Accogliere bisogni per risvegliare risorse: la storia di Aisha

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A cura di Arca di Noè Cooperativa Sociale

Contattiamo Aisha per proporle di fare una chiacchierata sul progetto Rapporti Corti e le diamo un appuntamento presso Spazio Incontro, luogo cardine di gran parte delle azioni progettuali, divenuto punto di riferimento per molti, all’interno della mappa affettiva della Bolognina.
La donna proviene dalla Tunisia, dove ha conseguito una laurea in economia. È arrivata in Italia con il marito quando era poco più che ventenne. Subito dopo la famiglia si è allargata: sono nati due figli e con loro si è fatta urgente la necessità per Aisha di concentrarsi sul lavoro di cura.
Chiediamo ad Aisha di raccontarci come ha conosciuto il progetto e per quale bisogno si è rivolta alle mediatrici:
Una mia amica mi ha detto che l’avevate aiutata ad usare il registro elettronico per comunicare con la scuola della figlia; mi ha dato i vostri numeri e ho chiamato perché anch’io avrei bisogno di un supporto… Non è che non capisco, so che lo SPID serve per fare tante cose in Italia ma io proprio non so usarlo,”.

Da questa breve risposta emerge come il passaparola sia una delle modalità più efficaci per far conoscere il progetto e creare una rete di beneficiari che faccia da antenna sul territorio.
Spesso, inoltre, intercettiamo il bisogno di traduzione in termini semplici e concreti di espressioni burocratiche e rileviamo la necessità di spiegare il significato dei dati che vengono loro richiesti e la motivazione che vi sta dietro.
In quell’occasione Aisha ci racconta anche la sua difficoltà di far fronte alle spese economiche per i testi scolastici dei figli. Le mostriamo il portale Iperbole del Comune di Bologna sul quale è possibile venire a conoscenza delle agevolazioni di cui un cittadino può avere diritto.
Dopo il nostro primo incontro la invitiamo a partecipare al “pranzo condiviso” del mese successivo, un momento informale, all’interno di uno spazio protetto, che diviene occasione di incontro e messa in comune di vissuti, esperienze ed emozioni.
Vi devo ringraziare per avermi invitata perché ho fatto pace con Zara Vi ricordate che avevamo litigato, vero? Ho anche conosciuto la signora pakistana che ha una figlia della stessa età del mio figlio più grande. Ha un problema come il mio.”

Grazie all’informalità del momento conviviale abbiamo consolidato il rapporto di fiducia che ha permesso alla donna di aprirsi e condividere le difficoltà che stava riscontrando nella relazione con il figlio pre adolescente. A seguito di un evento traumatico il ragazzo ha iniziato a manifestare una forte ansia che per un periodo ha inibito la sua socialità, inficiando anche il suo rendimento scolastico. È stato quindi proposto ad Aisha un percorso di consulenza pedagogica che le ha dato degli strumenti per leggere e comprendere il disagio del figlio e delle strategie da mettere in campo per farvi fronte.
Sapete… è proprio difficile quando crescono. Ti puoi sentire non capace di aiutare tuo figlio e pensi di non essere una buona mamma. È ancora più difficile quando vedi tuo figlio soffrire e non sai cosa fare. La pedagogista mi ha aiutata a capire che non sono l’unica, che non dipende da me. Sto provando a seguire i suoi consigli e va un po’ meglio.”

Grazie alle risorse del progetto Rapporti Corti, Aisha è stata inoltre sostenuta in un percorso di orientamento iniziato con l’analisi dei bisogni e proseguito con il bilancio delle competenze, le sono state proposte diverse opportunità formative ed ha iniziato le procedure per la traduzione del certificato di laurea.
Quello che colpisce della sua storia è la volontà di mettersi continuamente in discussione come donna e come madre e di iniziare ad utilizzare le conoscenze e gli strumenti appresi nel paese di origine e rimasti sopiti per diverso tempo. Aisha ha avuto la possibilità e il coraggio di pensarsi diversa, ovvero di immaginarsi con un impiego soddisfacente che possa valorizzare le sue capacità.

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