“Cosa fate qui?” – Genova accoglie i bambini ucraini

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Sono più di 100.000 i profughi ucraini accolti in Italia, secondo i dati del Ministero dell’Interno. Numeri che, però, nascondono storie, amicizie, pianti e sorrisi. Sorrisi come quelli che si vedono sui volti dei bambini ucraini accolti nelle Scuole della Pace, doposcuola gratuito incluso in Valori in Circolo, progetto promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per la lotta alla povertà educativa minorile.

Anna, Sasha e Melaniya sono tre bambini ucraini, arrivati alla Scuola della Pace di Sampierdarena poco dopo lo scoppio del conflitto. Gli altri bambini avevano preparato per loro un grande cartellone, che in ucraino diceva ‘Benvenuti’, ‘Vi vogliamo bene‘ e ‘Viva la pace‘. Insieme ai Giovani Per la Pace e agli altri bambini, i nuovi arrivati hanno giocato al gioco delle sedie, perfetto per l’occasione perché per partecipare non serve sapere l’italiano. Martina, una bambina della Scuola della Pace, aveva preparato un bellissimo braccialetto di perline colorate per ognuno dei suoi tre nuovi amici: un dono per farli sentire un po’ a casa.

Cosa fate qui?’ aveva chiesto la mamma di Sasha, appena arrivata in Italia. “Giochiamo insieme, facciamo un po’ di compiti, la merenda… Puoi restare a vedere, se vuoi’ – le avevano risposto i GXP. Quando i giovani volontari le scrivono per sapere se porterà Sasha anche lunedì prossimo, risponde ormai ‘Привіт. Обовязково’, che vuol dire ‘Sì, per forza’. È già più di un mese, ormai, che i GXP vedono i bambini due o tre pomeriggi la settimana. ‘È un periodo che siamo molto impegnati, ma vi ringrazio tanto, perché Anna è molto molto felice di venire da voi, e di conseguenza lo siamo anche noi‘ – fa sapere la mamma dell’altra bambina appena arrivata.

Quando giocano con i GXP i bambini sono contenti, e a tutti sembra che, nella stanza della Scuola della Pace, il tempo sia sospeso. Non ci sono più soltanto le preoccupazioni, la guerra, la paura e lo spavento. C’è un gruppo di amici, un po’ di speranza. C’è Pace.

Quello verso la pace è un cammino lungo, faticoso, complesso. Ma se è vero che tutte le strade sono fatte di piccoli passi, allora saper accogliere e saper giocare tutti insieme saranno pure azioni piccole, ma procedono nella direzione giusta.

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