“Il mio fiume in piena”: la testimonianza dallo Sportello d’Ascolto AGENDI di Sora

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Testimonianza dallo Sportello d’Ascolto di Sora raccolta dall’associazione partner AGENDI –Ho sempre saputo dentro di me che avrei avuto bisogno di un aiuto, di cercare chi avesse saputo ascoltarmi e aiutarmi ad ascoltare me stessa…e invece, aveva vinto la paura, il rifiuto di ogni cosa, la mancanza di motivazione.

Pensavo che sarei stata capace di gestire questa perdita, in realtà credevo che da come mi stavo comportando, mio figlio non avrebbe mai potuto soffrire la scomparsa del papà: foto affisse dappertutto, parlare di lui continuamente, ricordare la sua persona in ogni occasione.

Parlavo con ogni persona che venisse a trovarci di quanto, mio marito, fosse stato importante per me, così attento, così presente, così disponibile. L’uomo che ogni donna desidera avere nella propria vita ed il papà migliore del mondo .

Mi sentivo disperata, priva di forze, demotivata in ogni cosa…eppure c’era nostro figlio di soli 2 anni che cresceva e che aveva bisogno di me.

Lui era l’unico a darmi la forza di andare avanti. Lui, mio figlio.

Gli parlavo sempre del papà, ma questa fondamentalmente era l’unica cosa che facevo. Non uscivo più e non consentivo una vita “normale” nemmeno a lui.

La vita mi sembrava essere finita, mi sentivo anch’io morta dentro.

Ho cominciato a trascurarmi, a non dedicare più del tempo a me stessa, a non vestire più con abiti colorati…solo abiti neri. Ah, quanto nero! …

Oggi , che mio figlio è cresciuto, sto davvero scoprendo quanto egli abbia bisogno di una vita sociale, di uscire, di staccarsi da me, io che sono stata il suo perno per tutto questo tempo, il suo unico punto di riferimento. Io, talmente legata a lui, che fondamentalmente non ho voluto staccarmene. Sono stata per lui un fiume in piena, l’ ho condotto sempre dove volevano le mie paure, le mie incertezze…

Ora ho davvero capito, lui ha bisogno di aprirsi alla vita, e anch’io. Ho chiesto dunque aiuto e ad oggi sono tornata a vestirmi di abiti colorati, a fare di nuovo una ceretta, a colorare i capelli e a prendere un caffè con un’amica…”

 

A volte basta davvero poco per trovare la motivazione intrinseca a cambiare, a vedere la vita con occhi diversi, ad essere più disponibili verso se stessi, ad ascoltarsi ponendosi delle domande senza darsi necessariamente delle risposte. Questo è ciò che è accaduto alla Signora  L. B. madre di uno studente del Sorano, rivoltasi allo sportello di ascolto in cerca di qualcuno che le facesse capire quanto sia importante la vita e quanto sia stata brava a condurre, sola , la crescita del proprio figlio, tra incertezze , paure e sconforto.

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