“Non possiamo dirigere il vento ma possiamo orientare le vele!”

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Si è svolto venerdì 19 aprile l’ultimo appuntamento dedicato ai genitori dei ragazzi e delle ragazze del progetto FLIC. Un percorso durato 4 anni nei quali abbiamo affrontato assieme diverse tematiche, tutte accomunate da un unico ed importante intento: capire come i genitori possono stare al fianco dei propri figli nel loro percorso di orientamento e di crescita.

Siamo partiti da creare delle occasioni per permettere ai genitori di conoscersi tra loro in modo da creare una rete che fosse di supporto in questo cammino verso la scelta; abbiamo parlato di stare in OSSERVAZIONE e ASCOLTO dei figli, per scoprire talenti e interessi; ci siamo addentrati nel vivo della SCELTA riflettendo prima di tutto sulle emozioni di noi adulti per prendere consapevolezza della nostra influenza sulle ragazze e sui ragazzi, e poi vedendo più da vicino il COME SCEGLIERE: dalla ricerca di informazioni, alla comprensione delle priorità soggettive di ognuno di noi.

A scelta fatta ci è sembrato importante affrontare l’annoso tema dell’ERRORE andando con lo sguardo oltre il momento attuale, perché la scelta è sì un punto d’arrivo, ma per le ragazze e i ragazzi è soprattutto un punto di partenza!

Cosa succede se ci si accorge di aver fatto la scelta sbagliata?

Ne abbiamo parlato con il dott. Michele Guidi, psicologo e psicoterapeuta collaboratore di Mind4Children* in una serata dal titolo “Come l’errore con i nostri figli può essere considerato una preziosa risorsa educativa?

Pur nella consapevolezza che sbagliare, soprattutto di fronte alle scelte importanti, non è mai indolore, è anche vero che l’errore è qualcosa di estremamente umano (errare umanum est) e che l’errore è davvero una grande possibilità se c’è qualcosa che aiuta a progredire offrendo la possibilità di riflettere su quanto accade. In sostanza, fa parte dell’apprendere e in tal senso “l’errore è quello che se insisti, non ti arrendi, ce la fai”. Si impara anche come non rifare lo stesso errore. La motivazione è importante, ed è fondamentale l’intervento dell’adulto a sostegno della motivazione: è del tutto normale per i genitori desiderare che i propri figli non si trovino ad affrontare grandi sbagli nella vita, abbiamo però preso consapevolezza di come si impari dalle conseguenze e soprattutto “da cosa dicono o fanno gli adulti rispetto all’errore”, cioè dal significato che ne viene dato.

 

Non sempre poi le cose dipendono solo dalle nostre valutazioni, ecco perché anche accorgersi di aver fatto una scelta sbagliata, rispetto ad esempio alle scuole superiori, può non essere un vero e proprio errore, ma piuttosto il frutto dell’aver fatto un buon percorso di orientamento che rende capaci – attraverso la conoscenza di sé e del supporto attraverso le relazioni significative – di “rivedersi” rispetto alla decisione presa e di poter cambiare rotta.

Per essere felici, bisogna innanzitutto POTER scegliere, che è diverso dal SAPER scegliere: per questo, come abbiamo avuto modo di sperimentare in questi anni del progetto FLIC, serve allenamento!

Si è concluso così il nostro percorso formativo di quattro anni con le famiglie e abbiamo voluto lasciare loro un segnalibro con una frase di Seneca: “Non possiamo dirigere il vento ma possiamo orientare le vele!” perché riassume bene cosa significa per noi ORIENTAMENTO, ossia imparare, attraverso la conoscenza di sé, a mettere in atto le strategie per relazionarsi e interagire con la realtà e il contesto per definire (o ridefinire) i propri obiettivi personali e professionali.

Per igenitori questa frase ricorda anche il  compito nel supportare le vele dei propri figli, sia quando il vento è favorevole, sia quando non lo è, ma sempre senza sostituirsi.


*Mind4Children è uno Spin-Off dell’Università degli Studi di Padova che si pone come principale obiettivo il perseguimento della Terza Missione dell’Università attraverso attività di ricerca e formazione, al fine di diffondere cultura, conoscenze e i risultati della ricerca scientifica al di fuori del contesto accademico, generando un impatto sociale sui territori e tra le comunità.

Nasce da un’idea di “Scienza Servizievole” della prof.ssa Daniela Lucangeli, Professoressa Ordinaria di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Padova, considerata a livello internazionale uno dei massimi esperti nell’ambito delle Neuroscienze, dei disturbi del neurosviluppo, dell’intelligenza numerica e dell’apprendimento scolastico.

 

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