Apre i battenti DOORS!

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strategie contro la povertà educativa

Apriamo le porte di DOORS. Strategie contro la povertà educativa

 

Cosa si può dire di un progetto che coinvolge 28 organizzazioni in tutta Italia, che si indirizzerà a migliaia di minori tra i 10 e i 14 anni (e ai loro genitori, docenti, educatrici ed educatori) e che durerà tre anni?

Intanto che affronta un tema attuale e complesso, quello della povertà educativa, dando opportunità di accesso alla cultura e all’arte senza discriminazioni, attraverso lo strumento dell’ArtEducazione, come strategia di contrasto all’abbandono scolastico.

 

E poi che il CIES Onlus avrà l’onore e l’onere di coordinare le centinaia di interventi e azioni che renderanno questo possibile, attraverso laboratori, soggiorni estivi, workshop per famiglie, corsi di formazione per insegnanti, e le metodologie più varie (digital storytelling, arteducazione di corridoio, creative learning…), insieme ad un partenariato molto vario e ricco di esperienze e competenze, che comprende sia enti di grandi e medie dimensioni che piccole associazioni, oltre a numerose scuole.

 

Strategie contro la povertà educativa

Come si prepara un Project Meeting

Per quella scadenza, Lloyd… credo che mi farò venire a prendere come sempre dal Panico”.

È sicuro Sir? Il Panico arriva sempre all’ultimo minuto… posso suggerirle di farsi venire a prendere un po’ prima dall’Ansia da Prestazione?” (vita con Lloyd – la mia vita con un maggiordomo immaginario. Ed. Lizard Rizzoli, 2016)

 

Di fronte a una sfida così grande, un po’ di ansia da prestazione ci sembra lecita, e infatti il team del CIES coinvolto nel progetto DOORS, con a capo le coordinatrici Silvia Di Laurenzi ed Emanuela Soldano, ha passato le ultime settimane a preparare con cura la prima “Cabina di Regia”, la riunione di coordinamento che ha dato il via al tutto, il 19 e 20 Giugno scorsi, proprio in uno dei Presìdi territoriali del progetto, il Centro Giovani e Scuola d’Arte MaTeMù

 

Ta kalà kalapà” dice un detto greco (le cose belle sono difficili, infatti questo è tutto ciò che mi ricordo di greco….) e così, per arrivare alla bellezza delle numerose attività previste da DOORS sotto il cappello teorico della Pedagogia del Desiderio, gli eroici partner del progetto hanno affrontato due giornate dense di spiegazioni, vademecum con dozzine di allegati, presentazioni chilometriche e file excell dai nomi poco rassicuranti (il peggiore, con indubbio senso dell’umorismo, è stato battezzato Freddy Krueger…).

 

Inaspettatamente, invece di crollare per il sonno o svignarsela accampando scuse fantasiose, i nostri partner hanno resistito stoicamente e dimostrato di apprezzare -veramente – i nostri sforzi.

Grazie perché avete cercato di mettervi nei nostri panni, di capire quali difficoltà potremmo trovare nel gestire il progetto, e avete provato a trovare delle soluzioni”, ha detto Rocco Fava di Axé Italia alla fine della due giorni.

 

Cosa abbiamo costruito

Ci sarà tempo, nelle prossime cabine di regia, anche di dare spazio al dibattito su come realizzare l’ArtEducazione di corridoio, come selezionare il campione per valutare l’impatto del progetto, e ci sarà tempo di formarsi ancora di più sulla Pedagogia del Desiderio che proprio Progetto Axé, dal Brasile, ha portato qui in Italia.

 

Intanto abbiamo costruito un metodo di lavoro, la struttura faticosa ma solida su cui tutto l’edificio del progetto poggerà, e qualcosa di ancora più importante per lavorare insieme: la fiducia.

 

Irene Fisco
CIES Onlus
(Inventrice dei fantasiosi nomi dei file Excel!)

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