HuffPost Italia racconta il nostro progetto contro la dispersione scolastica

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Qualche settimana fa, il blog che Con i Bambini gestisce su Huffingtonpost Italia ha ospitato un articolo dal titolo Costellazione Scuola dedicato al nostro Progetto In&Out.

Attraverso le efficaci parole di Armando  Toscano, Coordinatore delle attività OUT presso il Polo Ulisse – Centro multifunzionale per le famiglie e il territorio di Trezzano sul Naviglio (uno dei due Presidi ad alta densità educativa avviati nell’ambito del progetto), i lettori hanno potuto scorrere una panoramica della azioni messe in campo dal nostro progetto IN & OUT, dentro e fuori la scuola, contro la dispersione scolastica nel corsichese. –> LINK all’articolo

 

Costellazione Scuola

Eh sì, è la regola del settimo nano: un bambino ogni sette, il 15% circa, è a rischio dispersione scolastica. Noi, il settimo nano, lo vediamo quando non è più piccolo, ma quando, solo qualche anno dopo, è diventato grande, altissimo, e ormai convinto di una cosa: “La Scuola non è per me”. Qui sta tutto il senso del nostro lavoro.

A cominciare da “La Scuola”. È evidente che la Scuola, da sola, non può farcela; ha bisogno del territorio, vuoi perché non può sussistere una pedagogia sradicata e avulsa, vuoi perché la Scuola, come il territorio, è stata negli anni privata di fondamentali risorse, ed è obbligata a ritrovare quei pezzi perduti nell’intorno sociale, politico, geografico.

Scuola Leggera nasce con questo intento. In un territorio che, fino a poco tempo fa, avremmo definito “periferico”, ma che ora ci piacerebbe poter chiamare fuoricentro: Trezzano Sul Naviglio, una cittadina alle porte di Milano nata sconnessa in quanto attraversata da tre grosse faglie: il naviglio, una superstrada e la linea ferroviaria; un esempio su piccola scala di città diffusa, nel senso che il tessuto urbano si è espanso entro le strisce delimitate dalle infrastrutture viarie; una città attraversata, dove ci si ferma solo se ci si vive, prevalentemente di sera, e che quindi arranca quando deve organizzare un’appartenenza, un senso civico, un’identità territoriale.

Scuola Leggera nasce come proposta per ragazze e ragazzi che vivano difficoltà nel percorso scolastico tradizionale; per alcuni di loro l’ambiente scolastico provoca urti tali da spingerli a un lento arretramento nelle loro stanze, l’ultimo baluardo sicuro; per altri, lo stare a scuola, seduti, in silenzio, attenti, per tutte quelle ore, è estremamente difficile, e quando scoprono che provocando il caos controllano i professori più di quanto i professori non controllino loro, inizia un declino fatto di note, sospensioni, bocciature, espulsioni.

Fino a “non è per me”. Il bel lavoro di divulgazione di Mani Tese, che riguarda il tema della povertà educativa, definisce la dispersione scolastica come «l’insieme dei comportamenti che causano rallentamenti del percorso di studi e mancati apprendimenti»; è la parte sommersa dell’iceberg, mentre l’abbandono è invece quella visibile, iceberg che galleggia nel disagio scolastico; la Scuola è la nave, che rischia la collisione. Con la Scuola Leggera intendiamo ammortizzare l’urto, creando un percorso che consta di due mattine a settimana, parallelo alla scuola, in cui i ragazzi sperimentano forme di didattica attiva, recuperano i pezzi che hanno perso, soprattutto hanno la possibilità di vedere un sapere pensato per loro. In altri termini, capiscono il senso di quello che stanno facendo. Riducono spontaneamente la portata dei problemi di adattamento a scuola perché a monte viene ricucito il conflitto sociale che la Scuola, a volte, riproduce inconsapevolmente.

Utile, ma ancora insufficiente. In&Out, il nostro progetto sostenuto da Impresa Sociale con i Bambini, ha aperto il cantiere per costruire un’infrastruttura sociale e culturale, per rendere tutto questo stabile e metterlo a sistema. Quattro cooperative, Lule (capofila del progetto), Ripari, Koinè e Dike, quattro universi di competenze che qui si con-fondono, più Fondazione Shapdiz, Istituto Italiano di Valutazione, Centro Studi Riccardo Massa, e ancora sei Comuni e cinque scuole, insomma: un impianto poderoso, ma necessario se si vuole lasciare il segno. IN&OUT, dentro e fuori, inteso come dentro e fuori la scuola.

IN: percorsi di riflessione e formazione con gli insegnanti delle scuole del territorio, che prendono coscienza dell’importanza della didattica attiva, sperimentano sul campo, apprendono by doing, e intanto si conoscono, confrontano, fidelizzano vicendevolmente.

OUT: laboratori di competenze trasversali, aperti a tutto il territorio, dove i ragazzi imparano a respirare e a focalizzarsi sul proprio mondo interno (yoga), a conoscere ed esporre il proprio corpo (hip hop), a raccontarsi con l’arte (arteterapia), a gestire l’impulsività (boxe); e ancora gite, progetti, esperimenti.

È davvero difficile produrre cambiamento culturale. Non sono pochi i muri invisibili contro cui abbiamo urtato. Ma ce la stiamo facendo, lo vediamo nello scintillio negli occhi degli insegnanti, che finalmente vedono più partecipazione nella loro proposta didattica, e dei ragazzi, che comprendono che quella proposta è anche per loro. Scintillii che iniziamo a sperare davvero, quando si spegneranno le luci del progetto, diventeranno una bella costellazione.

 

Articolo a cura di Armando Toscano – Coordinatore attività OUT presso Polo Ulisse di Trezzano sul Naviglio, Presidio ad alta densità educativa nell’ambito di Progetto In&Out

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