Percorsi con i bambini

Da studenti delle periferie a sperimentatori di cittadinanza attiva

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Ancora nel 2017 l’Italia risultava al quarto posto in Europa per dispersione scolastica, ma, come sappiamo, da qualche anno è in corso un’inversione di tendenza. Inoltre, grazie al Fondo per il contrasto alla povertà educativa, giorno dopo giorno, si vanno sperimentando modelli di intervento innovativi, nelle periferie urbane e sociali di tutta Italia.

Progetti come Stelle di Periferie cercano di offrire esperienze, opportunità e strumenti sia ai minori che alle agenzie educative che li hanno in carico (scuola e famiglia). Una moltitudine di interventi integrati, per fare accedere i ragazzi a una “ricchezza educativa”

La crescita personale come primo obiettivo

Nel progetto Stelle di Periferie l’impegno scolastico dei ragazzi a rischio viene incoraggiato e supportato. Nel contempo, gli operatori svolgono un lavoro educativo, psicologico, motivazionale. L’obiettivo è stimolare processi di protagonismo attivo.

Il risultato atteso è che, gradualmente, attraverso una maggiore consapevolezza di sé e con la risorsa del gruppo dei coetanei, i ragazzi possano mettersi più in gioco nell’apprendimento e nella partecipazione. Partecipazione a che cosa?

Nell’immediato, ai gruppi di studio, ai laboratori espressivi, ai progetti di trasformazione del proprio quartiere. Situazioni che richiedono interazioni “civili”, mediazioni, sforzi creativi collettivi.

Pensiamo all’attività di mappatura del territorio e di ri-progettazione dello stesso in una chiave “funzionale” alle esigenze degli adolescenti. Nel contesto delle periferie, questa esperienza può essere potente e significativa.

Le periferie: spazi di vita, urbanistica e partecipazione

Molte periferie romane sono nate come insediamenti importanti “fuori le mura”. Una rapida speculazione edilizia ha creato quartieri che non danno spazio a tutte le diverse funzioni del vivere quotidiano. La pianificazione spesso non ha tenuto conto dei bisogni concreti delle persone: l’incontro e il confronto, per esempio.

Al contrario, le piazze e i luoghi in cui stiamo bene, i posti che definiamo “a misura d’uomo”, funzionano ancora, magari dopo secoli. Non sono il frutto di un piano frettoloso calato dall’alto. Sono stati realizzati nel tempo, in lunghe stratificazioni, per mano degli stessi che avevano bisogno di ampliare i propri spazi.

La possibilità di ripensare la propria periferia può essere, per i ragazzi, uno stimolo importante. Tra loro, quelli che provengono da situazioni di disagio, spesso vedono la propria vita già segnata. Ma ciò che diamo per scontato, o che addirittura subiamo, è frutto di eventi e scelte che possiamo avallare o, civilmente, contrastare.

Allora facciamo nostro il confronto creativo degli urbanisti antichi, il loro radicamento nel territorio. Lavoriamo insieme su un progetto di modifica del quartiere da presentare al Municipio. Questa è la palestra di cittadinanza attiva che Stelle di Periferie propone ai propri ragazzi.

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