Famiglie Resilienti grazie alle attività di sostegno alla genitorialità di DOORS

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In questi mesi Human Foundation, partner e ente valutatore di progetto DOORS, ha svolto attività di monitoraggio in itinere delle nostre azioni in campo educativo al fine di valutarne l’impatto sociale e la ricaduta sui tre principali target di riferimento – minori, genitori e Comunità Educante.
Sebbene i risultati siano parziali e le azioni siano state bruscamente trasformate e ridimensionate a causa dell’emergenza sanitaria in corso, pensiamo sia importante diffondere i risultati molto positivi del focus group condotto da Giuliana Parente e Alessio Vittori con i genitori che hanno, gentilmente e volontariamente, raccontato la loro esperienza nell’ambito di DOORS. Le loro testimonianze ribadiscono con forza l’importanza di educare alla cura delle relazioni e dell’affettività, in questo momento storico più che mai.

 

“Non ci vediamo tutti i giorni, ma appena una persona ha un problema e scrive ha un supporto pazzesco”

“Sto facendo questo percorso genitoriale. Un’esperienza bellissima!”

La genitorialità non è un concetto univoco e non si riferisce esaustivamente all’atto di allevare i propri figli da parte dei genitori. Il progetto DOORS, attraverso le numerose attività di sostegno alla genitorialità proposte nella sua prima annualità, ha tentato di far comprendere che la relazione genitori-figli è bidirezionale e che genitori si diventa (non lo si è, non lo si è mai stati). Ha migliorato le relazioni genitore-bambino e ha portato le figure genitoriali a comprendere i propri limiti, le proprie responsabilità e i bisogni dei propri figli. Andando così a lavorare su quella che Zaccagnini e Zavattini (2007) definiscono genitorialità in divenire dialettico, ovvero un processo creativo che si attua di volta in volta in base allo sviluppo del bambino e alla maturazione del rapporto genitore-figlio.

Il focus group con i genitori è stato condotto nel giugno 2020 ed ha esplorato, in particolare, come le attività di supporto alla genitorialità proposte abbiano generato cambiamenti della relazione genitori/figli e aumentato il grado di consapevolezza genitoriale. Il supporto di gruppo è risultato significativo nella sua funzione di “ammortizzatore emotivo” di difficoltà genitoriali e personali. In altre parole, affrontare in gruppo il tema del rapporto con i propri figli ha rappresentato un’opportunità per momenti di riflessione e confronto utile alla crescita emotiva.

Nei percorsi gestiti dall’associazione Mom e dall’ ass.cult.Affabulazione, ad esempio, le partecipanti (soprattutto madri) hanno affermato di aver iniziato l’esperienza un pò per caso, “con una certa leggerezza” e di essere state poi “scavate dentro” andando inevitabilmente a toccare eventi ed emozioni del passato. Fondamentale è stato insegnare alle donne di parlare delle proprie emozioni e di quelle dei propri figli, senza reprimerle, ma comprendendo che i bambini non sempre riconoscono le proprie emozioni e assumono atteggiamenti bizzarri che però hanno spiegazioni plausibili.

“Parlare… scavare anche nelle nostre vite, conoscere delle cose, conoscere degli altri aspetti e anche vedere che le altre persone hanno gli stessi problemi, vedere anche le cose con occhi diversi, quindi poi rendermi conto che quello che vedevo io non era quello che vedevo io ma che gli altri possono vedere ben altre cose… e poi soprattutto ti rendi conto che il problema non è soltanto il tuo, è un problema un po’ di tutti! E poi penso che ogni genitore ha le sue problematiche. A me interessa essere già tanto un genitore passabile, perché già su questo sarei già contenta … siamo un po’ troppo duri con noi stessi però facciamo del nostro meglio”.

I genitori hanno compreso che la genitorialità non può sostanzialmente essere intesa come un aspetto semplicemente funzionale dell’essere umano nel prendersi cura di qualcuno, ma abbraccia aspetti socio-emotivi e implica il benessere dell’intero nucleo familiare. L’attività di sostegno alla genitorialità ha sviluppato un approccio vincente perché ha dapprima posto maggiore attenzione alla rappresentazione che i genitori danno di se stessi nel ruolo di genitore, nella rappresentazione del proprio figlio/a e, non per ultimo, nel rapporto che instaurano con lui/lei.

Un approccio ”tri-dimensionale” che ha permesso ai genitori di acquisire consapevolezza di se stessi come genitori fallibili ma perfezionabili, aumentando così la loro capacità di leggere e di rispondere adeguatamente ai segnali del bambino, strettamente legata con le competenze emotive, e l’abilità comunicativa nella relazione genitore-bambino. Le attività di supporto alla genitorialità hanno anche rafforzato la resilienza della famiglia, ovvero l’insieme di risorse della famiglia necessarie ad affrontare i cambiamenti e costruire un proprio futuro . Una resilienza intesa come processo dinamico che coinvolge la famiglia nella sua relazione con il contesto sociale, relazionale ed istituzionale in cui vive incentivando quindi la qualità e il benessere della relazione genitori-figli, genitori-figli-mondo circostante.

 

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