Unodinoi | È come noi li guardiamo

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Siamo tornati a intervistare i nostri educatori per raccogliere impressioni e riflessioni sui ragazzi e le ragazze coinvolti nelle nostre attività di ItaliaEducante.

Come vedi i nostri piccoli grandi eroi?
È interessante vedere il cambiamento che è successo tra il periodo immediatamente posto lockdown ed ora, dopo qualche mese di ritrovata vicinanza. Nei primi tempi dopo il confinamento erano davvero molto provati: fatica a relazionarsi, a stare insieme erano davvero comportamenti molto diffusi e trasversali a maschi e femmine. Quando abbiamo ripreso, abbiamo puntato molto sul teatro e questo ha aiutato parecchio a recuperare sul versante delle relazioni e del (ri)mettersi in gioco. È come li guardiamo noi che fa la differenza… Se li guardiamo nella loro complessità, che è ricchezza e fragilità al contempo, cambia tutto. Abbiamo ragazzi con tanti punti di forza e, se creiamo un contesto buono, li tirano fuori tutti.
Certo, la scuola dovrebbe essere il primo posto in cui poter trovare questo contesto e, invece, non l’abbiamo trovato… La scuola fa grande fatica ad ascoltarli, i ragazzi…

Il teatro? Dicci di più…
Quest’estate abbiamo lavorato sui vizi capitali perché la cosa si prestava particolarmente bene su due fronti: quello creativo e quello riflessivo. È stato particolarmente interessante come tema anche perché è servito per scoprire aspetti del sé che i ragazzi e le ragazze fanno fatica, diversamente, a scorgere. Mettere in ordine il racconto di sé è importante e fondamentale alla loro età. Ad esempio, è stato molto bello lavorare sul vizio della gola perché si è andato oltre l’aspetto scontato. Ne è venuta fuori una considerazione molto “leggera”, più appartenente alla sfera del gusto che della gola come vizio. Gusto del cibo che migliora col gusto della presenza degli altri. A conferma dell’importanza di quanto sia centrale per i nostri ragazzi stare insieme, vivere insieme, fare esperienza di comunità.

<<Gusto del cibo  che migliora col gusto della presenza degli altri>>: credo che sia una delle più belle testimonianze che abbiamo raccolto in questi quattro anni di attività.

A cura di Mariachiara Martina, Reponsabile Comunicazione ItaliaEducante, con il contributo di Maria Silvia Tigani, psicologa e educatrice ItaliaEducante Calabria

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