Una storia che scorre lungo le acque del fiume

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Il progetto Act ci porta a scoprire la terra di Comacchio, sul Delta del Po, con il medesimo incanto di un film di Guareschi.

di Marco Marano*

Bologna, 14 giugno 2023   –  Ecco il piccolo mondo di un mondo piccolo, in quella fetta di terra grassa e piatta, che sta tra il Po e l’Appennino: nebbia densa e gelata in inverno, d’estate un furibondo sole picchia martellante nei cervelli della gente… Qui accadono cose che non accadono in nessuna altra parte del mondo…  Sono le acque del grande fiume lungo il quale scorrono le storie…  E una di queste l’abbiamo intercettata proprio parafrasando le parole di Giovannino Guareschi, in un’altra parte di quel fiume, cioè nel Delta del Po. E’ la parte che include, leggiamo da Wikipedia, il Delta storico del Po, dalle foci di Goro e Volano, fino alle valli di Comacchio, dove arriva la nostra storia.

Leggere i bisogni territoriali in un’ottica dal basso

Si, perché Comacchio è una sintesi di quel piccolo mondo antico di “memoria guareschiana” ,  dove fino ad una trentina di anni fa non esistevano servizi pubblici rivolti all’infanzia. Così, un gruppo di famiglie diedero vita all’Associazione “La Libellula”. Ce lo racconta  Arianna Meletti, infaticabile coordinatrice del Progetto Act:  “Già dall’inizio, fu una realtà che si configurò per intercettare i bisogni dal basso, quelli legati alla quotidianità. Infatti gli artefici furono proprio un gruppo di genitori. Poi, negli anni, quella realtà è cresciuta e si è trasformata in cooperativa, sia di tipo A che di tipo B: “Girogirotondo.”

Un impegno sociale di tipo umanistico

E questa storia, che scorre lungo il Delta del Po, sembra davvero unica nel suo genere non fosse altro perché la logica legata alla progettazione dei servizi non trova le sue chiavi di lettura nelle prassi socio-pedagogiche, ma più che altro sembrano fuoriuscire da una visione umanistica del territorio

Il tema che ci vede molto impegnati – racconta Arianna –  è quello relativo alla valorizzazione del territorio, non solo per conoscere e scoprire le ricchezze naturali, ma anche per avere una consapevolezza delle dimensioni culturali, artistiche, monumentali: se la realtà ha le radici nella tradizione e nella nostra storia, conoscerla è importante. Abbiamo coinvolto due storici locali, uno dei quali era proprio il Capovalle delle valli di Comacchio, questo perché le cose che raccontano loro non le sanno neanche gli studiosi. In questo senso abbiamo svolto dei laboratori di dialetto, poiché i giovani lo stanno perdendo: dietro una parola si possono nascondere tante cose…”

La scuola come vettore di riscoperta culturale

Trattandosi di bisogni territoriali da trasformare in servizi, la cooperativa non poteva che costruire dei percorsi in collaborazione con le scuole: infanzia, primarie e secondarie. Due nidi, due scuole d’infanzia, a Goro, due istituti comprensivi ed un istituto di istruzione superiore a Comacchio. In particolare si è generata una specie di osmosi tra le scuole secondarie ed il centro di aggregazione giovanile, sia per ciò che concerne le attività scolastiche che per quelle extrascolastiche.

Arianna Meletti : “Cerchiamo di fare opere di sostegno rivolte ai minori da 0 ai 18 anni. Abbiamo, ad esempio, un Centro Socio Occupazionale, in cui è nato un laboratorio di argilla. Ci sono, al nostro interno, persone con disabilità, che hanno realizzato prodotti in ceramica solidale, proprio dentro il CSO. I prodotti realizzati vengono poi venduti presso il negozio “Dune di sabbia”, in cui lavorano stabilmente un socio ed un dipendente.”

Il progetto Act: modello d’intervento sul territorio

Il progetto Act ha avuto inizio nel 2022 e si concluderà, grazie al prolungamento del ciclo progettuale, nell’aprile del 2024. Lo scorso anno sono state sviluppate attività che potrebbero essere definite “socio-sensoriali”, come quella di Orienteering  che ha coniugato lo sport, quindi la dimensione atletica, con la capacità di orientarsi: “Noi lo abbiamo adattato al rapporto con la natura, – Spiega Arianna – mediante una sorta di caccia al tesoro, attraverso cui i ragazzi, dotati di mappa cartacea, avevano segnalato i punti da ricercare, con il supporto di una bussola: nei luoghi indicati, trovavano una lanterna: non vinceva chi arrivava primo ma chi rispettava il percorso.”

L’attività chiamata Vivere in natura  – continua Arianna Meletti – si è conformata ad un percorso sensoriale all’interno di un giardino. E’ stata fatta una formazione dedicata alle educatrici per utilizzare le piante aromatiche, ma anche rivolta ai genitori dei bambini dei nidi e delle scuole d’infanzia, per raccontare le qualità di queste piante che possono, in alcuni casi, aggiungersi alla medicina tradizionale. Ma di natura si può giocare anche con la musica, sempre nella logica del percorso sensoriale, realizzato con la collaborazione della Civica Scuola di musica, per far comprendere come la natura abbia i propri suoni.”

Raccontare e ascoltare per riscoprire l’identità culturale

Nel 2023 il progetto Act a Comacchio è stato concentrato prevalentemente sulle narrazioni, iniziando dalle tecniche narratologiche per genitori e bambini: “Sono stati realizzatiosserva Arianna quattro laboratori al fine di sviluppare l’arte del raccontare: come leggere una storia in modo attivo e coinvolgente. Così i genitori sono riusciti a preparare uno spettacolo per i propri figli, che ha visto una cinquantina di persone calcare le scene.”

I Laboratori digital Storytelling sono stati indirizzati invece alle scuole secondarie di primo grado. Le attività si sono svolte per metà a scuola e per un’altra metà presso il centro di aggregazione: “Il tema era incentrato sulla conoscenza del territorio attraverso i personaggi storici nazionali, – sottolinea Arianna – che rappresentano il patrimonio culturale del paese, in luoghi significativi della città, nelle strade e nelle piazze. I ragazzi sono stati seguiti e guidati da un esperto, attraverso una metodologia proattiva,  così, hanno elaborato delle app dedicate; in tal senso il filo rosso è sempre stato il territorio.”

Poi è arrivato il teatro! Venti ragazzi della scuola Remo Brindisi, tra i 14 e i 17 anni, si sono ritrovati attorno alla guida di un teatrante di mestiere, che li ha fatti improvvisare, tirando fuori le proprie emozioni, cucendo queste con i sentimenti: “Abbiamo dovuto svolgere il laboratorio in orario scolastico, –  conclude la Meletti – poiché, sul nostro territorio esiste un problema relativo alla mancanza di mezzi pubblici pomeridiani. Per questa ragione non si è potuto fare un saggio finale, che è stato sostituito da un video.”

Infine, per i più piccoli, 40  bambini dagli otto ai dieci anni, sono state realizzate le gite organizzate, per conoscere il territorio, grazie ad un progetto che si è sviluppato da gennaio ad aprile, finalizzato ad individuare luoghi di interesse culturale, storico, artistico, unito alla conoscenza dell’inglese, attività che in qualche modo rientra nella logica del racconto.

*Servizio Protezioni Internazionali, Asp Città di Bologna

LINK

https://www.youtube.com/watch?v=p9Lgb8f9iAM

https://it.wikipedia.org/wiki/Delta_del_Po

https://www.coopgirogirotondo.com/

https://percorsiconibambini.it/act/

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