Futuro Prossimo: i docenti? Alleati principali nel contrasto alla dispersione scolastica

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I docenti hanno un ruolo fondamentale nel contrasto alla dispersione scolastica: sono coloro che più di ogni altra figura educativa possono intercettare alcuni segnali di disinteresse nei confronti della scuola, di malessere da parte degli studenti, di fatica nel raggiungere risultati positivi nell’apprendimento.

Proprio per questo all’interno del Progetto Futuro Prossimo si è scelto di dedicare un percorso di 8 ore in ogni scuola coinvolta a Venezia Marghera, a Napoli Chiaiano e a Sassari. L’obiettivo è sostenere i docenti attraverso un percorso che, a partire dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, permetta loro di riscoprire alcune modalità nella relazione con gli studenti, nella sperimentazione di pratiche didattiche innovative, nel coinvolgimento della comunità educante.

Le esperienze dei docenti sono molto diverse tra loro e già il fatto di potersi confrontare con vissuti e pratiche sperimentate da altri colleghi facilita la disponibilità a mettersi in gioco. Sia nella relazione tra pari sia nella relazione con gli studenti e i genitori una delle parole ricorrenti è la fiducia.

Lavoriamo proprio in questo senso per rinnovare la fiducia tra i diversi attori in gioco e per stimolare un confronto aperto e rigenerante. Innanzitutto affrontando il tema delle emozioni. Sappiamo infatti, quanto ciascuno di noi sia corpo, mente e cuore e questi tre elementi influenzano il nostro stare bene come docenti, come studenti come genitori anche nello spazio scolastico.

Quanto avvenuto a Marghera sabato 18 maggio va in questa direzione: provare a stimolare il corpo docente sul tema dell’autobiografia e delle emozioni. L’incontro “Narrazioni ed emozioni: invito all’approfondimento tematico” è stato l’occasione per rileggere la propria esperienza di studente e di vita attraverso la scrittura autobiografica come strumento di auto-conoscenza e consapevolezza. Si è inoltre lavorato per acquisire pratiche per la gestione delle emozioni nel gruppo classe, nell’ampia cornice della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia.

Due sono stati i laboratori tematici proposti: uno dedicato all’art.12 (principio di partecipazione) e all’autobiografia nello specifico, l’altro maggiormente incentrato sulla cura emotiva e relazionale degli studenti per cercare di favorire una piena realizzazione dell’articolo 29 (diritto ad una educazione che sviluppi la piena personalità) a partire da una rivisitazione di Daniel Pennac “I nostri studenti non vengono mai da soli a scuola. In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde, indifferenze… guardateli, ecco che arrivano, il corpo in divenire e la famiglia nello zaino. La lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla”.

L’idea è che l’intervento educativo possa “sbucciare” almeno un po’ queste “cipolle” che sono gli alunni, anche solo momentaneamente o di qualche strato, magari rimanendo poi toccati dall’esperienza autentica di incontro con l’altro.

Nel laboratorio si sono alternati momenti di gioco, lavoro e confronto sul tema delle dinamiche di classe, delle relazioni che si sviluppano al suo interno, delle emozioni che possono scaturirvi, sperimentando alcune attività che possono diventare spunto per il lavoro di relazione, conoscenza ed espressione per e con i ragazzi, esercitando il diritto all’educazione che sviluppi pienamente la personalità e il rispetto reciproco.

Queste le parole di una docente: “L’esperienza è stata molto interessante, formativa e mi ha dato nuova linfa vitale, ne avevo bisogno le mie batterie erano alquanto scariche, effettivamente l’aspetto emotivo è molto importante nella relazione che un docente ha con una classe”.

Speriamo che questa esperienza possa essere il primo seme di nuovi germogli che sostengano e incoraggino il futuro dei tanti ragazzi e ragazze che abitano le nostre scuole.

Post a cura di Camilla Bianchi e Julia di Campo di Save the Children

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