POVERTA’ EDUCATIVA E COMUNITA’ EDUCANTE

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Il 15 marzo 2019 presso l’Università Popolare Leonardo da Vinci, People Help the People ha coordinato il secondo incontro formativo sulla Consulta Educativa Intergenerazionale di Comunità, rivolto ai referenti di ciascun partner del progetto “InterAction. Aumentare le competenze per combattere la dispersione scolastica”, in cui è stato scelto come focus il Rapporto BES (Benessere equo e sostenibile) dell’ISTAT, per divulgare nel territorio quali indicatori vengono presi in considerazione per misurare il livello di benessere della popolazione con metriche non solo economiche.

In merito al nostro progetto, è stata presa in considerazione la dimensione ISTRUZIONE E FORMAZIONE, misurata attraverso 11 indicatori, che sono concepiti per valutare la qualità e l’accesso all’educazione lungo le varie fasi della vita. Si va dalla partecipazione dei bambini alla scuola dell’infanzia, alle competenze acquisite dagli studenti; dall’abbandono scolastico alla presenza di giovani che non studiano e non lavorano (NEET). Vengono poi monitorate nel tempo alcune dimensioni più generali, come la percentuale di laureati o quella di persone con almeno un diploma. Se da una parte si assiste ad un miglioramento dell’indicatore relativo all’Uscita precoce da istruzione e formazione, di contro è in peggioramento la partecipazione culturale della popolazione, così come la presenza di giovani NEET.

Questi pochi dati, nella loro sintesi, sono preziosi per capire alcune tendenze del nostro sistema educativo. Anche quando ci sono dei segnali di miglioramento, rimane una distanza con la media europea che sembra essere molto difficile da appianare. Negli indicatori dove il gap si riduce, questa riduzione appare molto lenta.

L’altra tendenza significativa è la consolidata distanza tra le realtà geografiche del paese. Restano indietro, prevedibilmente, le grandi regioni del mezzogiorno. E il dato interessante è che i miglioramenti più consistenti si registrano soprattutto nel centro-nord.

Cresce comunque la povertà tra i minori. Nel corso dell’ultimo decennio, a causa della crisi economica, le condizioni materiali di una parte importante della popolazione sono peggiorate. Nel 2005 si trovava in povertà assoluta il 3,3% dei residenti in Italia. Dodici anni più tardi, nel 2017, questa quota è più che raddoppiata, e ha raggiunto l’8,4%.

Sono considerate in povertà assoluta le famiglie e le persone che non possono permettersi le spese minime per condurre una vita accettabile.

Una tendenza che purtroppo non ha risparmiato bambini e adolescenti. Anzi, l’incidenza della povertà assoluta è più alta proprio tra i minori di 18 anni, il 12%! La parte più giovane della popolazione residente in Italia è anche quella più vulnerabile.

Proteggere i minori dalla povertà è sia una questione di principio, sia anche una strategia di sviluppo vincente.

Attraverso tecniche di facilitazione e lavori di gruppo, con i partecipanti all’incontro, è stata cercata una definizione condivisa di COMUNITA’ EDUCANTE, provando ad identificare i principali OSTACOLI o criticità che spesso non consentono una piena realizzazione e valorizzazione della Comunità Educante e le possibili SOLUZIONI per poter attivare e valorizzare la Comunità educante.

La discussione finale ha portato a condividere la progettazione di una iniziativa di coinvolgimento della COMUNITA’ EDUCANTE, chiedendo ad un rappresentante delle scuole e ad un rappresentante delle organizzazioni del Terzo Settore, di diventare co-facilitatori del prossimo incontro.

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