L’Hub “Folk’n funk” MOVING SIGNS al tempo del Covid-19

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Di certo quest’anno verrà ricordato e studiato nei libri di scuola, per la sua particolarità, ma chissà se ci saranno ancora i libri cartacei o, se in futuro, verranno sostituiti dai libri digitali.

Chissà come verrà definito questo periodo: il periodo di cambiamento? Di innovazione? Di rivoluzione? Vero è che tutti questi mesi hanno segnato una svolta, un nuovo adattamento nel concepire la vita e i fatti quotidiani.

La scuola, forse, la più toccata da questo cambiamento, la grande incognita ma anche la grande scommessa. Perché se noi adulti abbiamo avuto la capacità, chi più chi meno, di raccontarci questo momento e ricostruirlo in base alle esperienze pregresse, per i ragazzi delle scuole è stato tutto essenzialmente straniante. Come raccontarsi e spiegarsi un’ esperienza così forte, se non si ha alle spalle una conoscenza tale in grado di rielaborare tutto nella maniera più consona.

Ecco perché sono settimane in cui di parla dei bambini e in particolar modo degli adolescenti come quelli maggiormente segnati da quest’ esperienza, il progetto “L’Atelier Koinè” ha continuato a dare risposte, in un momento così delicato, attraverso i suoi laboratori che si sono trasformati e flessi intorno ai ragazzi, cercando sostanzialmente di dare continuità al lavoro pregresso ma anche di dare ascolto alle voci dei ragazzi.

IL LABORATORIO AI TEMPI DEL COVID-19 – Questo il racconto di come si stanno svolgendo i laboratori dell’Hub “Folk’n funk – Moving signs”, esperienza che verte sull’apprendimento creativo della lingua dei segni. Le esperte Silvia Gatti e Ilaria Calcina  hanno  iniziato le videolezioni attraverso la piattaforma Zoom ad aprile, unendo i gruppi dell’Istituto Comprensivo “L. Campanari” di Monterotondo e dell’ Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Fonte Nuova.

I ragazzi sono stati molto contenti di questa fusione perché hanno potuto conoscere nuovi amici che stavano percorrendo lo stesso percorso laboratoriale. I giovani sono apparsi entusiasti di continuare la strada intrapresa prima della chiusura causa Coronavirus, anche se confinati a spazi e modalità differenti. Le esperte di laboratorio hanno iniziato a girare un video ad inizio chiusura scuole in cui ognuno dei ragazzi ha avuto modo di esprimere le proprie sensazioni ed  emozioni di fronte al difficile momento di isolamento che  stiamo vivendo.

Durante gli incontri a distanza i ragazzi, dopo averlo elaborato,  stanno ripassando la lingua LIS con il testo scritto da loro  e stanno producendo delle piccole clip che spiegano ciò che più li ha appassionati di questo laboratorio, se hanno avuto modo di esprimersi con creatività, e cosa porteranno sempre con loro dopo questa esperienza.

Ovviamente il percorso è stato rimodulato in base alle esigenze specifiche – seppur stava dirigendosi alla sua conclusione – e si è dovuta sacrificare la parte coreografica e musicale e si è preferito dare  ascolto alle esigenze dei ragazzi e alle impellenze che subentravano in questo momento così delicato.

“Non è stato facile all’inizio pensare di dover trovare un modo nuovo per comunicare con i ragazzi, poiché il  nostro lavoro è basato sulla relazione e sul movimento, dimensioni difficili da replicare in modalità telematica – spiegano le esperte del laboratorio Silvia Gatti e Ilaria Calcina – Ma l’entusiasmo dei ragazzi, anche solo per la possibilità di rivederci tutti, è stato tale da spingerci a pensare insieme ad un nuovo percorso, utilizzando parte del lavoro già creato insieme. Siamo state davvero felici di vedere la partecipazione di tutti i  ragazzi delle due scuole alle zoom e alle loro risposte immediate e creative alle nostre proposte.Un seme è stato piantato e sta crescendo bene. Evviva!”

IL VIDEO DEL LABORATORIO NELL A VERSIONE “A DISTANZA”

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