#Testimonianze: Tutti al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano!

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Gli STEM*Lab stanno per essere aperti e, mentre proseguono i lavori di allestimento delle aule, si pongono le premesse scientifiche a tutti i futuri laboratori, grazie alla collaborazione con i nostri partner scientifici.

A giugno, a esempio, gli insegnanti coinvolti nel progetto si sono incontrati per partecipare ad una formazione rivolta a tutto il territorio nazionale, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

Monia Calabria, docente I.C. Settimo III (To), ha deciso di condividere le sue impressioni rispetto a quella esperienza, per descrivere cosa ne ha tratto come pilastro metodologico per le attività in partenza.

“Sono una giovane docente della scuola primaria dell’I.C. Settimo III (To). Due anni fa sono entrata a far parte di un progetto che coinvolge alcune scuole di quattro regioni d’Italia. Mi fermo un attimo, non un progetto… mi correggo, una famiglia. È proprio così! Quando cominci a lavorare con un’equipe valida, ti senti a casa, sai che qualsiasi problema si presenta lo si risolve insieme e sai anche che, quando realizzi, c’è sempre qualcuno a gioire lì con te.

Ho partecipato con educatori, partner scientifici e colleghi a un workshop di co-progettazione e formazione Progetto STEM*Lab: scoprire, trasmettere, emozionare, motivare al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, dove ho potuto comprendere quanto tali discipline siano alla base del futuro dei nostri bambini. Varie sono state le attività proposte nelle tre giornate, a partire dalla sperimentazione in gruppo su alcuni giochi di luce con materiale di riciclo, alla realizzazione di progetti che hanno tirato fuori l’entusiasmo di noi adulti come se fossimo bambini, all’affresco su mattonella nel laboratorio i-lab Leonardo, dove ci siamo immedesimati in artisti di altri tempi, fino a diventare scienziati nei laboratori i.lab Genetica e i.lab Biotecnologie.

Ciò che mi ha particolarmente affascinato è stata l’organizzazione impeccabile del Museo; ogni laboratorio si prestava ad accogliere attività differenti: i colori, le attrezzature, la versatilità degli ambienti e la dinamicità dello spazio. Tutto questo è importante perché è necessario spiegare tutto ai nostri allievi: dalla struttura di uno spazio fisico sconosciuto, al materiale che presentiamo loro e al suo corretto utilizzo, fino alla realizzazione del progetto vero e proprio.

Ho riscontrato un nuovo modo di pensare la scuola come laboratorio formativo dove i bambini conoscono se stessi e diventano gli attori principali del processo di formazione. Si riscopre il valore della collaborazione, del motivare l’altro nel mettersi in gioco senza timore per la riuscita o meno di un lavoro, la voglia di sperimentare anche sbagliando perché, per tentativi ed errori, si arriva alla risoluzione del problema, passo dopo passo. Ho vissuto un mix di emozioni in queste giornate di workshop, dalla scoperta del bello nelle aule STEM, che ben si coniugava con l’utilità di qualsiasi spazio ben progettato, i sorrisi delle persone che ci hanno accolto, le nuove amicizie, l’amore trasmesso dagli operatori del Museo verso queste nuove discipline, aprendo ad un’infinita interdisciplinarità nella nostra pratica didattica.

Una presenza costante e sicura è stata quella dello STAFF del Museo; i ragazzi ci hanno accolto e guidati in ogni singolo momento della nostra permanenza al Museo. Sono stati e continuano ad essere tutt’oggi “menti” stimolanti e innovative nel percorso intrapreso nel mondo dello STEM*Lab. Sono tornata a scuola con un bagaglio culturale arricchito, con una voglia irrefrenabile di volermi sempre più formare e informare su queste discipline e con la consapevolezza che STEM è PER TUTTI!”

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