Ri-tessere la prossimità: alcune sfide progettuali

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A cura di Università di Bologna – Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia

Incidere sulla valenza e sulla forza della prossimità è uno degli elementi impliciti del progetto Rapporti Corti. I dati e le informazioni raccolti, sulla prima annualità conclusa e sulla seconda in corso di avanzamento del progetto, permettono di abbozzare a tal proposito alcune prime riflessioni.
In primis l’intreccio tra bisogni espliciti e bisogni latenti. Lo Sportello Sociale, nato con l’obiettivo di agevolare le relazioni intra-quartiere e incontrare le esigenze della popolazione locale, ha rappresentato (almeno nella prima annualità) un punto di riferimento per rispondere ad una serie di necessità personali, quali il bisogno di supporto rispetto a procedure amministrative, la ricerca di informazioni, la formulazione di quesiti su servizi specifici del Comune. Al di là dei bisogni esplicitati, chiaramente degni di essere accolti e trovare risposta, vanno individuati i bisogni latenti della popolazione: la necessità di una rete di sostegno o di riferimento che spesso fasce di popolazione o comunità non hanno; l’esigenza di interlocutori intermedi, collocati a metà tra il cittadino e l’istituzione locale, che supportino operativamente i singoli nelle difficoltà quotidiane, anche relativamente all’accesso ai servizi per loro pensati.
Emerge poi chiaramente la maggiore difficoltà in cui versano alcuni gruppi sociali. Trasversalmente a tutti i servizi attivati, infatti, grosse quote di utenza interessano persone non autoctone: nel primo anno di attività 14 bambini su 16 dei Servizi educativi extra-scolastici erano stranieri e quasi l’80% dei contatti dello Sportello Sociale sono stati avanzati da cittadini stranieri; nel secondo anno di attività 15 famiglie su 16 inserite nei progetti Tailor made provengono da paesi esteri. Due target di utenza sono stati inoltre individuati come maggiormente vulnerabili sul territorio: le donne straniere e gli adolescenti, accomunati da reti di supporto non sufficientemente solide.

La prossimità, poi, intesa come presenza di reti di sostegno o di forme anche alternative di vicinanza tra persone e gruppi sul territorio, è però una maglia che spesso non può essere celermente (ri)costituita, ma risulta più facilmente l’esito di un lavoro continuo che coinvolge attori su più livelli e che spinge a rivedere, in modo anche creativo, le risorse disponibili localmente.
Rapporti Corti, ora al suo secondo anno di attività e che ne durerà complessivamente 4, si trova a fronteggiare certamente queste sfide e molti sono gli interrogativi che giungono direttamente dall’esperienza quotidiana degli operatori coinvolti sul campo.

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