La scuola in emergenza fa rete a distanza

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È passato un po’ di tempo dal primo webinar che ha coinvolto i docenti del progetto OpenSPACE. Era il 13 marzo e ancora non avevamo piena consapevolezza di cosa significasse convivere con il coronavirus che ha cambiato le nostre vite.
Modalità e ritmi della nostra quotidianità sono stati stravolti senza preavviso. Chiamano “resilienza” la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare adeguatamente la propria vita in caso di difficoltà. Chi è resiliente coglie opportunità anche nei momenti peggiori. Ed è questo che ha fatto la scuola.

Gli insegnanti in prima fila si sono rimboccati le maniche, sono rimasti connessi fino a tarda notte per imparare a usare le piattaforme digitali a molti poco familiari, ma unica alternativa per rimanere accanto ai propri alunni nell’emergenza. Un legame virtuale che lezione dopo lezione, o meglio webinar dopo webinar, si è rafforzato sempre di più permettendo alla scuola di fare passi da gigante nella trasformazione digitale.

Quasi impossibile, però, coinvolgere tutti gli studenti, soprattutto nelle periferie. È quanto ci raccontano due focal point, Eleonora Scrivo e Silvana Lodico.
La prima opera nella città di Reggio Calabria ed è una risorsa del dipartimento programmi unità Gender & Economic Justice di Action Aid. La seconda lavora a Palermo ed è educatrice per il progetto “Varcare la soglia” della cooperativa L’Albero della Vita.
Le abbiamo raggiunte al telefono e con noi hanno condiviso dubbi, criticità ma anche i primi successi.

Ascolta “Fare rete, a distanza” su Spreaker.

Ascolta “Mai più impreparati” su Spreaker.

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