Questi bambini e questi ragazzi hanno bisogno di noi!

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“Caro diario” e “Bullo web, dinamiche di gruppo” sono due azioni che la cooperativa sociale Argonauti di Palermo,  sta portando avanti all’interno del progetto “InterAction”. Le azioni che si svolgono in classe, coinvolgono alcuni Istituti Comprensivi del territorio palermitano, partner del progetto.

I due laboratori sono stati rimodulati a seguito della pandemia Covid. Il loro obiettivo è di supportare i docenti, attraverso gli strumenti di educazione non formale: la metodologia dell’ascolto attivo, della partecipazione, del gioco, della maieutica.

Purtroppo, la didattica a distanza non funziona per tutti. Bisogna essere centrati, affrontare una sfida enorme, imparare ad usare i vari siti e App in tempo record. Ma i più fragili, i più piccoli, che sono da soli o non hanno i mezzi, non ce la fanno.

I laboratori stanno ottenendo grandi risultati. Sia i ragazzi che i docenti, specialmente in questi contesti ed in questo momento storico, hanno bisogno di supporto, ma soprattutto di ascolto.

Nell’attuale situazione, ci sono i docenti, che in questo anno si sono sobbarcati un carico di lavoro immane. Hanno dovuto imparare a “fare i conti” con strumenti digitali a volte e per molti sconosciuti. Devono tenere lezioni a distanza, o con un gruppo in presenza ed un altro a distanza, con il gravoso compito di dovere portare a termine il programma ministeriale. Ma ci sono anche gli studenti, soprattutto gli adolescenti. Loro aggiungono alle ansie, timori, dubbi, legati alla loro età, anche la mancanza di prospettive e l’impossibilità di immaginare un futuro a breve scadenza.

I laboratori di Argonauti stanno tirando fuori il desiderio da parte di tutti di stare bene e stare bene in classe; di potere ritrovare dei momenti di benessere in presenza, pur non potendosi toccare e pur non potendo scambiare oggetti e materiali. Comunque, lo stare in classe dà la possibilità di interagire, di parlare e di confrontarsi; cosa impossibile da fare a distanza con gli studenti che hanno delle difficoltà, che hanno dei bisogni educativi speciali (anche non certificati) che non hanno competenze per utilizzare i media.

Fermo restando l’importanza dell’utilizzo dei media e di formare i ragazzi e anche gli adulti ad utilizzarli in maniera efficace ed efficiente, in questo momento c’è bisogno di dare supporto e aiuto a quei ragazzi che sono più deboli. Questi ultimi hanno bisogno di persone fisiche da guardare negli occhi, con cui confrontarsi e con cui sciogliere dei nodi importanti legati all’incomprensione di questo momento storico.

“In questo anno ho lavorato sia a distanza che in presenza, ho cercato di fare del mio meglio per coinvolgere, appassionare, stimolare i ragazzi, che, dal canto loro, meriterebbero ognuno una medaglia al valore. Hanno creduto nelle nostre parole e si sono affidati totalmente alle nostre certezze prive però di fondamenta”. Queste le parole di Romina Vivona, educatrice della cooperativa sociale Argonauti. “Tanti ragazzi e tante ragazze hanno mollato, non ne capiscono più il senso, non hanno la forza per reggere ancora questo peso. Ho paura, sono adolescenti e non hanno più desideri, voglie, interessi. Aspettano che passi questo momento ed intanto vengono assorbiti dal pc, dai tablet, dalla routine…

Hanno bisogno di noi, questi bambini e questi ragazzi, hanno bisogno di noi!”

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