Andare avanti nonostante l’emergenza: l’esempio di “A Casa di Iulia”

di

Rieccoci qua, fra i nostri giochi, le nostre attività, i nostri sguardi.
Siamo stati catapultati in una realtà surreale a causa dell’emergenza Covid-19, trovandoci costretti a sospendere improvvisamente ogni tipo di progetto in presenza.
I nostri contatti è vero che non si sono mai interrotti, anzi ci siamo sin da subito reinventati in un’ottica quanto più positiva. Purtroppo però i giorni e le settimane passavano e ci rendevamo sempre più consapevoli di quanto stessero soffrendo i nostri bambini e le nostre famiglie speciali. In un disturbo come lo spettro autistico, l’importanza della routine assume un ruolo fondamentale nella vita di un bambino e probabilmente è stata questa una delle mancanze più forti avvertita.
Nonostante i contatti video e telefonici quotidiani (e a qualunque ora), sono inevitabilmente emersi, in alcuni bambini, dei comportamenti problema, delle stereotipie e problemi legati al sonno.

Ricordo ancora il racconto di una mamma durante la Fase 2: in giro per fare una passeggiata, trovandosi nelle immediate vicinanze dei locali di “A Casa di Iulia”, rimase spiazzata e inerme davanti al pianto inconsolabile del figlio. Quella porta chiusa ha fatto piangere il nostro G., ma nel racconto della sua mamma nessuno di noi ha trattenuto le lacrime.

È stato forse in quel momento che abbiamo deciso, in ottemperanza al DPCM e in tutta sicurezza, di riaprire quella porta e riprendere in presenza le nostre attività, per il bene dei “nostri cuccioli”, per evitare che quanto fatto fino ad allora venisse vanificato e per riprendere il supporto ai genitori (messi a dura prova da questa emergenza).

Regioni

Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioniOK