ISOLE | Un’esperienza per capire il Ritiro Sociale

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Realizzata all’interno del progetto Sakido, insieme a un gruppo di adolescenti sensibili al tema, ISOLE è installazione per conoscere il Ritiro Sociale. Un viaggio attraverso suggestioni sonore, stimoli visivi e processi di immedesimazione.

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“Entra e siediti sulla sedia” Un ragazzo sorridente scosta la tenda d’ingresso e ti porge le cuffie da indossare “Prenditi il tempo che serve e, quando avrai finito, ti aspettiamo qui per dirci cosa ne pensi”. Inizia così ISOLE, l’installazione per conoscere il Ritiro Sociale realizzata all’interno del progetto Sakido, insieme a un gruppo di adolescenti sensibili al tema. 12 minuti in tutto, in una struttura costruita ad hoc al cui interno si alternano suggestioni sonore e stimoli visivi. ISOLE è uno spazio – fisico e mentale – per provare a comprendere cosa spinge così tanti ragazzi (oltre 50.000 solo in Italia, secondo i dati) a interrompere ogni relazione sociale e a rifugiarsi nella solitudine della propria cameretta. Racconta di geografie alterate, che per poter coincidere con spazi così ristretti, si estendono fino a diventare mondi interi, le cui mappe risultano difficili da interpretare, a volte anche per chi le ha create.

E proprio per cercare di rendere la grande complessità del ritiro sociale, l’unicità di ogni esperienza e la pluralità dei punti di vista sul fenomeno, ISOLE rinuncia alla mediazione del racconto e prova invece a trasportare lo spettatore nel suo personalissimo viaggio attraverso le fasi più comuni del Ritiro. Si parte dal caos del mondo esterno, dalle pressioni e dalle aspettative che può generare, dagli sguardi insistenti degli altri sulle proprie fragilità e aree di incertezza. Per arrivare al rifugio, al silenzio, alla pace ricercata lontano dal mondo, dietro una porta chiusa e – spesso – davanti a uno schermo. Quella pace che ha due volti: uno rassicurante, accogliente, e uno invece opprimente, fatto di timore, senso di colpa e in alcuni casi anche depressione. Si chiude con un video: una ragazza che racconta a te, proprio a te, quando è venuta a trovarti a casa e tu eri a letto, al buio, a dormire, mentre la camera era un disastro.

All’uscita ci sono dei post-it e la richiesta è di scrivere cosa hai provato, cosa ti è rimasto attaccato, di tutto quello che hai attraversato lì dentro. Le reazioni sono tra le più disparate. C’è chi ha bisogno di un attimo di decompressione, chi ha pianto, chi si è sentito proprio la persona in ritiro, chi invece si è immedesimato negli amici o nei famigliari che la circondano. Ognuno però si è riconosciuto un ruolo, questo sì. Si è sentito coinvolto, in qualche modo, ha percepito una sua concreta responsabilità, sia nell’esplodere del problema, sia nell’elaborazione di una possibile risposta. 

ISOLE è già alla sua quarta installazione ed è stata provata da oltre 150 persone tra adolescenti, genitori, insegnanti, comuni cittadini e professionisti dell’educazione e della salute mentale. Nella marea di post-it appesi sulla parete, alcune parole ritornano spesso: ansia, buio, solitudine, tristezza. Le parole di chi comprende. Ma anche: amicizia, rallentare, ascolto, che sono invece le parole di chi sta già pensando a una risposta. E infine ci sono anche dei messaggi chiari: “io ti vedo”, “sono qui”, “ti aspetto”. Le parole di chi ha deciso di accogliere.

ISOLE è stata realizzata all’interno del Progetto Sakido per la cura, la prevenzione e la sensibilizzazione al fenomeno del Ritiro Sociale in Adolescenza, finanziato con il contributo della Fondazione Con i Bambini. L’installazione è stata ideata e realizzata da alcune ragazze e ragazzi sensibili al tema, che hanno risposto a una call diramata sul territorio dagli operatori del progetto. Il gruppo creativo ha lavorato durante l’estate e l’autunno del 2022 con la mediazione di Massimo Lazzaroni di Totem, Elisa Begni di Assocazione S.M.Art, con il supporto registico di Andrea Gosetti di Intrecci Teatrali e il sound design di Francesco Sergnese.

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