Definiamo percorsi di ripartenza per le politiche sociali ed educative all’Elba, costruiamo insieme una Agenda dei Cambiamenti

di

la nostra ricerca sociale sui servizi socio educativi all'Elba

Riflessioni, idee, progetti per potenziare i servizi socio educativi all’Elba. E’ questo il tema su cui stiamo lavorando da tempo, per coinvolgere l’opinione pubblica elbana. Stiamo preparando una serie di eventi pubblici sulla politica per il potenziamento dell’educazione all’isola d’Elba. Si tratta di incontri con decisori pubblici, addetti ai lavori, esperti e cittadinanza per fare il punto sulle politiche educative locali e definire percorsi di ripartenza in tema educativo e di socialità. Al dibattito sono invitati i rappresentanti degli enti pubblici, il partenariato dell’Isola che C’è, altre realtà locali che si occupano di educazione e le famiglie. Sarà invitata anche la stampa locale.

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I nostri obiettivi:

  • Fare il punto sulla situazione delle opportunità educative attualmente presenti sul territorio, individuando criticità e opportunità.
  • Delineare congiuntamente possibili scenari futuri in tema educativo e di socialità, anche in ottica di ripartenza dopo la crisi del Covid-19. 
  • Far conoscere nuovi strumenti e prospettive in campo educativo e di inclusione sociale attivi e funzionali in altre realtà territoriali, anche allo scopo di individuare una linea di sviluppo adatta al contesto locale. 
  • Far conoscere meglio il ruolo e l’agire del progetto l’Isola che C’è.

La finalità sarebbe quella di stilare una “Agenda dei Cambiamenti” o un “Libro Bianco” con desiderata futuri e proposte di azione concrete di livello comunale ed elbano e fare in modo che le varie realtà presenti e attive su un determinato territorio, inclusi gli amministratori pubblici, si sentano profondamente coinvolti in un progetto collettivo, di cui possano contribuire a definire le componenti essenziali e gli approcci, al fine poi di divenire soggetti attivi per la sua realizzazione concreta.

Modalità di intervento

Ciascun evento sarà scomposto in 3-4 sezioni, introdotte da uno stimolo consistente in una raccolta di video-interviste o una testimonianza di un esperto/testimone privilegiato o un lavoro svolto. 

In ogni singola sezione, ad alcuni referenti principali si chiederà di intervenire nel merito facendo un’analisi della situazione presente, individuando di quali potrebbero essere le migliori prospettive future per il contesto territoriale rispetto al tema posto e quale potrebbe essere il contributo specifico dell’ente rappresentato (o il contributo individuale) nel breve e nel lungo periodo. Concluso il giro dei referenti principali si passa la parola ad altri interlocutori e al dibattito vero e proprio.

Un moderatore gestisce gli interventi e sottolinea i punti salienti emersi, anche con lo scopo di aiutare la compilazione di un report finale (o eventualmente dei documenti conclusivi dell’Agenda dei cambiamenti o Libro Bianco).

Contestualmente si raccolgono idee e impressioni da parte del pubblico, predisponendo, se l’evento è in presenza, una scatola dove ciascuno può inserire un bigliettino con un proprio commento/proposta oppure preparando un cartellone dove attaccare dei post-it. Un’altra opportunità, sia con un evento online che in presenza, è lanciare una domanda-stimolo su Padlet. Questo materiale aggiuntivo può essere elaborato in un secondo momento ad arricchimento del report finale. 

Il lancio della domanda-stimolo su Padlet si può fare anche all’inizio del giro di interventi degli ospiti, in modo che le persone durante la tavola rotonda abbiano modo di rispondere. Dopo un po’ si potrebbero esporre pubblicamente i risultati provando a sistemare insieme ai referenti principali la mappa concettuale e chiedendo loro di fare commenti in merito, arricchendo così la discussione.

Partecipanti

  • Sindaco del comune coinvolto
  • Amministratori pubblici con deleghe a: istruzione e scuola, politiche giovanili, politiche per la famiglia, sport, mobilità, lavori pubblici
  • Staff progetto ICC (soprattutto per ciò che riguarda l’esposizione di esperienze dirette quotidiane negli spazi di comunità attivati)
  • Referenti del partenariato ICC
  • Referenti scuole (pubbliche e private)
  • Rappresentanti di associazioni ed enti no-profit presenti sul territorio
  • Giornalisti
  • Esperti e addetti ai lavori

Tematiche

Possiamo individuare delle aree tematiche generali cioè degli argomenti capaci di stimolare il dibattito e che siano utili per individuare le problematiche e le opportunità attuali e per delineare scenari futuri. 

Alcuni esempi di tematiche che potremmo proporre:

  • Digitalizzazione dell’apprendimento/didattica e nuove tecnologie:

La pandemia ha mostrato l’esistenza di un forte digital divide all’Isola d’Elba: non tutti hanno dimostrato di possedere strumenti o competenze per l’utilizzo di hardware e software. Esiste anche un problema di connessione internet. Si potrebbe fare il punto su questo aspetto ricordando le soluzioni che sono state individuate durante il periodo di isolamento, le maggiori carenze che sono state riscontrate, le difficoltà delle famiglie, la rete di solidarietà e come si può intervenire in futuro per risolvere questo problema, anche a prescindere dalla pandemia e da misure nazionali o locali di contenimento del contagio (per esempio prevedere luoghi di studio pubblici dotati di connessione internet gratuita). Si può fare riferimento alle Linee Guida per il Recovery Fund e in particolare al Cluster 4 “Istruzione, Formazione, Ricerca e Cultura”, che auspica la digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento (potenziamento delle infrastrutture di e-learning) e in generale il contrasto del fenomeno dell’abbandono scolastico. Rispetto al concetto più generale di nuove tecnologie si può sottolineare anche il tema delle discipline STEM (anche queste citate nelle Linee Guida del Recovery Fund, anche se riferite esplicitamente ai laureati) e il contributo del progetto L’Isola che C’è in questa direzione. 

  • Partecipazione e cittadinanza attiva

Fra i compiti specifici di un educatore c’è quello di fornire ai bambini e alle bambine gli strumenti per divenire dei cittadini consapevoli e attivi, capaci di intervenire in modo appropriato nella vita comunitaria. Il partenariato dell’Isola che C’è è in grado di offrire un forte contributo in quest’ambito. In particolare il Circolo Sandro Pertini si occupa di organizzare e gestire, per i ragazzi ma anche per gli adulti, momenti formativi imperniati sul concetto di partecipazione e cittadinanza attiva; anche Legambiente Arcipelago Toscano è attiva in questo senso, proponendo ai destinatari pratiche di adozione di luoghi e beni comuni attraverso i cosiddetti “Laboratori di Partecipazione”. 

La formazione e la sperimentazione di piccole azioni quotidiane in cui ci si interviene in prima persona nel proprio contesto di vita sono elementi fondamentali nel percorso di crescita di bambini e ragazzi; molte sono le attività che possono ancora essere offerte loro, per affinare le loro capacità e competenze in tal senso, fra cui, a titolo esemplificativo, si possono citare le passeggiate collettive con finalità di progettazione territoriale, gli incontri periodici con gli amministratori pubblici, i Consigli dei Bambini e delle Bambine, le opere di abbellimento e manutenzione dei luoghi e dei beni comuni, la gestione di attività e spazi, l’adozione di regolamenti per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, eccetera.

  • Orientamento e occupazione giovanile

Quali sono gli strumenti a disposizione dei giovani per affinare le loro capacità e competenze, sperimentare in modo protetto nuove attività, individuare la propria vocazione e le proprie aspirazioni? In quale misura il contesto locale elbano offre ai ragazzi la possibilità di decidere il proprio futuro e di favorire l’imprenditoria giovanile, quanto invece presenta loro dei tracciati obbligati di studio e di lavoro? Insieme ai giovani che frequentano gli spazi ICC, ad interviste e alle testimonianze di associazioni giovanili possiamo individuare le esigenze dei ragazzi in questo campo e provare a individuare delle strategie per far sì che il contesto territoriale possa diventare più accogliente e idoneo a tale scopo. Il progetto ICC può portare in particolare l’esempio della ciclofficina, analizzando le risposte che lo spazio di comunità dell’Oratorio di Rio Marina ha saputo offrire e le esigenze ancora non soddisfatte, quale riferimento anche per altri comuni.

  • Una città a misura di bambino/Educazione diffusa

In che misura i bambini oggi riescono a vivere gli ambienti scolastici, urbani e in generale gli spazi comuni in modo libero, cogliendo pienamente le opportunità educative e di apprendimento che tali ambienti possono offrire? Le nostre città sono adeguate alla libera circolazione di bambini e ragazzi, sono “alla loro misura” e riescono a garantire livelli sufficienti di sicurezza? I piccoli centri dell’Isola d’Elba spesso dimostrano di vincere questa sfida di più che le grandi città: non è raro, infatti, vedere all’Elba bambini anche molto piccoli circolare autonomamente nei contesti urbani, occupare giardini, strade e piazze. Interessante sarebbe già fare una panoramica dei positivi effetti psicologici e sociali che tale condizione offre, sia sui bambini/ragazzi che sulle città stesse. Si può tuttavia provare a porsi collettivamente degli obiettivi più elevati, offrendo il punto di vista e l’esperienza del progetto L’Isola che C’è. Alcuni stimoli potrebbero essere i seguenti: 1) migliorare ancora di più i livelli di sicurezza delle strade, individuando punti critici (attraversamenti pedonali, marciapiedi stretti, strade scarsamente illuminate, ecc.), percorsi privilegiati e strade da pedonalizzare, in collaborazione con gli uffici tecnici comunali. 2) predisporre a scuola e in città degli spazi di libera fruizione e consentire l’accesso libero e gratuito ad aree come musei, parchi e centri sportivi, eccetera. 3) organizzare periodicamente delle giornate pubbliche di giochi in città come pratica abituale di incontro intergenerazionale nel comune spazio di vita.

  • Inclusione sociale e tema della disabilità

In conformità con il cluster 5 “Equità sociale, di genere e territoriale” delle Linee Guida del Recovery Fund, è importante che sia attuato “un nuovo piano sociale nazionale per le fasce vulnerabili, child guarantee e vita indipendente delle persone con disabilità”. Il progetto ICC sperimenta quotidianamente pratiche virtuose di inclusione e integrazione sociale nei propri spazi di comunità. All’interno del partenariato, inoltre, l’ASD Diversamente Marinai, ribaltando totalmente la logica assistenzialista, promuove la concezione del disabile non solo come fruitore di un servizio ma come colui che offre il servizio stesso, nella fattispecie esperienze in barca a vela d’altura, sotto la guida di un equipaggio misto composto da disabili e non disabili. Tuttavia ancora molta strada è necessario percorrere per fornire una migliore assistenza alle famiglie e occasioni più concrete di partecipazione attiva e piena alla vita collettiva dei ragazzi con disabilità.

  • Equità sociale, di genere e territoriale

Come emerge dalle stesse Linee Guida del Recovery Fund, è importante che le materie STEM e finanziarie siano promosse fra bambine e ragazze, al fine di abbattere alcuni stereotipi di genere. L’equità sociale e la parità di genere è anche uno degli obiettivi dell’Agenda 2030, che rimane una sfida ancora aperta per i paesi di tutto il mondo e che si può risolvere anche a partire da piccole azioni locali.

Federica Andreucci

Staff Isola che c’é

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