Crescere in Salute parlandone con i genitori  

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All’interno del progetto “Primi Passi. Polo sperimentale per la prima infanzia” la Cooperativa Progetto Integrazione organizza un ciclo di incontri formativi e informativi per le famiglie del Municipio 2. Incontri che puntano a rispondere ai bisogni espressi durante precedenti azioni locali coinvolgendo i genitori dei bambini 0-6 anni sui contenuti che sentono loro più vicini. Prima dell’estate, infatti, sono stati organizzati due incontri con la pediatra Paola Guidotti, grazie al raccordo con Casa della carità, che ha affrontato le tematiche della corretta alimentazione, dell’igiene personale, delle possibili difficoltà durante le visite mediche e del rapporto con le nuove tecnologie. Incontri pensati soprattutto per aiutare le famiglie straniere a superare le difficoltà quotidiane nella gestione del bambino grazie a delle mediatrici linguistico culturali, che hanno aiutato nel corretto passaggio delle informazioni e nella gestione dei bambini più piccoli presenti con i genitori.
Le famiglie hanno espresso la necessità di confrontarsi anche sui servizi che il territorio può offrire, sulle prestazioni del consultorio famigliare, sulla figura dell’assistente sociale e sui servizi sociali e su tutte le informazioni primarie per l’iscrizione dei bambini a scuola. Abbiamo quindi organizzato un secondo ciclo di sei incontri tra novembre e dicembre fissando appuntamenti in collaborazione con altre realtà del progetto Primi Passi e il progetto QuBì Loreto. L’iniziativa è ospitata dall’associazione Parole in Gioco all’interno del padiglione Zadra del Parco Trotter, sede dell’IC Casa del Sole, e vede la collaborazione con l’ASST e il Consultorio Famigliare Sant’Erlembardo, Casa della carità, Codici – Ricerca e intervento, con il Comune di Milano e il Servizio Sociale di Zona 2 e 3. Tutti gli appuntamenti sono caratterizzati da una grande informalità e dalla completa disponibilità dei professionisti a rispondere alle domande delle famiglie, che si sentono libere di esprimere tutti i loro dubbi e timori. La presenza delle mediatrici aiuta la reciproca comprensione e interpretazione dei gap culturali, che portano spesso a dei malintesi. Le famiglie escono da questi incontri più consapevoli e informate e gli operatori più sensibili ai diversi modelli culturali.

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