gruppo di pari. Un grande supporto per l’adolescente, sempre in equilibrio su un filo, alla ricerca della propria autonomia e della propria nuova identità.

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