Non dimentichiamoci dei nostri diritti: 3 giorni di Festival per rivendicare l’importanza dei giovani

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A Bari, tra il 16 ed il 18 Luglio, l’incontro tra più di 350 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia per il Festival SottoSopra. Tra questi anche i giovani di Futuro Prossimo.

Si sono ritrovate le varie realtà “colleghe” provenienti da 15 città, tra cui anche la nostra, che ha messo in gioco 9 ragazzi, del progetto Futuro Prossimo, provenienti da Sassari, Marghera e Chiaiano, in speciale collaborazione con i ragazzi del Punto Luce di Barra.

Il tutto è stato organizzato grazie a Save The Children, questa volta per accendere i riflettori principalmente su 3 cause che ci stanno molto a cuore:

– sensibilizzare i giovani e ricordare agli adulti che, come dice anche la la giovane “guerriera” Greta Thunberg, non si è mai troppo giovani per fare la differenza, e- a parere mio – neanche troppo grandi

– combattere la dispersione scolastica, fonte dei più grandi mali della società, in quanto spesso porta anche le persone più oneste in percorsi di vita inadatti e bui

– fermare le discriminazioni. Mai giudicare un libro dalla copertina, mai etichettare una persona solo per il suo aspetto fisico, o per il suo carattere. Non si possono conoscere le storie che ci sono dietro le persone, storie che spesso non solo affliggono l’individuo, ma lo portano anche ad essere disprezzato da chi lo circonda

Il primo giorno, dopo un bel viaggetto in aereo e un tratto in autobus, dall’aeroporto siamo arrivati a Bari, in pieno centro, una città bellissima. Abbiamo scaricato i nostri bagagli in hotel e ci siamo diretti all’Università di Giurisprudenza “Aldo Moro”, dove ci siamo riuniti tutti per ascoltare i discorsi di apertura del Festival (anche in commemorazione del 100esimo anniversario di “Save The Children”). Siamo usciti carichissimi, pronti per questa esperienza con i nostri coetanei da tutta l’Italia. Ci siamo spostati poi da quella che è stata la nostra base per questo viaggio, L’ Officina degli Esordi, per andare a pranzo.  Subito dopo abbiamo partecipato al talk tra noi giovani e vari ospiti, tra cui Amir Issa, Anna Foglietta e Gianrico Carofiglio. La giornata è finita con le esibizioni preparate da alcuni ragazzi partecipanti al Festival, esibizioni canore e teatrali, che sdrammatizzando argomenti caldi come l’immigrazione, ci hanno fatto ballare o scappare una risata.

Il secondo giorno, il mio preferito, è iniziato con la caccia al tesoro, dove tutti insieme abbiamo aiutato la città di Bari con tanti piccoli, ma molto significativi, gesti. Arrivata la sera, dopo aver fatto un giretto per il lungomare ed esserci riposati un po’ in hotel, ci siamo riuniti tutti quanti all’Officina degli Esordi per la serata SottoSopra, dove c’erano 3 postazioni: il corridoio per i vari giochi da tavolo, la sala karaoke e la sala da ballo.

Personalmente, ho ballato e cantato come uno scalmanato e mi sono divertito tantissimo.

Prima di rientrare ci siamo fermati una ventina di minuti in un parco, l’aria si è fatta tutto ad un tratto molto seria è c’è stato il discorso di restituzione, che mi ha molto commosso, ed è proprio lì che ho capito quanto sono stato fortunato ad aver avuto questa opportunità di crescere ancora.

Il terzo e ultimo giorno sono iniziati i vari saluti e, dopo aver fatto colazione, ci siamo divisi in vari gruppi per i fantastici workshop. A me è toccata la mia seconda scelta, in quanto il gruppo riguardante la politica era pieno.

Con mia grande sorpresa, il gruppo sulle tecnologie è stato molto stimolante e interattivo e abbiamo parlato di quanto le tecnologie di oggi ci stiano conquistando e di quanto comunque dobbiamo sempre stare attenti nel mondo di Internet.

I ragazzi di Napoli sono stati i primi ad andarsene appena finito il Festival, dopo esserci messi in un grande cerchio e aver usato il nostro corpo come strumento ed esserci tutti coordinati ritmicamente.

Poi è stato il turno del gruppo di Barra e poi il nostro. Dopo aver finalmente mangiato la focaccia strabiliante di Bari, siamo andati tutti insieme con gli amici di Marghera in aeroporto per gli ultimi saluti.

Prima di concludere il mio racconto del Festival, vorrei parlare delle etichette che inconsciamente diamo alla gente, tema che più mi ha toccato in questi giorni.

Per buona parte del primo giorno non avevo ancora conosciuto nessuno, vedevo i vari partecipanti al Festival, i vari gruppi, e non mi veniva da rapportarmi con nessuno, in quanto non sapevo chi fossero e può essere che avessi addirittura paura. Poi però mi sono sciolto non appena un ragazzo di Barra mi ha chiesto una gomma mentre stavamo tornando in hotel tutti insieme. Abbiamo iniziato a parlare, lui mi ha presentato tutti i suoi amici in quanto aveva trovato simpatico il fatto che io mi chiamassi Mondo e abbiamo riso davvero tanto. Quel giorno abbiamo camminato per più di 5 km insieme e, anche se mi facevano male le gambe, a forza di chiacchierare con lui e con i suoi amici il tratto di strada è subito finito e il dolore l’ho sentito solo quando ci siamo fermati.

Ho capito quanto fossi stato stupido ad aver avuto paura di gente così fantastica. Infatti tutti i saluti finali, con qualsiasi persona, sono stati conditi da un caldo abbraccio ed una promessa, che prima o poi ci incontreremo di nuovo.

Sono veramente contento di aver fatto parte di questo evento, perché non solo penso di aver dato un contributo alla città, ma ho anche fatto tante bellissime amicizie, che spero di continuare a coltivare nel percorso della mia vita.

Articolo scritto da Mondo, ragazzo di Futuro Prossimo Sassari

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