“… A tutte le mamme che hanno dubbi sul nido dico di provare e iniziare presto…”.

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Nel contesto in cui opera l’hub NEST di Napoli, il nido non è sempre visto come uno spazio educativo in cui i bambini apprendono e sono accompagnati nella crescita ma piuttosto come una necessità relativa alla conciliazione dei tempi di vita della famiglia. Questa visione si nutre anche della carenza di nidi pubblici e di criteri di accesso che danno la priorità alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Così, molti bambini restano fuori dal circuito educativo fino ai 3 anni, anche a causa dell’impossibilità di moltissime famiglie di sostenere le rette dei nidi privati. Questa condizione “strutturale” si accompagna spesso anche a timori e dubbi sulla opportunità di iscrivere un bambino molto piccolo a scuola: la paura che il bimbo si ammali più facilmente, che abbia bisogno di passare più tempo possibile con la mamma, che ci si possa perdere momenti importanti della sua crescita, contribuiscono a disincentivare la cultura del nido come luogo che mette al centro e favorisce l’educazione e lo sviluppo dei bambini, utile sin dalla primissima infanzia a prescindere dalle necessità e dai tempi dei genitori.

All’Hub NEST, però, stiamo assistendo a una piccola rivoluzione: sempre più mamme si rivolgono a noi perché convinte della necessità dei bambini di frequentare uno spazio a loro misura, dove giocare, divertirsi e imparare assieme a propri coetanei.

E’ questo il caso di T., mamma di A. che è arrivato a NEST a settembre quando aveva 16 mesi. T. aveva già sperimentato il nido con prima figlia, S., che oggi ha 6 anni e che era stata inserita a scuola già a 10 mesi per permettere alla mamma di tornare a lavoro. Con la nascita di A. le cose sono cambiate: con due bambini piccoli T. , d’accordo col marito, ha deciso di lasciare il lavoro per poter seguire i due bambini. Consapevole dei benefici dell’educazione precoce, T. presto ha deciso di dare anche ad A. l’opportunità di fare delle esperienze e apprendere e sperimentare in compagnia di altri bambini. Per questo ha fatto richiesta ai nidi del territorio ma non è riuscita ad accedere alla graduatoria poiché in famiglia lavora solo il marito ed ha quindi deciso di rivolgersi all’hub NEST gestito da Pianoterra Onlus.
L’inserimento di A. è stato lungo e impegnativo ma T. si è completamente affidata allo staff di Pianoterra, ed insieme si è alla fine riusciti a far trovare ad A. equilibrio e serenità così che oggi il più piccolo degli iscritti a NEST è anche uno dei più assidui ed entusiasti.

Per questo, abbiamo chiesto a T. di raccontare la sua esperienza sull’importanza e il valore dell’educazione nella primissima infanzia.

Queste le sue parole:
“Ho fatto per la prima volta esperienza del nido con la mia prima figlia, S. , che oggi ha 6 anni. L’ho iscritta al nido a 10 mesi perché avevo bisogno di riprendere a lavorare. All’inizio avevo paura perché la bimba era piccola, era la prima figlia, non camminava, gattonava, ma io avevo bisogno di tornare a lavoro. Col tempo però, sono stata felice della scelta: l’ho vista fare i primi passi, dire le prime parole e sento di non aver perso niente della sua crescita, anzi, credo di averle dato una possibilità. Consiglierei a tutti di fare questa esperienza.
Quando è nato A. ho smesso di lavorare perché avevo bisogno di occuparmi di due bambini. Una volta diventato più grande però, essendomi trovata molto bene con l’esperienza di S., ho deciso di iscrivere anche lui al nido e magari, col tempo, pensare di riprendere il lavoro. Quando ho saputo di non aver superato la selezione al nido pubblico, ho cercato una diversa soluzione e mi è stato consigliato di rivolgermi al progetto NEST. All’inizio ho trovato un po’ di difficoltà perché A. era abituato a stare solo con me e chiedeva solo di me. Ha pianto per tanti giorni, quasi un mese, ma devo ringraziare lo staff di NEST che mi ha rassicurato passo dopo passo e mi ha supportato e spinto a non perdere la speranza. Hanno capito bene cosa serviva a mio figlio e così io non ho avuto dubbi e ho insistito. Adesso A. sta un amore, quando vede Giuliana e Pietro dice ” Mamma ciao ciao “ e va a giocare con gli altri. Prima A. stava solo con me, non sapeva che fare con gli altri bambini, aveva paura di loro perché non sapeva cosa aspettarsi. Adesso, quando vede un bimbo, gli dà abbracci e baci, è più aperto e più positivo.
Sono stata molto fortunata perché ho trovato un posto dove ci sono persone molto brave. Ho i brividi a parlarne perché anche se all’inizio ho avuto delle difficoltà ho trovato persone fantastiche che mi hanno ascoltata e supportata in tante cose. A volte le mamme hanno bisogno di questo. Le ragazze mi aiutano tanto, soprattutto per me che sono una donna di origine straniera c’era tanto da fare e non sapevo da dove iniziare, a chi rivolgermi e loro mi hanno sostenuto in tantissime cose: mi hanno aiutato anche con problemi familiari e burocratici, come la richiesta dell’ISEE e altri documenti. Non sono solo maestre, sono lì per noi mamme, le vedo sempre parlare con tutte, dare consigli sui documenti, sui servizi e su tutto quello di cui le mamme hanno bisogno. Per me sono davvero angeli. Io consiglio a tutti NEST, dico che li si possono trovare persone disposte ad aiutare e prendersi cura dei nostri bambini. A tutte le mamme che hanno dubbi sul nido dico di provare e iniziare presto, non aspettare i tre anni perché nella mia esperienza il nido è una cosa positiva per i nostri bambini e per noi genitori.”

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