Il teatro per crescere Il Baudi di Vesme al Premio Gaber di Giovanna Maria Dessi

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Il teatro ci aiuta a superare le nostre insicurezze perchè ci costringe a metterci in gioco e ad entrare nella psicologia dei vari personaggi. Un’esperienza che consigliamo in tutti i sensi perchè, oltre ad essere un’opportunità culturale, migliora le abilità nella comunicazione, ci aiuta a gestire al meglio le nostre emozioni, anche quelle negative, e regala ore di autentico divertimento. Raccontano cosi le studentesse del Baudi di Vesme della classe 3 BSU la loro esperienza che, grazie ad un doppio progetto realizzato dalle professoresse Laura Pusceddu e Federica Musu con la collaborazione  di Emanuela Loi dell’Associazione Teatro Impossibile, all’interno del progetto NO NEET, finanziato dall’impresa Sociale con i Bambini, le vedrà presto protagoniste al Premio Gaber.

Partendo dall’Antigone di Sofocle, le classi hanno riflettuto sul complesso e delicato rapporto tra legalità e moralità, attualizzando la figura di Antigone e individuando nella storia situazioni in cui legge e morale non sempre hanno costituito un’identità.

Ma la professoressa Laura Pusceddu, insegnante di Filosofia e Scienze Umane, non è nuova ad esperienze di questo tipo. La sua prima partecipazione al Premio Gaber risale all’anno scolastico 2011/12 con il Liceo Pirandello, con indirizzo Scienze Umane, che lei stessa ha fondato, gestendolo e dirigendolo per 11 anni, fino alla sua immissione in ruolo. Ha partecipato al Premio con le classi del triennio di Scienze Umane, opzione economico sociale, con un cortometraggio dal titolo Libertà (illusoria) di essere, sul tema del rapporto vita e forma, sulla problematica delle maschere sociali da indossare ogni giorno, con la conseguente difficoltà di essere autentici  (ammesso che sia possibile). Negli anni successivi, sempre con il Liceo Pirandello, ha partecipato nel 2013, 2014 (anno in cui ha anche vinto il primo premio nella sezione cinema con il corto Mondo reale, realizzato dal collega Alessandro Ledda, dedicato al tema del condizionamento mediatico nella nostra società), e infine nel 2016.

Per la professoressa Pusceddu il teatro, ed il suo linguaggio, rappresentano un’esperienza importantissima per gli studenti perché consente di valorizzare le capacità espressive, promuove la creatività, fa acquisire maggiori abilità e competenze espressive del linguaggio verbale e non verbale, rafforza i processi cognitivi di analisi, sintesi e confronto in relazione alle varie fasi del progetto, educa alla costruzione di relazioni fondate sulla cooperazione, sulla solidarietà e sul rispetto dell’altro, promuove e aiuta a condividere diversi momenti di riflessione collettiva in relazione al tema proposto. Afferma la professoressa Pusceddu: “Il Premio Gaber è un’esperienza che consiglio a tutti, almeno una volta. Si arriva ad Arcidosso, in provincia di Grosseto, in una struttura immersa nel verde e nella quiete. Qui si incontrano studenti e docenti di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, che partecipano con un proprio progetto alle sezioni di Cinema e Teatro,e, da quest’anno, anche alla sezione Danza (appena attivata). Il Premio permette ai ragazzi di confrontarsi liberamente con attività dedicate a loro, senza la presenza dei professori, in cui possono esprimersi e, almeno per un paio d’ore, essere liberi da strutture e sovrastrutture. E’ un’occasione per riflettere e per entrare in contatto con altri contesti sociali, altri mondi, altri dialetti. E vedere i ragazzi che, sul palco, esprimono se stessi, dopo un anno di “messa in discussione”, di sfida con se stessi, è uno spettacolo che mi commuove sempre, e che non ha prezzo in termini di gioia e soddisfazioni personali. Le scuole dovrebbero rafforzare esperienze di questo tipo perchè aiutano a crescere, e noi (la prof. Musu ed io) ringraziamo di cuore la nostra dirigente Prof.ssa Angius perchè è grazie alla sua sensibilità nell’attenzione ai bisogni formativi che si rendono possibili attività come quella che stiamo facendo. “

A gestire i laboratori con le studentesse anche Emanuela Loi dell’Associazione Teatro Impossibile che ci dice: “Abbiamo iniziato a lavorare nelle classi il primo febbraio con giochi di gruppo, e parlando della storia di Antigone. Il secondo incontro si è svolto sempre sulla stessa linea: giochi propedeutici alla messa in scena, utili per sviluppare consapevolezza dello spazio che ci circonda e delle persone che ruotano intorno a noi. ci incontriamo una volta la settimana.”

Una volta stesa una bozza di copione, sviluppata sull’idea proposta dalla professoressa Laura Pusceddu, che parte da Antigone per arrivare alla storia del sindaco del Comune di Riace, le studentesse sono state subito proiettate sulla messa in scena.

Lo spettacolo che andrà al premio Gaber vede protagoniste 12 ragazze, che si alternano in 4 scene separate l’una dall’altra. Nella prima, un’Antigone dei giorni nostri che si confronta con la sua personale tragedia e il tiranno di Tebe, suo zio Creonte, che la condannerà a morte per aver disobbedito ad una legge dello stato.

Nella seconda scena, un pezzo de “L’istruttoria ” di Peter Weiss, autore teatrale che presenziò a molte sedute del processo di Norimberga contro alti funzionari nazisti.

Nella terza scena, un monologo di Rosa Parks. Nella quarta scena le ragazze voleranno a Stoccolma per ritrovarsi fra la commissione che attribuisce il Nobel per la pace. Spetterà a loro decidere chi verrà nominato. Chi vincerà tra Michelle Obama, Papa Francesco e un anonimo comune calabrese guidato dal Sindaco Mimmo Lucano, condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina? Agli spettatori l’ardua sentenza

Per maggiori infowww.premiogaber.it.

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