“Peer to peer, questa la scuola che ci piace”, con Ai.Bi. e Panthakù

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La testimonianza di Alma, studentessa della II D del plesso De Filippis (IC Calcedonia) di Salerno

Imparare a fare rete fin da piccoli. Si può grazie al laboratorio Peer to Peer che si sta portando avanti con “Panthakù. Educare dappertutto”, progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Lo racconta Alma Romano, alunna della II D del plesso De Filippis dell’IC Calcedonia di Salerno, partner di progetto. Che di iniziative come queste, racconta, ne vorrebbe molte di più. “Innanzitutto perchè sono decisamente formative e contribuiscono al nostro percorso di crescita – spiega – e poi perché aiutano noi compagni di classe a conoscerci meglio, nel profondo, e a fare squadra”.

Peer to peer AiBi Panthakù Salerno

Gli argomenti trattati sono quelli attinenti ai problemi tipici dell’adolescenza, dalla fiducia nelle proprie capacità alla costruzione dell’autostima, dalla necessità di regolare il proprio autocontrollo fino alle derive che alcuni atteggiamenti possono prendere, sfociando nel bullismo.

“Non è semplice raccontare il nostro percorso – continua Alma – Un giorno alla lavagna abbiamo scritto i nostri nomi e le attitudini per una particolare materia. Poi c’è stato chi ha confessato di non sentirsi particolarmente forte in quell’ambito. Così abbiamo iniziato a lavorare in coppia, affinché i più bravi aiutassero e diventassero formatori per quelli meno inclini e oggi siamo perfettamente in grado di collaborare tutti insieme, anche nello studio, dando una mano a chi ne ha più bisogno, perché poi in fondo nella vita funziona o meglio, dovrebbe funzionare così: chi è più veloce, o capace in qualcosa o fortunato, dovrebbe sapere che è suo dovere venire in soccorso di chi sta vivendo un momento di difficoltà”.

Peer to peer AiBi Calcedonia

Momento di difficoltà che nel gruppo si stempera, si supera e aiuta tutti a essere più consapevoli delle proprie potenzialità e di quelle che sono le proprie energie. Il lavoro di quest’anno, continua la studentessa, si è focalizzato molto su quelli che sono i problemi dei ragazzi. “Abbiamo fatto un gioco molto stimolante, scrivendo su dei bigliettini i buoni propositi del post feste natalizie – spiega entusiasta – Viceversa la nostra tutor Italia ci ha consegnato altri fogli con sopra scritte alcune domande su quelli che sono per noi i valori dell’amicizia. Abbiamo scoperto cose interessanti di noi stessi e degli altri che neppure immaginavamo. Ecco, questa è la scuola che ci piace”.

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