Nessuna forza di cambiamento è più potente dell’educazione

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“Nessuna forza di cambiamento è più potente dell’educazione per promuovere i diritti umani e la dignità della persona, per sradicare la povertà e favorire la sostenibilità, per costruire un futuro migliore per tutti, fondato sull’uguaglianza dei diritti e sulla giustizia sociale, sul rispetto della diversità culturale, sulla solidarietà internazionale e sulla responsabilità condivisa, tutti aspetti fondamentali della nostra comune umanità” (Irina Bokova Direttrice Generale dell’UNESCO).

Educare significa trasmettere strumenti, possibilità, opportunità. L’educazione è un vaccino contro la violenza, contro gli stereotipi, contro le disuguaglianze. Quest’anno, quando presso l’hub Nest abbiamo lavorato con esperti esterni ed educatori alla programmazione delle attività pomeridiane dedicate ai bambini, siamo partiti proprio da questa idea di fondo, quella cioè di lavorare con loro e con le loro famiglie su temi fondamentali tra i quali, appunto, l’idea dell’educazione come strumento contro le disuguaglianze e le discriminazioni di razza, religione, credo politico etc.

Ma come si fa a lavorare con bambini così piccoli su temi di tale portata? Abbiamo pensato di partire da concetti “semplici” ma dal valore straordinario quali, per esempio, il concetto di rispetto, di amicizia, di reciprocità. Abbiamo lavorato, insieme all’esperta di lettura e a quella di musica e movimento sui giochi di gruppo, sullo scambio e sull’importanza dell’altro nel “lavoro” di ognuno. È stato sorprendente osservare bambini così piccoli collaborare tra loro, aiutarsi, rispettarsi pur nella loro irruenza ed irrequietezza.

Parimenti, con i genitori, si è pensato di insistere sull’importanza della trasmissione di un’educazione fondata sul rispetto dell’altro. In seguito ad uno spiacevole episodio di razzismo accaduto tra le mura scolastiche, si è scelto di non lasciare cadere quanto successo, di non nascondere ma anzi di parlarne ancora e ancora. Ai genitori è stata riconosciuta e confermata la responsabilità principale. I genitori, infatti, da primi educatori hanno il fondamentale e delicato compito di trasmettere ai propri bambini la cultura dell’uguaglianza, dell’appartenenza ad un’unica razza, quella umana. Un servizio come Nest, così come la scuola, possono consolidare e rafforzare quanto, però, viene già fatto in famiglia, tra le mura domestiche. Abbiamo spesso ascoltato genitori lamentarsi del modo di parlare dei loro figli, un modo che molti definivano volgare e connotato di cattive parole. Altrettanto spesso ci è poi capitato di ascoltare quello stesso linguaggio provenire dagli adulti. I bambini sono quanto vivono quotidianamente ed è importante che le famiglie lo sappiano. Investirle di questa enorme responsabilità significa anche sostenerle quando non riescono, quando sentono di non avere gli strumenti adatti. Insieme, educatori, operatori e genitori possono pensare ad un programma educativo individualizzato per il bambino, un programma “unico”. Il protagonismo delle famiglie nel processo educativo si ripercuote positivamente sull’ambiente domestico e in generale sulla comunità. Ed è importante che questo processo di scambio inizi presto. È ormai ampiamente noto che l’educazione dei bambini non inizia con l’accesso nelle scuole primarie, ma molto prima. La scuola dell’infanzia e prima ancora il nido sono agenzie educative fondamentali. Ogni bambino nasce già inserito in un contesto di linguaggio, di parola, in un universo di simboli, significati e codici proprio di ogni famiglia e, più in generale, più o meno condiviso con il mondo culturale al quale quello specifico nucleo familiare appartiene. Il nido, inteso secondo l’approccio e la filosofia del progetto Nest, non si limita ad essere luogo di intrattenimento per figli di genitori lavoratori ma, al contrario, possibilità educativa per quei bambini che, per ragioni diverse, non potrebbero avere accesso alle scuole comunali. Il nido può quindi essere, a tutti gli effetti, un potentissimo strumento educativo.

L’offerta di un servizio educativo rivolto a bambini da 0 a 3 anni ha, quindi, lo scopo di intervenire precocemente in situazioni di disagio e difficoltà, dotando i bambini di strumenti e competenze (resilienza) che gli consentano di crescere in modo sano e accedere ad opportunità formative e di crescita che altrimenti gli sarebbero precluse. Così facendo, si favoriscono sin dai primissimi giorni di vita le pari opportunità, prevenendo problemi di salute e sviluppo legati a povertà e marginalità.

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