COLTIVARE LA COMUNITÀ: nel nome, il manifesto programmatico

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Il progetto, che risponde al “Bando per le comunità educanti”, nasce con l’obiettivo di rafforzare la comunità educante del territorio di Borgo Pilonetto, rendendola efficace, sostenibile nel tempo, capace di costituirsi ed emergere come infrastruttura educativa del territorio e di offrire risposte organiche, integrate e multidimensionali ai bisogni educativi di bambini, bambine e adolescenti. 

L’azione progettuale parte dall’esperienza “Un Ponte tra Ospedale e Territorio”, attivo dal 2009, che nel corso degli anni ha consolidato sinergie e processi educativi efficaci ed efficienti a supporto di percorsi di reinserimento sociale degli adolescenti con disturbi mentali e disagio psicologico. Il progetto “Coltivare la Comunità” intende potenziare l’esperienza di comunità educante del progetto “Ponte” ed estenderla, coinvolgendo anche altri attori sul territorio, per ampliarla e rinforzarla attraverso integrazione di approcci e valori, strutturazione di processi tali da garantire sistemi di intervento condivisi e cooperativi per preadolescenti e adolescenti. 

Ecco il perché del titolo. Coltivare presuppone un terreno, dei semi (che a loro volta arrivano da frutti coltivati in una precedente esperienza), mani e cuori che si prendano cura e che lavorino insieme per portare frutti, per portare benessere. Coltivare la comunità.

Il progetto è stato ideato e successivamente sviluppato in ottica di rete con partner afferenti al privato sociale e altri pubblici. La  germinazione dell’esperienza del progetto Ponte si è concretizzata grazie alla partecipazione e al contributo di alcuni suoi partner e altre figure di riferimento e stakeholder territoriali che apportano valore, storia e conoscenza locale per lo sviluppo della comunità educante, e che intendono mettere a fattor comune competenze, risorse, esperienze per contribuire a costruire una comunità educante consapevole e socialmente responsabile che si riconosce in valori e ruoli condivisi.

 

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