La progettazione condivisa: i percorsi di ricerca-azione

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Il Progetto Oltre i Confini ha avviato i percorsi di ricerca-azione con gli insegnanti delle scuole di nove regioni. Un momento fondamentale che permette ai più di trecento insegnanti coinvolti di condividere le linee guida e costruire insieme i passi futuri del progetto. Il percorso di ricerca azione inizia infatti con la condivisione dei principi cardine del progetto e con la costruzione di un vocabolario comune: i primi passi per la costruzione di un  (di una guida condivisa) per la progettazione di percorsi di recupero nella fascia di età dagli 11 ai 17 anni.

Il progetto Oltre i Confini durerà 4 anni e ha come scopo quello di costruire insieme, attraverso esperienze condivise, un curricolo unitario e integrato tra scuola e risorse del territorio per prevenire e contrastare la dispersione. L’obiettivo finale del progetto è infatti individuare e applicare insieme alcuni elementi nuovi per un curricolo unitario capace di contrastare la dispersione scolastica in Italia. Il curricolo sarà unitario e integrato e capace di porsi come un potenziamento del curricolo ordinario, intimamente connesso alla consueta attività della scuola, ma teso innanzitutto a prevenire e contrastare la dispersione scolastica. Il progetto si rivolge alla fascia di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, in quanto età dell’obbligo scolastico, ma momento in cui si manifesta il tasso più alto di dispersione scolastica, soprattutto nel passaggio dalla primaria di primo grado alla secondaria di secondo grado.

Le tre fasi del percorso di ricerca-azione sono:
Progettare. Con il primo incontro si avvia la fase di progettazione dei percorsi di recupero. I percorsi di recupero, progettati insieme da insegnanti e operatori del terzo settore durante i percorsi di ricerca-azione, si rivolgono in primo luogo allo studente in area di dispersione; e, in secondo luogo alla famiglia, per renderla partecipe e coinvolta nell’azione di recupero che la scuola ha avviato, e questo è compito specifico dei partner del terzo settore.
Sperimentare. La seconda fase è l’applicazione dei percorsi di recupero basati su criteri condivisi e sull’analisi degli ambienti di apprendimento. Le reti possono condividere tra loro e con gli esperti del Cidi i percorsi attivati attraverso una piattaforma informatica appositamente creata.
Misurare e valutare. La terza fase del percorso di ricerca azione si sviluppa durate tutto l’anno scolastico ed è dedicata alla valutazione e misurazione dei risultati dei percorsi in termini di successo formativo.

I percorsi di ricreazione sono quindi l’occasione per gli insegnanti e gli operatori del terzo settore di costruire insieme un modello di intervento comune in tutte le reti che possa divenire applicabile su tutto il territorio nazionale per prevenire e contrastare la dispersione scolastica.

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