I nuovi canali della divulgazione scientifica

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Tutti siamo d’accordo nell’ammettere che scienze e tecnologia abbiano come premessa quella di muoversi spesso in territori inesplorati. Noi di STEM*Lab ci siamo domandat* se si possa dire lo stesso della divulgazione scientifica, un ramo del sapere che avrà un’importanza fondamentale per le attività nelle nostre aule laboratorio. Il risultato è qui sintetizzato in una prima indagine sui canali social attraverso i quali questo specifico tipo di comunicazione raggiunge il suo pubblico.

Per farlo, abbiamo trovato l’aiuto di Giulia Robert, esperta di comunicazione digitale, che ha collaborato a selezionare alcuni dei profili più interessanti nel panorama italiano, rivolgendosi alla sua community instagram per ricevere segnalazioni sulle novità più rilevanti in questo ambito.

Il mondo dei divulgatori online, infatti, si è aperto ad una miriade di esperienze molto ricche ed eterogenee, che proveremo a comprendere meglio in una serie di interviste previste per i prossimi mesi sulle pagine del nostro blog. Abbiamo deciso di partire proprio dal canale che, in prima battuta, sembrerebbe più lontano rispetto a questo tema, perché comunemente immaginato come una semplice raccolta di immagini, anni luce lontano dai lunghi trattati scientifici con cui siamo abituati a concepire la sperimentazione scientifica.

Giulia Robert, infatti, ci mette sull’avviso: “Instagram è spesso considerato un social più di forma che di sostanza, dominato da contenuti esteticamente accattivanti, da certi settori (come beauty e fashion) e da certi fenomeni, come l’influencer marketing.
Nulla di tutto ciò è falso, tranne l’assunto iniziale, perché in realtà Instagram è fatto anche di sostanza, oltre che di forma: è infatti un social network molto complesso, che comprende strumenti diversi fra loro (feed, Instagram Stories, IGTV, dirette) e che lascia spazio ad una trattazione variegata e spesso originale dei più disparati argomenti, compresi quelli di divulgazione scientifica.
Basta fare una ricerca tramite la “lentina” di Instagram per rendersi conto della vastità e varietà della divulgazione scientifica presente su questo canale e del seguito di pubblico che buona parte dei divulgatori ha. Qualsiasi sia l’interesse scientifico che si vuole soddisfare, c’è pane per i nostri denti: dalla chimica alla robotica, dall’astrofisica all’ingegneria aerospaziale, passando per le biotecnologie e la geologia.
La divulgazione scientifica non è appannaggio solamente di Instagram ma, anzi, si sviluppa con forza anche su altri social, come ad esempio YouTube, la prova inequivocabile che i mezzi non sono altro che mezzi: non sono per natura adatti o inadatti a certi tipi di contenuti, sta a noi saperne cogliere le potenzialità e saperli sfruttare al meglio per parlare degli argomenti che ci stanno a cuore e di cui vogliamo aumentare la consapevolezza”.

Una puntata di Astro Podcast

Proviamo ad avventurarci in questo mondo, dunque, mettendo in evidenza le esperienze di sei studiosi che sono attualmente rappresentativi di questa tendenza.

Filippo Totani è meglio noto come Astro Podcast, si occupa di sondare i misteri dell’Universo, ricostruire la storia dell’esplorazione spaziale e promuovere le nuove tecnologie. È un comunicatore in astronautica e astrofisica, attivo su instagram con ben due profili, ma soprattutto ideatore di un podcast in cui incuriosisce i suoi ascoltatori con aneddoti poco conosciuti riguardo alle avventure spaziali, ospitando spesso anche i suoi colleghi sul suo canale YouTube.

Stefano Bertacchi, invece, è un biotecnologo industriale, nato proprio sulla più famosa piattaforma di video. Nella sua vita da ricercatore, studia lo sviluppo di processi basati su microrganismi (come batteri, lieviti) geneticamente modificati o meno per la produzione di molecole di interesse industriale (come biocarburanti, bioplastiche, coloranti, vitamine). Sia nelle foto che nei video svela la struttura e i processi cui sono sottoposte alcune delle sostanze con cui abbiamo comunemente a che fare ogni giorno, senza rendercene conto. Inoltre, è autore del libro “Geneticamente modificati – Viaggio nel mondo delle biotecnologie” pubblicato per Hoepli.

Procedendo in questa indagine, si fanno fortunatamente sentire anche molte voci femminili. Una di queste è quella di Viviana Pinto, esperta di intelligenza artificiale prestata all’educazione e specializzata nel lavoro di avvicinamento al pensiero computazionale attraverso la robotica educativa. Un passato da ricercatrice e una passione autentica per la trasmissione della conoscenza. Annuncia in un suo TED che “nelle sue aule la cattedra non c’è” e si è lasciati molto liberi di sbagliare. Come abbiamo imparato anche noi di STEM*Lab, è attraverso i tentativi che si arriva ai risultati!

Giulia Carla Bassani

Giulia Carla Bassani, ad esempio, studia ingegneria aerospaziale ed è coinvolta per lo più nelle ricerche su Marte. In un TED a Torino ha voluto raccontare il suo percorso da studentessa, non privo di difficoltà, lanciando un messaggio importante per le nostre studentesse: “Ho provato a vedere che cosa succede se non mi arrendo. Quello che è accaduto è che è diventata una dei maggiori talenti italiani nello scenario scientifico internazionale ed è autrice di due romanzi di fantascienza tecnologica ( Ad Martem 12), in cui tre adolescenti nati sul Pianeta Rosso sono alle prese con situazioni e pericoli tipici di un pianeta dove ogni errore può divenire fatale.

Luca Perri

Sempre guardando alle stelle, risulta molto apprezzabile la combinazione di professionalità, conoscenza enciclopedica e ironia di Luca Perri o meglio Wikiperri. Astrofisico dell’Osservatorio di Merate e del Planetario di Milano, si occupa di divulgazione su vari media. Tra le sue collaborazioni vi sono programmi televisivi e radiofonici, testate giornalistiche, case editrici, il CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze) e il Festival della Scienza di Genova. È stato campione italiano e finalista internazionale di FameLab 2015 ed è autore e conduttore di Rai Cultura. Potete seguirlo principalmente su YouTube in una serie di video molto divertenti.

Per i/le docenti sarà poi sicuramente molto stimolante addentrarsi anche nel mondo di Roberto Cighetti, biochimico e insegnante di scienze naturali e anatomia dell’Istituto di Istruzione Superiore Cesaris di Casalpusterlengo, che entra a pieno titolo nella community dei divulgatori scientifici 2.0, condividendo mini lezioni su YouTube e raccontando anche della sua vita nella scuola e di come organizza il suo lavoro con i ragazzi e le ragazze.

Infine, molti dei ricercatori che abbiamo appena presentato si ritrovano ospiti sul canale per eccellenza dedicato ai ragazzi e alle ragazze under 14, Twitch, con Yeah_Science_Twitch!, gestito collettivamente da un gruppo di divulgatori scientifici con l’obiettivo di parlare in maniera diretta delle proprie aree di competenza attraverso un linguaggio nuovo e modalità accattivanti. I loro contenuti sono condivisi anche su YouTube e su Telegram, dove l’interazione diventa ancora più immediata.

Per riprendere le parole di Giulia Robert, confermiamo dunque che, per essere al passo con i contenuti cui si può avere facilmente accesso al di fuori della scuola, l’educazione e la consapevolezza passano anche e sempre più dall’integrazione con i nuovi strumenti non solo didattici, ma anche comunicativi.

Nicoletta Daldanise

 

 

 

 

 

 

 

 

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