Il Giardino Patafisico

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Il Giardino Patafisico è un percorso itinerante di installazioni da giocare diffuse nella città di Potenza, ispirate alla Patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie teorizzata da Alfred Jarry.

La luna al guinzaglio è il collettivo artistico che cura la coprogettazione e la realizzazione delle opere, riutilizzando materiali di scarto e oggetti di recupero per offrire nuove possibilità di racconto e di gioco. Tutte le installazioni sono frutto della progettazione partecipata che ha coinvolto bambini e ragazzi, insegnanti, genitori, educatori, operatori e comitati di quartiere.

Il Giardino Patafisico è diffuso in vari punti della città come tante singole stelle, che se unite tra di loro da una linea immaginaria formano una costellazione, simbolo della rete di soggetti e di relazioni che il progetto sta tessendo con le diverse azioni.

L’oggetto che fa da sfondo integratore a tutta la produzione è la sedia.
Nella percezione collettiva, la sedia è simbolo di riposo, di pausa, ma anche di lavoro, di convivialità e di benvenuto, per invitare qualcun altro ad accomodarsi, per trascorrere del tempo insieme.

Per la realizzazione delle prime sedie è stata avviata, nel 2019, la progettazione partecipata delle opere con diverse classi dell’Istituto Comprensivo “G. Leopardi” di Potenza.
Dai laboratori a scuola sono nate le sedie appartenenti a diverse famiglie.

Le Sedie Monovocaliche:

  • la Sedi-A, dedicata alla vocale A, la regina di tutte le lettere, creata appunto come un trono a partire da una vecchia sedia da cattedra;
  • le Sedi-E, due sedie unite che celebrano il diritto di congiunzione e dello stare insieme;
  • la Sedia-U, che imita la sua vocale innestando le spalliere di due sedie. La più giovane tra le forme delle vocali, la più bambina. Per questo motivo è stata progettata piccolina e che ricorda un po’ una culla.

Poi c’è la famiglia delle Sedie da gioco:

  • la Sedia Tangram, creata a partire dal noto gioco abbinato alla ludomatematica;
  • la Sedia FormaLettere, nata giocando con la forma dei caratteri del nostro alfabeto custodisce nel suo cassetto appunto il gioco “Forma-lettere”;
  • la Sedia Astraio, una sedia a sdraio con sopra un planetario da spiaggia trasportabile ovunque, grazie all’errore grammaticale di Nicolò trasformato in gioco proprio a scuola, durante i laboratori di coprogettazione.

Per l’inaugurazione di queste sedie è stata preziosa la collaborazione delle attività commerciali che hanno deciso di sostenere il progetto ospitando gli allestimenti: la Libreria Senzanome, la fumetteria Comicstore, il bar Deposito Bagagli e il risto-pub Assurd.
La presentazione di ogni sedia è stata accompagnata dalle passeggiate-laboratorio organizzate insieme alla Libreria Senzanome, per conoscere i quartieri dove sono collocate le opere ascoltando racconti e giocando con le osservazioni urbane.
La Sedia-U e la Sedia Astraio sono state invece accolte dalla cooperativa sociale il “Melograno”, presso il Nido d’Infanzia di via Adriatico, che le ha messe in gioco con i bambini da zero a 36 mesi.

Le famiglie di sedie abitabili sono chiamate anche inSEDIAmenti.

Le due Sedie Osservatorio sono il primo inSEDIAmento nato per offrire nuovi punti di vista e… di svista! Sono state coprogettate con ragazzi e operatori della cooperativa Sociale Centostrade, capofila di Un, due, tre…Stelle! e sono allestite presso gli spazi esterni della cooperativa.
In un momento in cui le distanze fisiche si accompagnano ad un più profondo distanziamento sociale, l’obiettivo dell’Arte partecipata è di investire sul senso di comunità attraverso la vicinanza creativa. Dai contributi e dalla fantasia dei bambini, sono nate queste postazioni-gioco interattive capaci di alimentare il piacere dello stupore e della meraviglia per conservare il sorriso in un contesto che corre il rischio di smarrirlo per troppo tempo.

Grazie a queste riflessioni, la sedia, da strumento statico, è diventata un viaggio, una navicella spaziale e fantastica, capace di aprire nuovi mondi e alimentare approcci creativi, di condivisione, di incontro e di dialogo. Sulle Sedie Osservatorio sono montati giochi di specchi come caleidoscopi, periscopi e specchi retrovisori orientabili, per divertirsi ad aprire nuovi scenari e stupori sulla città e nuove osservazioni.

L’ inSEDIAmento Cercanome è una struttura attraversabile composta di tubi in pvc arancione con una sedia al centro e racconta la possibilità di giocare a costruire sin da piccoli e sperimentare il potenziale della creatività collettiva: mettendo insieme tanti elementi nasce qualcosa che è di più della somma delle singole parti! È un processo che tutti abbiamo provato giocando con le costruzioni, esplorando possibilità e combinazioni sempre diverse.

L’ispirazione nasce da un gioco con elementi tubolari proposto da Antonio Di Petro, pedagogista del CEMEA.
Il gioco era un’attività aperta, per questo l’obiettivo è continuare a giocare insieme, accogliendo tutti i suggerimenti per trovare una descrizione dell’opera e il suo possibile utilizzo, a partire dalle seguenti domande:
*Che cosa significa? *Come posso giocarci? *Quale potrebbe essere il suo nome?
Possono partecipare tutti e inviare suggerimenti alla pagina facebook del progetto: www.facebook.com/unduetrestellepotenza.

Sarà bello tra un po’ di tempo trovare una didascalia diversa, frutto del potere collaborativo, per ricordarci che il distanziamento non ha fermato la voglia di confrontarci, di sognare e costruire insieme una città per Tutti.

Altro inSEDIAmento è la LumaPanca, progettata dall’artista Deni Bianco, maestro cartapestaio di Putignano. La Luma-panca parla di un abitare silenzioso ma determinato; è un abitacolo in cui accomodarsi e racconta la voglia di fare comunità entrando nel cuore delle cose per guardarle da dentro e conoscerle meglio.

Il guscio della chiocciola, in natura, accoglie e protegge il corpo del piccolo animale: allo stesso modo quest’opera ci invita ad entrare e ci permette di continuare a guardare fuori, a ricordare che si cresce e si recupera la ricchezza dell’essere comunità nell’incontro degli sguardi.

Con gli abitanti del quartiere sta nascendo una campagna di comunicazione partecipata , partendo dalla comunità dei 100 alloggi di Via Mallet, per comunicare la riqualificazione dell’area verde che è stata ripulita insieme ai volontari e al Comune di Potenza, partner di progetto.

Per la primavera sono arrivate sul posto anche le SedieGiardino con i VoltiGuardiani che popoleranno di nuovo verde la zona.

L’ultimo inSEDIAmento è quello Bookcrossing, per condividere libri in cerca di lettori nei seguenti spazi:

  1. Via Mallet – Due torri (rione Bucaletto) sotto i portici dei condomìni
  2. Via S. Iosa n°11/13 (rione Chianchetta), nei pressi della Cooperativa Sociale Centostrade
  3. Corso Garibaldi n°69, nei pressi della Libreria Senzanome

Altre sedie da giocare e insediamenti sono in lavorazione in collaborazione con Officina Zero – Potenza Makers e tutti gli altri partner di progetto.

La progettazione partecipata del Giardino Patafisico non si è fermata neanche durante il periodo del lockdown.
La luna al guinzaglio ha organizzato una serie di sfide creative sulla pagina facebook per accogliere i contributi di tutti i follower del progetto.
Abbiamo collezionato 4 categorie di suggerimenti: varianti sulla giduglia, la spirale simbolo della Patafisica; frasi monovocaliche secondo i principi patafisici della scrittura; le OsservAzioni da Sedia e gli Oggetti liberati.
Tutti i contributi sono stati esposti nelle sezioni fotografiche on line del Museo Spontaneo Patafisico, visitabile sempre sulla pagina facebook del progetto.

Non vi resta che accomodarvi nel Giardino e giocare con le sedie scoprendo la Patafisica!

 

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