Il mio viaggio della speranza: Omar incontra i ragazzi di Valori in Circolo

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Davanti ai ragazzi incontrati nella Basilica inferiore dei Santi Severino e Sossio e agli adolescenti di Scampia – che hanno seguito l’evento a distanza nel loro quartiere – Omar, solo un ragazzo ma già un rifugiato, ha voluto raccontare il suo  “viaggio della speranza” per giungere in Italia, durante un evento organizzato dai volontari della Comunità di Sant’Egidio nell’ambito del progetto Valori in Circolo, progetto promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del fondo per la lotta alla povertà educativa minorile.

Riportiamo qui un breve estratto dell’incontro:

Il racconto del mio viaggio è un groviglio di pensieri. Potrei raccontare di quel mare che mi ha condotto alla fine. Potrei parlare del dolore nel lasciare mia famiglia. Un dolore che urla come il vento, che soffia sulle onde e si scontra con la forza sugli scogli. Nel mio cuore, però, c’è un solo sogno: spiegare le ali prendere il volo. Oltre gli scogli, oltre il dolore, per essere libero di sedermi sulla riva osservare l’orizzonte. Li ci sono io, protagonista della mia vita, del mio cuore.

Toccati dalla storia, i ragazzi hanno posto numerose domande ad Omar, domandandogli se avesse più incontrato l’amico conosciuto durante il viaggio o se avesse visto qualcuno morire durante la traversata del Mediterraneo.

Nel corso dell’incontro si è trattato poi anche del tema delle migrazioni in generale, grazie al supporto dei kit forniti dal progetto, per poi descrivere il modello dei “corridoi umanitari” sviluppati dalla Comunità di Sant’Egidio e nati proprio per evitare i “viaggi della speranza”, troppo spesso causa di morte per tanti che avrebbero comunque diritto allo status di rifugiato, ma non hanno possibilità di farlo valere se non tentando la traversata del Mediterraneo. Sono state poi approfondite le modalità di accoglienza delle persone giunte grazie ai corridoi umanitari, studiate per evitare la marginalizzazione in cui spesso si trovano le persone migranti che, invece, grazie alle iniziative di Sant’Egidio sono così avviate al lavoro. Infine, si è parlato della scuola di lingua e cultura italiana e di “Genti di pace”, movimento nato all’interno della Comunità di Sant’Egidio con l’obiettivo di promuovere l’inclusione e l’integrazione dei rifugiati e ad oggi che raccoglie amici migranti e rifugiati da più di 120 paesi.

Un incontro, quindi, all’insegna della globalizzazione della solidarietà: combattere la dispersione scolastica e la povertà educativa, infatti, è anche questo, trasmettere valori e idee per il mondo di domani.

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