Bibliogiocando: leggere è un gioco

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La lettura è un processo educativo: si prende il lettore nel punto in cui è per portarlo altrove. Da qui l’importanza, secondo noi, che la lettura sia presa in considerazione come priorità educativa e che entri come azione intenzionale e consapevole non solo nella scuola ma anche all’esterno in altri luoghi sociali.

Bibliogiocando è il torneo di lettura su piattaforma online ideato da Pleiades Cooperativa Sociale Onlus.

Il torneo Bibliogiocando è nato con l’idea di trasformare la lettura in un gioco condiviso e stimolante, in cui ognuno deve dare il proprio contributo per la riuscita della classe. Bibliogiocando, infatti, è un grande gioco che coinvolge tutti i ragazzi e le loro famiglie, spingendoli a dimostrare le proprie capacità e cimentandosi con quell’oggetto spesso sconosciuto che si chiama libro. In ogni sfida le prove sono diverse e complementari e intendono verificare le capacità mnemoniche e quelle logiche, la buona volontà e la creatività. E’ possibile, infatti, che nelle due ore di sfida le classi debbano risolvere quiz molto precisi sul testo; fornire notizie sull’autore; drammatizzare o riprodurre graficamente parti del testo, etc…

Tale varietà di richieste mira a creare situazioni favorevoli per tutti, in modo che chi si senta magari meno portato verso un tipo di prova possa altresì contribuire in un’altra. In base alle nostre esperienze e al confronto con gli insegnanti dei comuni che hanno scelto di attivare la nostra proposta emerge chiaramente quanto il torneo contribuisca a creare lo spirito di gruppo e la complicità tra compagni.

Si tratta di percorsi di educazione alla lettura che vogliono mettere al centro i lettori e le lettrici, per favorire l’incontro con le altrui e le proprie storie, e che attivano un campo relazionale in cui in gioco ci siamo noi educatori, i ragazzi e i libri con le loro storie. Wolfgang Iser scrive che il libro è un campo di gioco in cui intervengono più giocatori: l’autore e il lettore in primo luogo. Ogni partita è definita dagli attori in campo, ed è diversa da tutte le altre, perché ogni lettore è protagonista, con un suo ruolo da interpretare in modo più o meno creativo.

Quindi è importante  tenere al centro le esperienze, e consentire ai ragazzi di fare esperienze positive di lettura, ponendoli al centro di un percorso che li aiuti a scoprire ciò che non conoscono e ciò che non sanno di amare.

Sulla base di queste premesse abbiamo scelto di proporre agli studenti libri e giochi/laboratori costruiti sugli stessi che si ispirano per questo anno ad una tematica in particolare: l’empatia.

“La parola empatia è sulla bocca di tutti, da Obama al Dalai Lama,” spiega Roman Krznaric, intellettuale e scrittore tra gli ideatori dell’Empathy Museum di Londra. “Viviamo in un mondo così iperindividualistico che le nostre capacità di provare empatia stanno rapidamente diminuendo. La nostra incapacità di capire il punto di vista degli altri, le loro esperienze e i loro sentimenti sono alla base del pregiudizio, del conflitto e della disuguaglianza. L’empatia è l’antidoto di cui abbiamo bisogno”.

“L’empatia è l’arte di mettersi nei panni di qualcun altro e di vedere il mondo attraverso i suoi occhi,” spiega ancora Krznaric. “È lo strumento più potente che abbiamo per capire la vita degli altri”.

Quindi l’empatia sembra essere un tema adatto per aprire nuovi percorsi di educazione alla lettura nei termini di co-costruzione di significati condivisi.

Inoltre questo tema permette di promuovere la capacità di adottare prospettive e punti di vista diversi sul mondo e di lavorare sulla dicotomia diritto/rovescio. Questo ci sembra un modo originale di guardare alle cose, che spesso è alla base di intuizioni importanti. C’è sempre un diritto e un rovescio anche nell’esperienza dei ragazzi. Bisogna cercare di ribaltare il nostro e il loro modo di vedere, ragionare sul rovescio, l’altro, l’altrove, il sogno, il desiderio, il non detto, il negativo: la propria ombra.

OBIETTIVI

  • Strutturare i singoli percorsi di lettura in modo personale cioè, costruendoli per ogni gruppo di partecipanti (bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni) a partire dai singoli ragazzi, dalle loro esperienze uniche e personali, dal loro bisogni e desideri educativi affinché l’esperienza possa essere per loro davvero “nuova”.
  • Lavorare sull’incontro intergenerazionale, sulla socializzazione, per il forte impatto emotivo di queste esperienze e il forte bisogno di socialità che si riscontra nel nostro tempo.
  • Bibliogiocando è un percorso, attraverso i libri e la lettura, da condividere, perché si può correre con qualcuno che ha il nostro stesso passo e percorre sentieri simili ai nostri e poi camminare con altri che hanno andature diverse dalle nostre per imparare a moderare il passo, mettendosi nei loro panni.
  • Lavorare sui pregiudizi dei ragazzi: “non mi piace leggere”, “non mi piace quella storia”, “non mi piace questo genere”, ecc. È importante partire dalle esperienze, e consentire ai ragazzi di fare esperienze positive di lettura, ponendoli al centro di un percorso che li aiuti a scoprire ciò che non conoscono e ciò che non sanno di amare.
  • Lavorare sulla capacità di adottare prospettive e punti di vista diversi sul mondo e sulla dicotomia diritto/rovescio.
  • Aprirsi alla sperimentazione e flessibilità, anche nel campo delle proposte di lettura: non devono esistere proposte rigidamente strutturate, ma qualsiasi proposta deve rappresentare un punto di partenza che può e deve essere modificato a partire dalle suggestioni che provengono dai ragazzi.
  • Creare proposte di lettura, giochi e laboratori che mettano al centro il lettore, non il libro.
  • Comunicare l’Importanza dello “stare con”, dell’esserci. I ragazzi hanno bisogno di persone di cui fidarsi, che stiano con loro, che li accompagnino, in modo discreto, nel loro percorso. Gli operatori di Bibliogiocando che operano in diverse discipline (arte, teatro, scrittura, psicologia, pedagogia) cercheranno di ricoprire questo ruolo.
  • Stimolare la creatività e la libera espressione di ciascuno.

ATTIVITÀ

Nell’anno scolastico 2020/2021 si prevedono 3 tornei paralleli:

  • *rivolto alle classi della scuola secondaria I°
  • *rivolto alle classi 2° e 3° della scuola primaria
  • *rivolto alle classi 4° e 5° della scuola primaria

SVOLGIMENTO PER FASI PRINCIPALI

I tre tornei paralleli si svolgono attraverso una piattaforma online con la stessa costruzione.

Ogni classe forma una squadra e ciascuna scuola può iscrivere più classi.

Pleiades predisporrà la bibliografia sulla quale saranno formulati i giochi, diversificati secondo le fasce indicate.

Il torneo consiste in 4 fasi principali per ciascun torneo:

  1. Iscrizione della classe/scuola in modalità online entro il 15 novembre 2021.
  2. Fase eliminatoria da cui saranno selezionati i 4 semifinalisti. Il gioco consiste in quiz a risposta multipla → dicembre 2021/gennaio 2022
  3. Fase semifinale che consiste nelle 4 migliori classi risultanti dalla fase eliminatoria. Il gioco consiste sia in quiz a risposta multipla che a risposta aperta; le risposte aperte saranno giudicate da una giuria → marzo 2022
  4. Finale a cui accederanno le classi vincitrici delle due semifinali. Il gioco consiste sia in quiz a risposta multipla che a risposta aperta; le risposte aperte saranno giudicate da una giuria→ maggio 2021

 

La classe vincitrice di ogni torneo riceverà un premio in libri.

Per iscrizioni e informazioni potete scrivere una mail a: pleiadesociale@pleiadesociale.it oppure chiamare il +39 340 5163211 (Elisabetta).

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