La carovana dei pacifici a Binaria

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La carovana dei pacifici

La pace va costruita ponendosi domande e, insieme, dandosi risposte.

Un anno fa, Binaria ha deciso di includere nel progetto “E se diventi Farfalla” -sostenuto da Con i Bambini nell’ambito delle iniziative per il contrasto della povertà educativa – alcune attività basate sul progetto “Carovana dei pacifici”, iniziativa di educazione alla pace nata nel 2015 alla “Casa delle Arti e del Gioco” di Mario Lodi dalla mente di un suo erede, Roberto Papetti, artigiano e costruttore di giocattoli.
Nel corso degli anni, Papetti ha coinvolto scuole, biblioteche, associazioni e gruppi in moltissime città italiane, raggiungendo anche Paesi distanti per storia, cultura e modelli di vita. Papetti, che è anche autore di libri per bambini, ha creato, in collaborazione con Luciana Bertinato e l’illustratrice Emanuela Bussolati, un libro e un kit contenente gli “strumenti” per stimolare percorsi di educazione alla pace, per parlare e riflettere con bambini e adolescenti di conflitti, guerre, violenza (Carthusia edizioni). Il kit contiene le istruzioni per costruire, con le proprie mani i “pacifici” e dare corpo alle emozioni che una guerra (o anche solo le immagini di quest’ultima) possono suscitare nei bambini.
Nelle attività della “Carovana dei Pacifici”, le bambine e i bambini (coordinati da insegnanti, educatori, operatori) ma anche i ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado, sono invitati a immaginare, costruire, ritagliare e colorare i propri “burattini” pacifici. Nascono così marionette fragili, molto fragili, ma portatrici di un messaggio potente qual è quello della pace.

È da qui che nascono i “pacifici” che Binaria ha realizzato insieme ai bambini, burattini prodotti con materiali di recupero e riciclo per unire un messaggio ambientale di sostenibilità e cura del Pianeta. Grazie al progetto “E se diventi farfalla” sostenuto da Con i bambini per il contrasto alla povertà educativa, nella sua speciale “carovana” e con l’aiuto dell’équipe di Genitori e figli del Gruppo Abele, Binaria ha incontrato un migliaio di allievi nelle scuole del Comune di Torino di cui 313 in fascia 3-6. I percorsi nelle diverse classi e sezioni hanno infine portato all’esposizione di una mostra negli spazi di Binaria e del Gruppo Abele, rappresentante la “Carovana dei Pacifici” delle scuole di Torino.

Un pacifico ha i superpoteri?

La proposta che Binaria insieme al Gruppo Abele ha portato nelle scuole dell’Infanzia si è articolata in 2 incontri per sezione. L’uso di albi illustrati è stato centrale nel lavoro con la fascia 3-6 anni, come stimolo per passare dal concetto astratto di “pace” alle sue declinazioni concrete. Sono così emerse piccole azioni della quotidianità per far comprendere nella realtà che cosa può essere un “conflitto” e cosa può essere “pace”: se nella quotidianità io posso essere “portatore di pace”, anche io sono un pacifico! Da questa semplice considerazione, con l’accompagnamento degli insegnanti e delle educatrici, nasce la rappresentazione del “pacifico” attraverso la sperimentazione di diverse tecniche e modalità espressive: dalla musica, alla drammatizzazione corporea, fino alla pittura, al collage e all’utilizzo di materiali di riciclo (bottoni, stoffe ecc..) per stimolare diverse sensorialità e incrementare diverse abilità: tatto, manipolazione, coordinazione mano-occhio, capacità visuo-spaziali. Passo dopo passo, si è giunti così alla costruzione del “me pacifico”, promuovendo un percorso con attività che consentissero a ciascuna bambina e a ciascun bambino l’espressione della propria creatività individuale. Andando a toccare il grande macrotema della pace nelle sue diverse sfaccettature, i bambini hanno potuto sperimentare, indagare, immaginare mettersi alla prova, esprimersi e condividere con i pari e con gli adulti.

Arte-fatti di pace

La carovana dei pacifici costruita dagli allievi di tutte le scuole incontrate è diventata parte di una mostra esposta presso il centro commensale Binaria. Strutturata in più parti, la mostra “Arte-fatti di pace” ha avuto come obiettivo quello di rappresentare (e suscitare riflessioni nei passanti e nei visitatori) l’importanza dell’impegno soggettivo che serve a costruire la Pace. La prima sezione dell’esposizione ha ospitato l’installazione artistica “ABI-TANTI. La moltitudine migrante” del Castello di Rivoli, simbolo dell’importanza della diversità e di come si possa veicolare questa diversità per incontrare l’altro. Un’altra sezione è stata interessata dall’esposizione de “I Popoli” a cura dell’artista Antonio Catalano, realizzata con materiali “poveri” ma indispensabili per creare queste opere d’arte intrise di valori, emozioni e profondo significato pacifico, di condivisione, appartenenza e diversità.

Parte fondamentale della mostra è stata quella frutto del lavoro svolto con i bambini all’interno delle scuole, dove riflessioni fatte in classe sulla tematica della pace hanno permesso di plasmare vere e proprie opere d’arte utilizzando materiali di recupero come cartone, stoffe, tappi, ecc, a partire dal kit per insegnanti ed educatori “La carovana dei pacifici”, scritto da Emanuela Bussolati, Luciana Bertinato, Roberto Papetti  (Edizioni Carthusia).
Negli oltre 4 mesi di esposizione, in uno spazio aperto 13 ore al giorno, sette giorni su sette, la carovana delle scuole di Torino ha fatto breccia nei cuori dei tanti visitatori e visitatrici dell’associazione e del centro commensale (bottega, libreria e pizzeria).

Dov’è finita la pace, Mario?

I “Pacifici”, realizzati con le scuole di Torino, hanno lasciato a fine settembre la loro attuale collocazione ma per tutto il mese è stato possibile osservare (e in alcuni momenti laboratoriali anche toccare e ricreare) le opere originali di Roberto Papetti, mastro giocattolaio, nella balconata della libreria Binaria. I primi a tagliare il nastro e a mettersi all’opera, sotto la guida non solo dell’autore ma anche di Emanuela Bussolati e Luciana Bertinato, sono stati i più piccoli, che hanno realizzato in poco più di un’ora splendidi giocattoli con legno, stoffa, tempere e spaghi. Nel tempo prezioso della costruzione, i formatori e le formatrici insieme agli educatori e alle educatrici hanno lasciato aperti la riflessione e il dialogo, così da suscitare interrogativi e condividere risposte alla portata dell’età del gruppo, di una straordinaria e semplice profondità. Ai più piccoli e alle loro sapienti mani è stata affidata la realizzazione di un arcobaleno di Pace, documento vivo e concreto del mondo interiore dei partecipanti.
Per salutare la mostra, dal titolo suggestivo “Dov’è finita la pace, Mario?” Binaria e Gruppo Abele hanno offerto altre due occasioni di incontro: la prima con letture ad alta voce (per bimbi fino ai sei anni) di una selezione di albi illustrati che affrontano il tema del conflitto, del litigio e della comunicazione non violenta; la seconda aperta a genitori, educatori e insegnanti, con i librai di Binaria, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta dei titoli più interessanti attraverso cui affrontare il tema della Pace nella fascia d’età delle scuole d’Infanzia e Primaria.

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