Gli alunni dell’IC Montalcini di Salerno a lezione di teatro con gli esperti del Piccolo Teatro del Giullare

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Panthakù fa conoscere il teatro a 14 allievi dell’IC Montalcini di Salerno, in attesa di andare in scena a gennaio.

Diceva Arthur Schopenauer che non andare a teatro è come fare toeletta senza uno specchio. E sull’idea del “teatro necessario” hanno speso fiumi di parole migliaia di intellettuali e di semplici appassionati che, grazie alla magia delle tavole di legno del palcoscenico, hanno avuto l’occasione di conoscere autori, di provare emozioni, di arricchire il proprio bagaglio culturale, di stringere nuove amicizie, di stimolare la propria curiosità e di aprire le porte al lato più creativo di se stessi.

Con questo obiettivo il 7 ottobre è partito il laboratorio teatrale del Piccolo Teatro del Giullare, partner della filiera del progetto “Panthakù. Educare dappertutto”.

Accompagnati dalle esperte Virna Prescenzo e Carla Avarista, quattordici ragazzi dell’istituto salernitano Montalcini, stanno piano piano entrando in un mondo dove le parole e il linguaggio del corpo, possono costruire una narrazione diversa da quella “usa e getta” a cui la generazione social è ormai abituata.

“I ragazzi sono attenti, curiosi e motivati – spiega Virna Prescenzo – Siamo solo agli inizi di questo percorso che ci auguriamo possa coinvolgerli e stimolarli ogni giorno di più”.

teatro con aibi e Panthakù

Come ogni settore, ha le sue regole ben precise, che potrebbero risultare ostiche per degli adolescenti. Ma è solo una questione di metodo: “Abbiamo iniziato spiegando loro dei principi base di dizione, aiutandoci con le filastrocche, in modo da rendere le lezioni sempre giocose – continua Prescenzo – E poi, stiamo lavorando sugli spazi, affinché acquisiscano una maggiore consapevolezza del proprio corpo e di quello che si può costruire con i giusti movimenti”.

Al termine di questo viaggio, i teen alunni della Montalcini terranno una lezione a porte aperte, durante la quale i compagni di istituto, i prof e le loro famiglie, potranno vederli in scena.

Ancora da stabilire la pièce che li farà sentire protagonisti: con buona probabilità si tratterà del Don Chisciotte, un testo dove poesia e sogno sono capaci di raccontare le verità più profonde dell’essere umano.

teatro Montalcini e Panthakù

“Credo che i laboratori teatrali siano di fondamentale importanza nelle scuole – spiega Virna – perché aiutano i giovani a superare timidezze e paure, li rendono più consapevoli, più maturi e questo servirà, in futuro, anche per il loro percorso scolastico”.

Come ci ricorda il maestro elementare Franco Lorenzoni, autore del libro “I bambini pensano grande” (Sellerio), “è bello far entrare in risonanza pensieri e immagini dei bambini con le parole meravigliose che ci possono donare Omero, Shakespeare o Brecht. Fosse per me renderei obbligatoria la pratica del teatro in qualsiasi scuola”.

Avvicinarsi alle emozioni, liberarsi dai pregiudizi, rompere le regole, apprezzare la semplicità, stimolare il cambiamento, imparare dagli errori, capire il valore della tenacia, sono solo alcune delle grandi conquiste che il teatro può regalare tra i banchi di scuola.

 

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