Segni d’infanzia Associazione scende in campo in piena emergenza Covid-19 per bambini e famiglie con #COLORAVIRUS – disegni, storie e stimoli al tempo del #iorestoacasa

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Il mese di marzo, che porta solitamente la primavera, è arrivato inaspettatamente con

un’emergenza legata al Covid-19, di portata mondiale che ha stravolto la quotidianità di tutti.

L’influenza con la corona – come è stato ribattezzato il virus da un’educatrice che ha provato a

spiegarlo ai suoi bambini con una fiaba – ha fatto chiudere scuole, teatri e tutti i luoghi di

aggregazione, ha trasformato le città in luoghi desolati e silenziosi. Dal momento in cui è

partita questa emergenza però il bisogno di continuare a restare in contatto, di continuare ad

alimentare la voglia di imparare e scoprire, ha fatto nascere innumerevoli iniziative sul

web nel tentativo di non fermare la cultura.

A Mantova l’associazione Segni d’infanzia – che da più di quattordici anni si occupa di

promuovere e realizzare la partecipazione alla cultura, in particolar modo in riferimento al

giovane pubblico (bambini e ragazzi) e alle fasce più fragili, creando sinergie con il mondo

della scuola e quello delle famiglie, attraverso attività che utilizzano il potere di

coinvolgimento del teatro e i linguaggi artistici per favorire l’integrazione, offrire stimoli e

strumenti utili per crescere e innescare processi positivi di cambiamento nella società

contemporanea – impegnata dal 2018 nel progetto E se diventi farfalla, selezionato

dall’impresa sociale Con i Bambini, ha inventato un’iniziativa per mantenere viva la relazione

con famiglie e bambini anche in questo delicato momento.

Dal 16 marzo infatti sta andando on line #COLORAVIRUS – disegni, storie e stimoli al

tempo del #iorestoacasa: clip video dai contenuti sempre diversi fatti di storie, immagini,

spunti tratti da libri, dall’arte, da spettacoli teatrali o da ciò che sta accadendo nel mondo. Tra

gli ospiti delle puntate anche personaggi del panorama teatrale nazionale e

internazionale, dal cantastorie italo francese Luigi Rignanese a Fabrizio Montecchi,

direttore della compagnia piacentina Teatro Gioco Vita, che ha dato dei consigli su come

trasformare la propria casa in un teatrino d’ombre, fino a Dario Moretti, artista, autore

teatrale e scenografo che ha disegnato facce da virus da scaricare e colorare.

#COLORAVIRUS è uno spazio dove trovare spunti e stimoli in grado di aprire possibilità

di gioco, ricerca e confronto da condividere genitori e figli. Richiesta e necessaria questa

compresenza che risponde a un concetto importante che l’associazione ci tiene a veicolare

sempre: non lasciare mai i bambini soli davanti gli schermi.

Come stanno facendo in molti anche “Segni d’infanzia” però si sta interrogando su come

conciliare un supporto di questo tipo che arriva dal web e che presuppone strumenti digitali

con l’utenza delle fasce sociali più deboli che potrebbero esserne sprovviste. Si sta lavorando

per cercare e usare modalità di raggiungimento efficaci con l’aiuto anche delle scuole e degli

insegnanti.

È necessario porre l’attenzione fin da subito sulla condizione a cui sono sottoposti, ad esempio,

quei bambini che già prima dello scoppio dell’epidemia vivevano in condizioni di grave povertà

sociale ed educativa così come bisognerà prepararsi a far fronte alle conseguenze che produrrà

questa emergenza. «Si prospettano scenari sociali, economici e di pensiero complessi –

condividono i membri dello staff di “Segni d’infanzia” – Quello che è chiaro è che sarà

necessario un ripensamento dei modelli in cui la cultura avrà un ruolo fondamentale

soprattutto in relazione agli impatti della situazione sulle nuove generazioni. Più che in passato

la cultura dovrà diventare lo spazio della rielaborazione, dovrà prendersi cura delle

emozioni di ragazzi e ragazze, bambini e bambine. In questo contesto sarà ancora più

necessario usare il potere del teatro di armonizzare ragione e sentimento attraverso la

poesia, consegnando alle nuove generazioni la capacità di immaginare nuovi scenari, nutrendo

in maniera consapevole l’inevitabile fame di relazione e il bisogno di comunità che sarà il

portato di mesi di reclusione. Bisognerà elaborare una proposta culturale immaginando

nuove formule di fruizione, implementare l’accessibilità della proposta, contribuire a

gestire il trauma post emergenza selezionando contenuti adeguati per avviare un

processo di rielaborazione collettiva del trauma».

Nella fase di ricostruzione sicuramente sarà importante lo scambio di sguardi e il confronto con

la rete di partner del progetto E se diventi farfalla, che unisce sud e nord del paese, per

immaginare insieme nuove azioni e continuare a contrastare le povertà educative attraverso i

linguaggi delle arti.

Intanto Segni d’infanzia dà appuntamento sui social dell’associazione (pagina facebook,

instagram e twitter), sul canale di youtube e sul sito segnidinfanzia.org, ogni lunedì,

mercoledì e venerdì con il #COLORAVIRUS.

 

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