Gli adolescenti in area dispersione e abbandono. Chi sono? Come si agganciano?

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“Agganciare” gli adolescenti significa ritrovare gli adolescenti che siamo stati, entrare nel loro mondo e nei loro linguaggi, essere autentici, credibili, accettando però di essere anche la loro “controparte”.

Se la condizione dell’adolescente è di per sé una condizione di fragilità, quando parliamo di dispersione scolastica, ci riferiamo a ragazzi che sono ulteriormente fragili, che a stento arrivano alla sufficienza, che sono demotivati e arrivano al diploma ai “minimi termini”. Si tratta di ragazzi che vivono costantemente insuccessi scolastici, frequentano irregolarmente ed evadono l’obbligo scolastico.
Sono emerse molte riflessioni tra i partecipanti al tavolo di lavoro “Gli adolescenti in area dispersione e abbandono. Chi sono? Come si agganciano?” organizzato dal progetto Oltre i Confini.

La prima è l’importanza di ascoltare con reale partecipazione il vissuto dei ragazzi.
La seconda è le richieste cha la scuola fa agli studenti: è necessario fornire agli studenti non solo conoscenze, ma anche competenze chiave sia di cittadinanza sia di apprendimento permanente.

La scuola aggancia gli studenti adolescenti solo se si avvicina ai canali e alle modalità espressive che sono più congeniali a questi ultimi: la musica, la comunicazione non verbale, le nuove tecnologie, che, se opportunamente integrati nel fare scuola, aumentano sicuramente il loro potenziale formativo.

Ne abbiamo parlato con la prof. ssa Bruna Ciabarri

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