L’importanza delle parole. La Cooperativa Sociale ET e i laboratori nelle scuole.

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Nell’ambito del progetto Storia Nova la Cooperativa Sociale ET ha attivato un percorso laboratoriale per le classi di una scuola secondaria di primo grado della provincia di Torino.

L’intento è stato far riflettere gli alunni su loro stessi, sugli stereotipi di genere, sul rapporto con gli altri e sui processi che portano a minimizzare la violenza.

Alcuni incontri di “presa di consapevolezza” per aiutare i ragazzi a costruire relazioni basate su principi di parità e rispetto, riconoscendo e valorizzando le differenze.

 

Riflessione e discussione

Gli interventi sono stati pensati con il duplice scopo di essere sia educativi sia preventivi. Le attività sono state molteplici e hanno aiutato i ragazzi in un percorso che ha alternato momenti individuali di riflessione a momenti di confronto e discussione.

Si è parlato di violenza nei diversi contesti in cui ci si può trovare: a casa, a scuola, tra pari… Come si fa a riconoscerla? Ci sono caratteristiche comuni? E infine: che cosa si può fare in caso di emergenza?

Nella scuola ci sono stati in passato episodi di violenza che hanno coinvolto gli studenti. Episodi di bullismo e litigi sfociati in scontri tra gruppi. I laboratori hanno dato la possibilità di riflettere anche su questi con il contributo degli insegnanti.

 

Confronto, conflitto, violenza

Capire l’importanza delle parole può diventare una chiave per costruire relazioni stabili e positive. In diverse occasioni infatti si è parlato del ruolo delle parole e dei loro significati.

Per esempio non è stato per tutti semplice, durante un’attività, riuscire a distinguere in modo chiaro i termini confronto, conflitto e violenza. E sul concetto di violenza si è fatto un lavoro affinché i ragazzi riconoscessero in essa non solo la sua espressione fisica ma anche quella psicologica, cosa peraltro non scontata.

Per quanto riguarda le parole si è poi discusso della loro importanza e del loro peso, invitando gli studenti a condividere e differenziare quelle in grado di fare del bene da quelle che invece possono ferire. Queste ultime sono state definite parole “killer”.

In questo lavoro è stato interessante leggere lo stupore dei ragazzi nel prendere consapevolezza di quanto il linguaggio possa essere importante nella relazione e di quanto tendiamo a sottovalutarne il potere.

 

Io e le mie relazioni

Una parte del percorso invece si è concentrata maggiormente sull’aspetto personale. Col supporto di un’attività studiata ad hoc, le educatrici hanno invitato i ragazzi a riflettere sulle loro situazioni attuali.

Una buona parte degli alunni ha risposto molto bene alla proposta portando vissuti concreti, in base alle esperienze loro vicine. Sono emerse diverse cose, tra cui alcune conflittualità in famiglia e fragilità personali. Si è riscontrato, in ogni modo, un livello di riflessione e condivisione piuttosto profondo.

 

Una guida in caso di necessità

Nell’ultima parte del percorso si è parlato e ci si è confrontati su cosa fare per segnalare una situazione di violenza. A chi si può chiedere aiuto? A questo proposito è stata costruita una vera e propria guida, con persone e numeri di telefono da chiamare in caso di emergenza.

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