“La luce è come la speranza”

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I partecipanti al Laboratorio di Ri-Belli mentre giocano insieme

Il laboratorio del Progetto Ri-Belli, con al centro una grande storia. E una bella attività di gruppo. Tutti i dettagli, nell’intervento di Roberta Raniolo.

“L’attività di oggi ha preso il via da una storia che ha rappresentato un primo spunto di condivisione: la luce è come la speranza, non deve mai spegnersi. Abbiamo letto la storia di queste quattro candele allo scopo di far far percepire ai bambini che qualsiasi cosa accade, l’aspetto più importante, nella quotidianità, è mantenere sempre la speranza accesa.

Sarà proprio questo a rendere possibile l’accensione di tutte le altre candele che, magari, in uno specifico momento di tristezza, o di buio, si sono dovute spegnere, o non hanno avuto più la forza di rimanere accese.

Allora, i ragazzi, hanno condiviso chi, o cosa, nelle avversità o nei problemi o nelle piccole cose della quotidianità, li aiuta a tenere le candele, e in particolare quella della speranza, accese.

E quindi c’è stato chi ha nominato la mamma, chi la sorella, chi un gioco, chi un’attività.

Insomma qualsiasi cosa che riesce a rendere le giornate più luminose.

In pratica, ognuno, prendendo spunto dalla storia, ha così avuto l’occasione di raccontare la propria storia. Poi, abbiamo creato delle candele e quindi le abbiamo decorate, per poterle portare poi, nella propria cameretta e farsi accompagnare, ogni giorno, dalla candela della speranza.

Per concludere abbiamo fatto dei giochi e delle attività all’aperto per unire i bimbi, farli divertire e giocare, riflettendo, anche, sulla speranza e sulla leggerezza che, purtroppo, spesso manca”.

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