Essere social, ma responsabilmente. Luci ed ombre del rapporto dei teen-ager con le piattaforme digitali.

di

 

Il predominio incontrastato fino in tempi recenti di Facebook come principale social media scelto dai giovani Americani inizia a vacillare, secondo la ricerca del Pew Research Center di Washington, svolta nel 2018. Infatti, la percentuale di adolescenti che afferma di servirsi di questa piattaforma (51%) è diventata notevolmente più bassa rispetto a quella che usa YouTube (incluso da poco tra i canali presi in esame), Instagram (52%) o Snapchat (41%), con riferimento ad una fascia di età compresa tra i 13 e i 17 anni.

Un parametro particolarmente significativo nell’inchiesta è stato assegnato al reddito familiare. Ad una situazione economica meno florida corrisponderebbe una preferenza per Facebook. Parallelamente, sono stati considerati indicativi i confronti di genere, per cui le ragazze userebbero più volentieri Snapchat, mentre i ragazzi sarebbero più inclini ad identificare YouTube come piattaforma di preferenza. Simili considerazioni sono state tratte anche rispetto al gruppo etnico di appartenenza: gli adolescenti bianchi sarebbero fruitori con più frequenza di Snapchat, rispetto ai coetanei ispanici o neri, che restano legati agli strumenti di Facebook.

In generale, uno degli elementi che contribuiscono notevolmente al cambio delle abitudini digitali è l’aver accesso ad uno smartphone o il possederne uno. Un 95% dei ragazzi interpellati lo conferma, di cui il 45% ha la percezione di essere collegato online quasi costantemente. Tuttavia i dati si dividono nel momento in cui viene loro richiesto di valutare l’effetto che questo comportamento ha sulle loro vite, evidenziando sia conseguenze positive che negative. Invitati a chiarire meglio la propria posizione in merito, gli intervistati hanno dichiarato di essere agevolati nelle relazioni sociali dall’uso di questi strumenti per via dell’agilità nelle comunicazioni con parenti e amici, per il contrasto della solitudine e l’incoraggiamento di potenziali nuove frequentazioni, per il superamento delle distanze geografiche. Altri vantaggi dei social media sarebbero da attribuire alle caratteristiche d’intrattenimento e d’informazione, alle possibilità di espressione delle proprie opinioni e di ricezione di mutuo supporto.

Gli effetti negativi individuati nel corso della ricerca, invece, sono legati in prevalenza al cyberbullismo. In particolare viene posto l’accento sull’incoraggiamento di atteggiamenti aggressivi grazie alla concessione dell’anonimato per i profili personali o sulla pericolosità di emulazione di azioni violente viste in rete. Una bassissima percentuale di adolescenti attribuisce all’uso di questi strumenti un depotenziamento delle relazioni nella realtà o un’alta capacità distrattiva nelle azioni quotidiane. Più interessante è l’accenno alla possibilità di costruire una falsa immagine delle vite degli altri, percepite come perfette se messe a confronto con le proprie difficoltà.

Infine, un’ultima parte della ricerca è dedicata alle esperienze di gioco, che invece avvengono per lo più da casa grazie all’uso di console, più che di cellulari. In questo caso si ampliano i divari di genere, per cui 9 ragazzi su 10 affermano di possedere questo strumento, al contrario delle coetanee che si assestano su un 75% delle intervistate.

Nel settore del mobile, invece, l’ultimo trend dello scorso anno ha rilevato la crescita improvvisa di TikTok, il social di video sharing concepito in Cina nel 2016, che in Italia si è assestato su un ritmo di pubblicazione stimato pari a 236 video al minuto. Grazie a questa tecnologia è possibile montare più video con modalità professionali, ritoccare le immagini, trasformare i volti ed inserire effetti, lanciare sfide. Le caratteristiche principali qui sono la velocità e la capacità di manipolazione, con conseguenze facilmente immaginabili riguardo all’incidenza di comportamenti ossessivi o scorretti. Per questa ragione il Digital Transformation Institute ha presentato, all’interno del progetto Tech Economy 2030, un decalogo rivolto a bambini e ragazzi, finalizzato all’uso consapevole di Tik Tok e consultabile sul sito di Orizzonte Scuola al seguente link:

https://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2019/12/Decalogo_TikTok.pdf

 

 

Nicoletta Daldanise, Assistente al coordinamento comunicazione progetto STEM*Lab

 

 

I dati citati sono stati estrapolati dal post a firma di Monica Anderson e Jingjing Jiang per il blog del Pew Research Center, Internet & Technology e dall’articolo di Anselmo Penna per OrizzonteScuola.it

 

Ti potrebbe interessare

STEM*Lab Bookclub raggiunge le scuole del progetto

di

A marzo avevamo iniziato a leggere insieme agli autori e alle autrici libri di divulgazione scientifica, capaci di farci appassionare alle materie...

L’apertura al territorio nei campi estivi di STEM*Lab Piemonte

di

L’estate STEM*Lab prosegue fino a fine luglio anche in Piemonte, grazie al coordinamento del nostro partner Liberitutti scs, nell’IC Aristide Gabelli e...

Un’app per piccole comunità di inventori e inventrici

di

Tra i partner di STEM*Lab, ce n’è uno molto speciale in Campania. L’ITI “Galileo Ferraris” partecipa alle azioni di implementazione e formazione...