Bambini e migranti: i volontari di ViC incontrano i piccoli ospiti del campo profughi di Schisto

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Un pensiero da portare nel cuore e un pensiero su cui riflettere: sono i souvenir che i volontari di ViC di Roma si portano dalla Grecia. Questi, insieme a tante altre immagini di feste e di giornate passate chine sui disegni, sono, infatti, i i bagagli più belli dell’esperienza con i bambini migranti del campo profughi di Schisto.

Un gruppo di giovani volontari di Valori in Circolo, che durante l’anno svolgono il loro servizio presso le Scuole della Pace, i doposcuola inclusi in ViC, si sono recati questa estate presso il campo profughi di Schisto, situato sulle colline alla periferia di Atene. Lì hanno conosciuto tanti bambini migranti, arrivati nel corso degli ultimi anni in Europa e, purtroppo, ancora fermi in un campo profughi dove non hanno spesso molte opportunità di svago o di studio. Per questo motivo, i giovani volontari si sono organizzati con una raccolta fondi che ha avuto un enorme successo, riuscendo a regalare a più di 200 bambini gite allo zoo e al Partenone.

Durante il mese di permanenza, poi, i ragazzi hanno organizzato diverse attività, oltre a quelle di preparazione all’anno scolastico e di ripasso della lingua inglese. Un’attività molto interessante è stata quella sui desideri dei bambini e sui solo sogni: a ognuno di loro hanno, infatti, chiesto dove vorrebbero andare dopo essere usciti dal campo profughi e cosa gli piacerebbe diventare da grandi.

A queste attività si sono aggiunte quelle sulla pace: i ragazzi hanno infatti raccolto le testimonianze di molti bambini che hanno vissuto la guerra sulla loro pelle e che per questo trovavano difficile parlare di pace, avendo vissuto solamente i conflitti nei loro paesi. Per sensibilizzare gli abitanti di Atene sulla questione, i giovani hanno organizzato, insieme ai bambini, un flash mob per la pace al Partenone, uno dei punti più alti di Atene. Da lì hanno voluto mandare un messaggio, che la fine dei conflitti può nascere anche dai bambini migranti, tra i più “senza voce” del pianeta.

Tutte queste esperienze saranno portate dai giovani volontari ai bambini delle loro Scuole della Pace di Roma, a cui racconteranno dei loro coetanei che fuggono da paesi lontani e che inviteranno a preparare disegni e letterine, che raccoglieranno in vista della prossima visita. Un modo per mettere i valori e bei pensieri in circolo anche tra bambini lontani.

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