Atreju e le Paludi della Tristezza | #2

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Continua il mio viaggio interstellare in questa quarantena torinese, cercando di non perdere il conto delle giornate, per evitare l’effetto 25-31 dicembre, in cui il tempo si sospende in una pijamas week e dove tutto, me compresa, viene avvolto con l’ovatta fino al risveglio dettato dal nuovo anno. 

Come mi hanno suggerito amiche psicologhe, mantengo i nervi saldi, non perdo la routine, cerco di non sballare gli orari, mangio tanta frutta e verdura e pratico yoga. I nervi saldi sono da mantenere soprattutto quando l’unico PC a disposizione ogni tanto si blocca, chiedendomi pietà dopo quelle 12 ore di non stop acceso. Superato quel senso di panico dato dal blocco totale di tutti i comandi, le mie giornate tutto sommato hanno sempre preso delle buone pieghe tra alti e bassi. Alti, dati dalla soddisfazione di riuscire a connettermi a Zoom senza intoppi (mi accontento di poco), bassi, legati invece alla frustrazione di sentirmi sempre in affanno sulla moltitudine di piattaforme, escamotage tecnologici, app, applicazioni, link che non si aprono e connessioni affaticate. 

Mantenere relazioni a distanza è complesso, risaputo, ma non lo avevo mai vissuto sulla mia pelle e accontentarsi di sentire e vedere senza toccare o annusare l’odore di una stanza, di una persona, di un contesto, ha un peso che non avevo calcolato. In questi giorni ripensavo, per esempio, all’odore dei luoghi dove lavoravo; chi fa questo mestiere sa che non esiste un solo indirizzo, ma nella normalità della vita lavorativa di un educatore, se ne possono elencare da un minimo di tre a un massimo variabile. Cercavo di ricordarmi l’odore, i profumi, i colori e l’adrenalina che mi dava lavorare con le famiglie e i bimbi, il rumore delle sedie che cadono, la morbidezza del tappeto su cui ci sedevamo, il sapore del tè marocchino alla menta alla fine di pomeriggi che mi sembravano infiniti. 

Mai sottovalutare il tatto come senso e tantomeno l’olfatto!

In questo rimembrare, mi sono sentita come uno dei miei eroi preferiti, Atreju de La Storia Infinita di Michael Ende, nel capitolo dove resta bloccato con il suo fedele cavallo Artax nelle Paludi della Tristezza. Cresciuta negli anni ’80, con la versione cinematografica, la videocassetta di quel film l’ho consumata. Rivedere il povero Artax, che si lasciava andare alla tristezza affondando nella palude, mi ha sempre commosso e abbattuto. Quell’affondare nel fango di Atreju, quella fatica di avanzare senza lasciarsi affossare, per superare quel momento difficile, mi ricorda questi giorni, in cui sono bloccata in una palude che si estende dalla cucina al salotto. Difficile non lasciarsi sopraffare dalla tristezza ma trovo ancora più pericoloso farsi bloccare i pensieri e la voglia di progettare, inventare, quella capacità di vedere oltre, di risolvere problemi che accomuna gli educatori.
Per dirla tutta quel problem solving, che tutti apprezzano sempre in uno staff, è una capacità che tiriamo sempre fuori dal cappello al momento giusto, per cui le Paludi della Tristezza non mi avranno neanche questa volta.

 

 

Per cercare di non fare la fine di Artax, sto continuando a nutrirmi di webinar e letture che mi aiutino a ricostruire la mia professione e a esplorare nuove possibilità. Il Webinar di Riconnessioni del 19 marzo  mi ha permesso di conoscere Luca Raina, docente di lettere, storia e geografia, grande appassionato del mondo del web nonché vicepreside della scuola secondaria di I grado IC Toscanini di Casorate Sempione (Varese). In passato è stato collaboratore presso il Politecnico di Milano, per il quale ha curato dei corsi di Cloud Learning ed è stato tutor per il master DOL, per poi passare a sviluppare corsi dedicati all’uso delle App per Scuolabook e Person. Ha creato un canale YouTube, App per Prof, specifico per docenti con focus sull’educazione a distanza, per non parlare della sua expertise sulla didattica assistita dalle nuove tecnologie. 

Il webinar in questione, Laboratorio di Creatività digitale, non poteva mancare al mio appello, un universo vasto che invito tutti ad esplorare se non lo state già facendo. Raina, oltre alla grande empatia e l’ironia con cui espone l’argomento trattato, offre tutta la sua esperienza e, per il poco tempo a disposizione, propone tre strade da esplorare: Picassohead, LearningApps.org e per finire Thinglink. Più che tre strade sono tre mondi meravigliosi, immediati, stimolanti. Insomma il mio entusiasmo era alle stelle.

Dal seguire al fare c’è stata di mezzo la registrazione a Thinglink, il primo mondo che ho deciso di visitare e di cui vi racconto la mia esperienza. Che dire? La possibilità di creare immagini parlanti, interattive, di esplorare quadri, musei e di coinvolgere bimbi e adulti nella creazione dei contenuti da se stessi è stupefacente e permette di progettare i percorsi più disparati. La registrazione è gratuita e consente un’utilizzo base, grazie al quale si possono caricare foto proprie da modificare, ma anche avere la possibilità di usare le tante realtà open source che in questo momento stanno sbocciando in rete. Per farvi alcuni esempi: la Biblioteca Digitale Mondiale dell’Unesco ha messo in rete gratuitamente oltre 19.000 documenti accessibili a tutti oppure il mio preferito in questo momento Biodiversity Heritage Library o ancora il MoMA di new York che mette online l’archivio di tutte le mostre dal 1929 ad oggi.

Per chiudere il cerchio con la metafora di Artax nelle Paludi della Tristezza, Thinglink per me è stato come Falkor, il “fortunadrago” che aiuta Atreju a non rimanere tra il fango e a superare la difficoltà. Ho trovato bellezza in potenza nell’utilizzo di questa applicazione e, non a caso, ho sempre pensato che il modo migliore per combattere la cupezza, lo sconforto, la paura che può cogliere ognuno di noi, fosse la ricerca costante di incanto e stupore. 

 

Tre suggerimenti per voi

Cinque meditazioni sulla bellezza (2007) di Francois Cheng
https://www.illibraio.it/libri/francois-cheng-cinque-meditazioni-sulla-bellezza-9788833917597/

Restiamo in casa tratto dall’ album Un meraviglioso declino (2012) di Colapesce
https://www.youtube.com/watch?v=nfaUIEH0XZk 

RICONNESSIONI
https://www.riconnessioni.it/ 

 

 Chiara Puleo | Educatrice, Liberitutti scs

 

Della stessa autrice
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