A Siracusa si piantano semi di opportunità

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Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

«I bambini hanno piantato dei semini nella terra e da quando è nata la piantina hanno la premura di innaffiarla», racconta Silvia, una delle mamme che frequenta il Villaggio per Crescere di Siracusa. «Cinque minuti per prendersi cura di questo piccolo essere vivente. Un’attività che abbiamo fatto all’inizio ma che è diventata un rito e che a loro insegna tanto». Un seme, un po’ di terra e qualche minuto di tempo al giorno per una lezione imparata come un gioco ma che rimarrà a vita nei bambini del Villaggio per Crescere di Siracusa. L’importanza di prendersi cura. Cura delle persone, cura dell’altro, cura delle relazioni, cura dei propri genitori, cura del proprio compagno o della propria compagna, cura del proprio quartiere.

Ed è questo quello che si sta cercando di fare il Villaggio: insegnare che con la cura e con l’impegno si cambia se stessi, le persone che ci stanno accanto e il territorio. «I cambiamenti di mio figlio si notano – spiega Silvia – è molto più socievole. I bambini interagiscono anche con altri bambini che non conoscono».

I bambini instaurano rapporti di una nuova natura tra loro e soprattutto con i genitori, grazie alle tante attività condivise. «Giochiamo, balliamo, conversiamo, facciamo attività proposte dalle educatrici come il memory, il gioco di memoria con le carte. Facciamo la merenda condivisa. Al Villaggio condividiamo tutto, è una continua interazione con i nostri bambini, tra i bambini e tra noi genitori».

La maggior parte delle attività del Villaggio sono pensate perché poi le mamme e i papà le possano replicare a casa, come le costruzioni, le manipolazioni con la pasta di sale e soprattutto la lettura, attività che ha un grandissimo successo al Villaggio. «Viene una volontaria di Nati per Leggere (il programma nazionale di lettura condivisa dedicato ai bambini da 0 a 6 anni, ndr) e illustra un libro. I bambini sono interessatissimi», racconta Silvia, «ma l’attività preferite da mio figlio sono la pittura e il decoupage».

«Sono venuta a conoscenza del Villaggio tramite i compagni della scuola materna di mio figlio, che già lo frequentavano. Poi vedevo le foto che appendevano e allora mi sono incuriosita e ho provato ad andarci. Abbiamo iniziato a frequentare dopo le vacanze di Natale». E da allora non hanno più smesso, «perché è in grado di cambiare in meglio i bambini e anche i genitori. E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di migliorarci».

All’ombra dei palazzoni di cemento della Mazzarona, è facile vedere bambini che giocano in mezzo alla strada con galline, pecore. «I bambini – racconta un’altra mamma – sono lasciati troppo a loro stessi». Poco seguiti dai genitori, spesso troppo attaccati a tablet e cellulari.

Al Villaggio vogliamo cambiare le storie, quelle che per molti bambini sembrano essere già scritte. E per farlo seminiamo opportunità diverse dall’abbandono scolastico, dalla violenza e dalla criminalità.

In tutta Italia i Villaggi nascono in realtà a rischio povertà educativa e Mazzarrona di Siracusa è stato scelto proprio per questo. Le volontarie e le educatrici, con l’aiuto delle mamme, stanno cercando di far conoscere il Villaggio anche al di fuori del contesto scolastico. Stanno cercando di seminare anche fuori dall’orto protetto dell’istituto “Chindemi”. Perché solo seminando nel modo giusto si può sperare che nasca una foresta forte e rigogliosa.

Mario Gottardi

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