Capua, un museo per l’infanzia

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Ida Gennarelli è direttrice del Museo Archeologico dell’Antica Capua (MAAC) e Mitreo e dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere.

Ida Gennarelli è direttrice del Museo Archeologico dell’Antica Capua (MAAC) e Mitreo e dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere. Il sito casertano è partner del progetto Arteteca, e fornirà uno spazio nel quale sorgerà una delle due ludoteche museali Arteteca.

Dottoressa, il MAAC è da anni attento ai temi riguardanti l’infanzia.

Il museo si pone all’ascolto della comunità e del territorio, in primo luogo e, attraverso la carta dei servizi, cerca di rispondere alle richieste dei vari pubblici che visitano il circuito archeologico dell’Antica Capua. Rivolge la sua attenzione a programmi e progetti dedicati all’infanzia, comprendendo il significato educativo di accostarsi in maniera ludica e sin dai primi anni di vita alle bellezze del nostro patrimonio, suscitando la curiosità dei più piccoli che, attraverso la narrazione degli oggetti esposti nei musei, entrano in contatto la Storia. Tra le attività messe in campo negli ultimi anni vi sono le visite narrate e i laboratori curati dal museo e da Le Nuvole, Teatro Ragazzi e concessionaria del servizio di didattica e visite guidate del circuito archeologico dell’antica Capua. I gladiatori esercitano un enorme fascino nei bambini e quindi molte sono state le iniziative svolte nell’Anfiteatro Campano in questi anni su queste tematiche.

Perché il Polo Museale della Campania, e quindi il museo dell’Antica Capua ha deciso di aderire al progetto Arteteca?

Abbiamo deciso di sposare sin da subito il progetto perché credo abbia un valore sociale molto alto; va oltre l’ampliamento dell’offerta culturale proposta da alcune ludoteche museali nazionali. Il nostro progetto apre a bambini e famiglie che altrimenti avrebbero avuto difficoltà ad entrare in contatto con un mondo a loro purtroppo molto distante. Sono felice poi che una delle due mascotte sia Surus, l’elefante di Annibale, legato a lui ma non valorizzato mai del tutto. Oltre a me, ovviamente il Polo Museale della Campania e in particolare la dottoressa Imponente, hanno creduto tanto in questo progetto.

Avvicinare i bambini e le famiglie al progetto Arteteca sarà difficile?

No anzi, già cominciano a prendere i primi contatti, grazie anche alla promozione che stiamo effettuando su Capua. Arteteca porta nella direzione della promozione alla conoscenza dei siti e dei musei, e questo non può che portare riscontri positivi. Proveremo ad avvicinare le famiglie con un’offerta formativa di livello. Proveremo a fare diversi laboratori dedicati ai bimbi con Le Nuvole, i nostri servizi educativi. Quando il bimbo è stimolato, addirittura è lui che educa il genitore all’arte, insegna alla famiglia nozioni e aneddoti.  Solo la conoscenza della storia e dell’arte ci fa vivere meglio. Il museo non deve essere visto come un luogo chiuso: ma aperto dove divertirsi, riflettere allo stesso tempo e ritrovare noi stessi. Grazie alla storia comprendi la storia della civiltà.

Il museo ha collaborazioni fisse con il terzo settore?

Il Polo Museale della Campania, attraverso i suoi 28 musei e aree archeologiche svolge un ruolo di coordinamento di tutti i musei regionali. Il MAAC in particolare dialoga con enti pubblici e privati, la Regione Campania, l’ICOM,  le Università , le associazioni di categoria,  i privati che hanno  a cuore il proprio patrimonio e che svolgono percorsi di promozione e diffusione dei beni culturali,  le associazioni locali e nazionali, tutti questi sono importanti stakeholders, compagni di viaggio per costituire un sistema territoriale che riconosce nel museo il luogo da cui far partire la crescita del territorio, una crescita che deve  basarsi sulla conoscenza, sulla solidarietà, la sussidiarietà e il rispetto degli altri e dell’ambiente che ci circonda, favorendo dinamiche di partecipazione attiva dei cittadini nei confronti del patrimonio culturale e del suo contributo al benessere e alla qualità della vita.

Quali sono i progetti in cantiere del Museo?

Stiamo preparando un’attività su Spartaco che potrebbe essere realizzata con Le Nuvole. L’idea è quella di esaltare le gesta dei nostri due eroi, Spartaco e Annibale, all’interno del Capitolium. Annibale già è stato scelto e sviscerato in varie forme, ultima è, difatti, la mostra dedicata a lui. Esiste però una differenza sostanziale tra i due. Spartaco la sua rivolta poteva farla nascere ovunque, perché era contro Roma e la schiavitù, mentre Annibale ha scelto Capua sostituendola a Roma e quindi l’ha resa protagonista; era il presidio scelto per spostarsi e continuare la sua guerra su Roma.

Annibale dà lo spunto per parlare proprio della mostra dedicata a lui, e che è in corso.

Devo dire che procede molto bene. Nel primo mese abbiamo raggiunto già 12mila visitatori. La visita è molto didattica: abbiamo installazione dei pannelli esplicativi, messo in mostra reperti, dei video ed elementi di multimedialità che rendono tutto empatico. La mostra evidenzia il percorso di Annibale dai suoi inizi fino a Capo Lacinia, quando Scipione decide di spostare la guerra a Cartagine, con la famosa battaglia di Zama che segna la sconfitta di Annibale.

Grazie alla mostra, e i tanti progetti in cantiere, il museo cresce sempre di più.

E sono felice di questo. Secondo le stime arriveremo per la fine dell’anno a 60mila presenze. Basti pensare, che la mostra di Annibale ha portato già 12mila visitatori. Io sono dell’idea che quando si lavora, si crea movimento, e Capua, finalmente, sta assumendo il ruolo che le compete. A breve avremo 7 milioni di euro destinati al restauro e alla valorizzazione e speriamo di riuscire a far partire i lavori l’anno prossimo. Rimetteremo l’Arena in sesto, i sotterranei saranno visitabili e anche lì ci saranno delle simulazioni che spiegheranno com’era prima l’Anfiteatro e come si svolgevano gli spettacoli. Anche per il Mitreo è previsto un restauro e inoltre sarà creata un’illuminazione particolare che favorirà la narrazione.

Dottoressa Gennarelli, lei pensa che l’istituzione sociale e quella culturale possano viaggiare insieme oppure no? come interpreta questa doppia funzione?

L’istituzione culturale e quella sociale, non dovrebbero mai agire separate, il ruolo del museo non è solo culturale ma anche sociale. La nostra attività si deve rivolgere alla collettività perché senza questo nesso così importante non si forma identità culturale. A Santa Maria Capua Vetere abbiamo 80 stakholders, parliamo con tante associazioni. Apriamo a tante attività, non solo quelle legate alla storia e all’archeologia, ogni spunto è buono per riflettere sul nostro passato, c’è sempre un nesso tra il passato e il presente. Dall’infanzia parte la crescita della nostra società se vogliamo un mondo migliore dobbiamo ripartire da loro.

 

 

 

 

 

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