Le STEM come palestra per le professioni di domani

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Riportare al centro del mondo professionale la persona è una necessità sempre più definita, soprattutto in anni di smaterializzazione dei contesti lavorativi. Una linea d’indirizzo di questo tipo ha le sue ragioni anche nella consapevolezza che, per affrontare un mercato del lavoro in continuo mutamento, sia necessario valorizzare le competenze trasversali. Sono le cosiddette “soft skills” o “life skills” (come da una più recente proposta di legge approvata dalla Camera sulla valorizzazione delle competenze non cognitive) ad allenare la flessibilità necessaria per rispondere alle sfide poste dagli avanzamenti tecnologici, dai cambiamenti economico-sociali e dalle urgenze della storia contemporanea.

Il progetto STEM*Lab – Scoprire Trasmettere Emozionare Motivare, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, su spinta del coordinamento nazionale gestito dal Consorzio Kairòs ha posto fin dall’inizio proprio nelle soft skills i pilastri su cui sostenere il proprio metodo educativo. Creatività, fiducia in se stessi, disponibilità all’osservazione e all’ascolto, capacità di adattamento, organizzazione, gestione delle informazioni, problem solving, capacità di comunicare e di lavorare in gruppo: sono queste le abilità che alleniamo tutti giorni lavorando in contesti educativi sia formali che informali, insieme ad una comunità educante composta di docenti, educatori, genitori, istituzioni e attori del territorio.

Dall’ultima indagine dell’Osservatorio #conibambini, a cura di Openpolis e Con i Bambini, dal titolo Stem, una sfida per l’Italia. L’importanza delle scienze e delle tecnologie nel mondo di oggi e i divari sociali, territoriali e di genere da ridurre nel loro apprendimento, ricaviamo il dato secondo cui l’80,2% dei giovani italiani tra i 16 e i 24 anni possiedono competenze digitali almeno di base nel problem solving, contro una media UE del 93,8%.

Per contrastare questo tipo di svantaggio, durante i laboratori negli STEM*Lab, le istruzioni sono vietate, così da incentivare la capacità di analisi e deduzione dei ragazzi e delle ragazze che partecipano all’attività. Solo facendo esperienza in prima persona, imparando per tentativi e confrontandoci con il gruppo, acquisiamo consapevolezza delle nostre abilità e talenti, contribuendo alla strutturazione di soluzioni che si adattano di volta in volta a contesti diversi.

Infatti, mentre l’insegnamento delle materie scientifiche è tradizionalmente passato attraverso l’apprendimento di un insieme di regole, verifichiamo quanto sia sempre più importante utilizzare, al contrario, queste discipline come un volano per allenare lo spirito creativo. È grazie a questo approccio che il metodo STEM riesce a permeare anche le materie umanistiche. Sempre secondo la sopra citata indagine, solo il 26,7% degli studenti italiani con ottimi risultati in lettura e comprensione, confermano gli stessi punteggi in matematica e scienze. Negli STEM*Lab sapere umanistico e sapere scientifico condividono, invece, il rafforzamento della capacità di immaginazione. Lo fanno attraverso gli strumenti che la tecnologia offre con una sempre maggiore capacità di coinvolgimento, anche di quelle fasce più fragili con difficoltà di comprensione della lingua italiana

È proprio alle cittadine e ai cittadini di domani che ci rivolgiamo con le nostre attività, per aiutarli ad essere all’altezza delle sfide quotidiane, dalle più piccole alle più grandi. Un esempio su tutti riguarda la transizione ecologica, fortemente caratterizzata da un linguaggio STEM. Qui il compito principale è quello di aiutare la scuola, le famiglie e tutti quegli attori territoriali responsabili della costruzione del capitale scientifico per le nuove generazioni e facilitare una familiarità con le questioni fondamentali per la comprensione dei dati e delle ricerche su cui si basano le politiche per la salvaguardia del pianeta o per l’esplorazione dello spazio. Gli STEM*Lab per la didattica outdoor e Base Marte, il laboratorio da poco inaugurato presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, costituiscono un modello pionieristico in questo senso.

Esistono, però, almeno altre due sfide cruciali nel potenziamento delle qualità personali e professionali necessarie ai professionisti di domani: il gender gap e il divario territoriale ancora presente nel nostro paese.

Un dato piuttosto significativo svela, ad esempio, che il 73,9% dei laureati in ingegneria nel 2019 è uomo, anche se in diversi paesi europei le ragazze conseguono risultati migliori dei ragazzi nelle discipline STEM. Le ragioni sono da imputare a politiche di welfare ancora molto antiquate rispetto all’evoluzione della società, ma anche a motivazioni più strettamente culturali che hanno a che vedere con la mancanza di modelli professionali femminili in ambito STEM. Proprio per questo, soprattutto nei contesti con un più alto rischio di marginalizzazione, STEM*Lab ha favorito l’incontro delle bambine con professioniste nell’ambito dell’ingegneria aerospaziale e biomedica, della ricerca fisica e della divulgazione scientifica legata all’ambiente, sia in aula, in collaborazione con l’ESA European Space Agency, che online attraverso la programmazione dello STEM*Lab Bookclub.

Infine, soprattutto nell’ottica di offrire pari opportunità di accesso alle carriere a partire dai diversi contesti di riferimento, resta da superare la distanza tra le regioni del nord e il sud e le isole, che nei risultati di matematica si attesta sui 33 punti, ad esempio. Si tratta di un dato specifico, ma rappresentativo della disparità che è necessario colmare. L’esperienza di cui sentiamo di essere testimoni con il progetto STEM*Lab, tuttavia, rivela che nella differenza è possibile trovare ricchezza, di soluzioni, di metodologie, di prospettive da mettere a sistema e condividere con una comunità capace di accogliere autenticamente. Il lavoro in corso sulle comunità di pratiche, in cui si apre la possibilità di confronto a docenti, educatori, presidi e studenti di Piemonte, Lombardia, Campania e Sicilia, mette in luce le potenzialità generative del dialogo e della premessa comune per cui le STEM hanno la potenzialità di porsi come un filtro attraverso il quale guardare il mondo con occhi curiosi e aperti all’inclusione e all’apprendimento reciproco.

Torneremo su queste pagine con le voci in presa diretta dei protagonisti e delle protagoniste nella cornice di approfondimenti curata da CON Magazine, il video magazine di Fondazione CON IL SUD e Con i Bambini, sul tema del lavoro in occasione della ricorrenza del 1° Maggio.

 

Nicoletta Daldanise, assistente al coordinamento STEM*Lab

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